Con una grande scrittura, ed una regia di primo livello da parte di Alejandro González Iñárritu, Digger, con un straordinario Tom Cruise nei panni di Rockwell Digger multi-milionario, è uno dei film più controversi e divisivi della fine di questo 2026. L’argomento trattato non è semplicemente quello di un possibile disastro ambientale, da come si potrebbe evincere dai trailer, ma si evidenzia come l’impatto di quell’incidente e ciò che ne derivi, abbiano cambiato il mondo circostante.
Si parla di umanità, di un mondo alla deriva comandato da potenti che guardano solo al denaro, ma lo si fa con un accenno alla verità, perché, dopotutto, Digger parla anche e soprattutto di noi. Non solo dei politici, di chi tira i fili delle grandi multinazionali, ma anche della gente, e dell’immobilità delle persone di fronte all’evidente corrodersi del Pianeta Terra a causa dei comportamenti scorretti che ci hanno portato ad un punto di non ritorno.
Digger, una scrittura da Oscar ad evidenziare il problema

Uno dei punti forti di Digger, sta soprattutto nella sceneggiatura del film. Perché poteva essere facile scrivere una pellicola che evidenziava i problemi ambientali del pianeta e le sue conseguenze, ma la genialità di Alejandro González Iñárritu è stata trovare un modo differente nel raccontarla. Digger vuole essere una sferzata alla politica americana e Mondiale, ed alla cattiva gestione degli ultimi anni dei diversi problemi ambientali e dello sfruttamento delle risorse del pianeta.
Iñárritu, però, non si ferma qui. Lui va oltre, lo fa attraverso un racconto quasi meta-cinematografico, che incornicia perfettamente il senso del momento attuale dell’umanità. Non vuole evidenziare come si potrebbe arrivare alla distruzione del pianeta, bensì a come si arriverà (presto o tardo, ormai non si può negare), all’estinzione dell’umanità. Tutti i personaggi sono rappresentati come dei cliché, dal generale a presidente degli Stati Uniti, passando per tutti gli altri. La scelta è stata però ricercata e voluta dal regista.
Non solo un incredibile Tom Cruise, ma un cast d’eccezione

Il punto di svolta di Digger è sicuramente la grande interpretazione di Tom Cruise nei panni del magnate del petrolio. Un personaggio che sembra avere tutto, ma che, in realtà, è attaccato alle cose materiali e ed all’unico affetto che gli è rimasto, ovvero Meggie, la sua gatta. Lui tende ad interessarsi alle infrastrutture, ai soldi, ai danni collaterali, e meno alle persone dietro a tutto. Un uomo superficiale, che vive solo per creare denaro e nulla più.
Cruise potrebbe aver messo in scena una delle sue migliori interpretazioni di sempre, e con il suo Digger Rockwell potrebbe addirittura puntare a vincere finalmente un Oscar. Il suo monologo nella seconda parte del film è intenso, assurdo e surreale, ma al tempo stesso con i piedi per terra, fin troppo centrato alla nostra realtà ed al modo che abbiamo di vivere oggi. Insieme a lui trovare Sandra Huller, sorella di Digger, il presidente degli Stati Uniti, caricatura, senza neanche andare per il sottile di Presidente Trump, interpretato da uno straordinario John Goodman, Riz Ahmed, nei panni del Dottor Ganesh, e Jessie Plemons.
La mano di Iñárritu alla regia ed uno sguardo al nostro futuro

La scelta di Iñárritu alla regia di Digger non è stata un caso. Il regista messicano, infatti, ha diretto pellicole come Birdman e Revenant, entrambe da Oscar. Tom Cruise lo ha cercato fortemente per ingaggiarlo e potrebbe aver pescato finalmente il jolly. La regia è dinamica, perché il regista usa diverse inquadratura, sia da lontano che primi piani. Questo lo si nota soprattutto durante i dialoghi, che in questo modo non rimangono troppo statici e danno movimento al tutto.
La scelta della narrazione inizialmente può disorientare, soprattutto nella parte centrale del film, dove se non si è preparati a ciò che sta per accadere e può destabilizzare per qualche momento la visione. Il bello, però, rimane questo, la visione al buio, senza conoscere dettagli e messa in scena, Digger vi regalerà delle belle sorprese. Iñárritu, non solo ha voluto esasperare delle cose che accadono e che stanno accadendo tutt’ora, ma ha voluto darci uno sguardo al futuro, a quello che potrebbe accadere.
Digger non è solo il racconto di ciò che ha destabilizzato definitivamente il pianeta Terra, ma è anche quello che potrebbe accadere nella realtà se si continua a rimanere immobili. Questa rimane una satira politica che, però, ci fa riflettere: quanto è giusto fare satira su degli avvenimenti reali che hanno creato milioni di morti? Fino a che punto ci si può spingere. Un’idea che viene sottolineata anche dalle inquadrature finali, che vengono accompagnate da questa canzone che sembra fuori luogo, ma che in realtà racchiude in pieno lo spirito di Digger.
Digger, un film divisivo che punta il dito e fa riflettere

Concludento, Digger farà sicuramente scalpore, dividendo il pubblico tra chi lo ha amato e chi lo ha odiato. La realtà, soprattutto quando ci viene sputata in faccia è sempre amara ed è questo uno dei grandi pregi di Digger. Sbattere in faccia la situazione attuale politica ed ambientale, che colpisce come un pugno allo stomaco, ma al tempo stesso fa riflettere. Perché quando l’essere umano viene colpito nel vivo, reagisce negativamente e molti avranno sentito quella morsa che chiude le viscere, perché si saranno rivisti nel discorso che il personaggio di Tom Cruise fa sull’immobilità e sulle comodità della vita.
Digger non è un film facile, non è uno di quei blockbuster che ti fanno passare due ore per staccare il cervello. Iñárritu e Cruise sapevano fin dall’inizio che non sarebbe stato così, e che in molti li avrebbero criticati. Questo è uno dei motivi della poca affluenza al debutto in sala, ma Digger punterà probabilmente ai diversi premi nella prossima stagione dei festival in arrivo.
Digger non è per tutti, ma vi consiglio lo stesso di recarvi al cinema, perché è lì che rende maggiormente, non in streaming, dove i 1000 stimoli quotidiani ti fanno perdere il filo e non ti fanno centrare il messaggio della pellicola. Al cinema, dove tutto inizia e finisce, dove la satira politica ed i disastri ambientali possono sembrare meno un problema nostro e più degli altri. Perché così, si inizierà a capire qual è il blocco di questa società e ciò che Iñárritu e Cruise vogliono farci vedere.
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Recensione – Pro & Contro
PRO
- Digger lascia un messaggio importante e reale come un pugno allo stomaco
- Tom cruise incredibile, una delle sue migliori prestazioni
- La scelta narrativa è coraggiosa
CONTRO
- La narrazione potrebbe far allontanare alcuni spettatori

