Il tanto atteso appuntamento dedicato ai quarant’anni della saga di The Legend of Zelda si è trasformato, per molti appassionati, in una doccia fredda sul fronte cinematografico, dato che gli annunci e i pochi dettagli sul progetto cinematografico relativo al franchise… non hanno soddisfatto troppo. Tra le novità più attese dell’evento organizzato dal colosso giapponese, accanto alle voci sull’universo videoludico per Switch 2, avrebbe infatti dovuto esserci il primo sguardo all’adattamento live-action diretto da Wes Ball. Tuttavia, l’aggiornamento offerto sul grande schermo si è rivelato estremamente minimale, se non proprio nullo in quello che ha rivelato. 

Ovviamente i fan di The Legend of Zelda non hanno tardato le loro reazioni sul web, gettando un ironico scompiglio su una questione cinematografica che starebbe ancora prendendo forma, in qualche modo.

Nessun teaser per l’adattamento live-action: la risposta dei social

The Legend of Zelda

L’attesa per un primo trailer o qualche fotogramma inedito è stata ripagata unicamente con la conferma della data di uscita e la svelata del titolo ufficiale che, senza fronzoli, giri di parole o sottotitoli, sarà semplicemente The Legend of Zelda. La scarna comunicazione ha scatenato la delusione degli utenti sui social network, divisi tra chi ha accolto la scarna notizia ridendoci su, e chi ha espresso scetticismo sulla riservatezza mantenuta dalla produzione a pochi mesi dall’avvio della campagna promozionale.

Le rassicurazioni di Shigeru Miyamoto e la natura del progetto

A cercare di “metterci una pezza” ci ha pensato Shigeru Miyamoto che è intervenuto per tracciare i contorni dell’opera, e ComicBook ne ha riportato le rassicurazioni. Il leggendario autore ha spiegato che la scelta di un titolo privo di sottotitoli troverà una motivazione specifica soltanto a seguito della visione in sala. The Legend of Zelda, a quanto pare, non adatterà fedelmente un capitolo specifico della quarantennale storia videoludica, ma si configurerà come un’opera originale capace di fondere concetti, ambientazioni ed elementi narrativi iconici tratti dall’intera saga, inclusa la centrale presenza della Triforza.

Miyamoto ha sottolineato il diretto coinvolgimento del team creativo di Nintendo al fianco della produzione, definendo il film come una trasposizione artistica all’altezza del marchio: “Grazie alla forza creativa e alla competenza visiva del talentuoso team di produzione, è diventata un’opera artistica degna della serie The Legend of Zelda”.

Tempistiche e riflessioni verso l’uscita in sala

The Legend of Zelda

In vista dell’esordio nelle sale, programmato per il 30 aprile 2027 come potenziale apripista della stagione cinematografica estiva, resta alta la curiosità sul debutto del primo materiale promozionale visivo. Co-prodotto e distribuito sul mercato nell’ambito degli accordi con le grandi major, il lungometraggio rappresenta il primo esperimento live-action targato Nintendo dal film di Super Mario Bros. del 1993, lungometraggio, quello, che ha fatto a modo suo la storia del cinema nel bene e nel male.

L’eccessiva riservatezza di Nintendo attorno al live-action di The Legend of Zelda riflette sicuramente la storica cautela con cui il colosso di Kyoto custodisce le proprie proprietà intellettuali più preziose, iconiche e intoccabili. La scelta di non cedere alla fretta dei trailer a tutti i costi, persino in un’occasione celebrativa come il quarantesimo anniversario del franchise, potrebbe anticipare e rivelare la volontà di gestire l’uscita sul grande schermo con la stessa meticolosa pignoleria riservata allo sviluppo dei videogiochi.

La scelta di rifiutare l’adattamento diretto di un singolo capitolo della saga per creare una sintesi narrativa originale rappresenta una sfida ambiziosa. Il successo di The Legend of Zelda non dipenderà soltanto dalla fedeltà visiva a Hyrule o dalla presenza della Triforza, ma dalla capacità di tradurre in linguaggio cinematografico quella sensazione pura di scoperta e meraviglia che da quarant’anni definisce l’essenza di Zelda. Fino ad allora, il silenzio di Miyamoto resta il miglior generatore di attesa. 

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