Quale è il più famoso pellegrinaggio che tutti consigliano di fare almeno una volta nella vita? Avete capito bene…è proprio questo cammino il vero protagonista della pellicola Santiago- Un cammino per ricominciare. La storia è tratta dal romanzo “Marche et invente ta vie” di Bernard Ollivier. L’autore del romanzo di partenza, è un giornalista e scrittore francese che ha dedicato parte della propria opera ai viaggi a piedi.
Una storia che parla di attualità

Distribuito dalle Officine Ubu, Santiago: un cammino per ricominciare, è un road movie ( a piedi) parte da una statistica reale in Francia; lo sa bene chi lavora in quelle realtà dello Stato in cui si aiutano e si supportano i ragazzi usciti dal carcere a reintegrarsi nella società. In particolare l’associazione al centro di questa storia e che fa il colloquio a Fred per accompagnare Adam è una delle struttura innovative di recupero, esistenti in Francia, che portano avanti i cosiddetti “progetti di rottura”, “marce educative” di 3 mesi (~1500 km) a piedi in solitaria, accompagnati da un solo educatore. L’isolamento e lo sforzo fisico aiutano infatti l’adolescente a riflettere e a reinserirsi.
E prorio come nelle migliori storie in cui si parte per aiutare e mettersi al servizio dell’altro e si finisce per trasformare se stessi, anche qui entrambi i protagonisti camminando rinascono. In Santiago: un cammino per ricominciare da una parte abbiamo Adam ed il suo riscatto dal carcere e dall’altra abbiamo una ex insegnante, Fred, che ha commesso un errore e che vorrebbe prendersi una pausa dalla sua vita in una fase un po’ critica e difficile.
Al centro le relazioni con se stessi e il rapporto madre – figli

Il nucleo della storia è quindi la sfida e la rinascita con se stessi ma anche il rapporto madre e figli. Rispetto all’inizio del film, in cui pensiamo che Adam abbia il pensiero fisso della figura materna, scopriamo dopo un po’, nel corso della storia, che il ragazzo ha una madre che non lo va mai a trovare in carcere per la deludente condotta del figlio.
Adam in Santiago: un cammino per ricominciare ha questo desiderio, vorrebbe chiamare la madre, seguendo questo impulso interiore anche se non lo può fare sempre perché può usare il telefono solo una volta ogni 10 giorni; ma al momento opportuno non riesce a fare la telefonata perché ha il terrore di rivivere questa ferita dell’abbandono. Fred invece ha un rapporto con la figlia molto complesso; litigano sempre, la figlia non si sente ascoltata mentre la mamma risulta solo pedante.. anche lì tra le due figure ci sta una completa mancanza di fiducia.
Santiago: un cammino per ricominciare: tecnica da non sottovalutare

Regia molto curata, dall’inizio con un split screen orizzontale con le due inquadrature con quella in alto la madre Fred e nell’altra in basso la figlia, girata in casa, durante una loro discussione fino alle riprese con drone dall’alto durante il cammino di Santiago.
Buona la sceneggiatura, bravissimi i due interpreti principali, tante e diversificate le tematiche affrontate e gli elementi “critici” legati all’attualità; come ad esempio complicata è la situazione che si viene a creare tra questa associazione ed il tribunale e il giudizio della giudice quando Adam si rimette nei guai. Ci sono diversi colpi di scena, alti e bassi nella storia ma anche nel percorso dei due protagonisti.. niente è lineare nel loro cammino, così come nella vita.
Entrambi i percorsi sono segnati da ferite come l’abbandono, la sfiducia, la solitudine e altri elementi chiave.. Siamo spettatori della crescita di un adolescente difficile ma anche di una donna che deve affrontare la separazione dal marito e una relazione complicata con la figlia. Entrambi iniziano il loro percorso con uno “sbaglio” educativo: quello di aver dato uno schiaffo ad una sua allieva. Questo si può dire sia uno di quei film in cui lo spettatore riesce a mettersi nei panni di entrambi i protagonisti.
Difficoltà a comunicare.. generazioni diverse!
Tra i due protagonisti esiste una difficoltà di comunicazione poiché alla base ci sta molto pregiudizio.Ci sono due livelli di trasformazione di Adam, quello più lento e graduale nei confronti di Fred, l’altro è più sentimentale per una coetanea verso cui prova qualcosa. Molto tenere le scene con la ragazza con una protesi alla gamba, che lui si ostina a chiamare Estella.

Attraverso il cammino si scoprono due grandi passioni di Adam: il Rap e la cucina. A questo proposito, ci sta un pezzo straordinario di una Ave Maria rappata con i frati del monastero. Davvero commovente!
Due storie diverse ambientate su questo famoso pellegrinaggio!
E’ curioso che a distanza di un anno da Buen camino di Gennaro Nunziante, interpretato da Checco Zalone, anche questa storia veda al centro il cammino di Santiago. Il regista Yann Samuell, alla sua nona opera, affronta in questa pellicola il tema del viaggio come scoperta di sé stessi e degli altri. Ed è questa la vera differenza… in questo Santiago- Un cammino per ricominciare Samuell sembra dire che un cammino, in particolare questo di Santiago, è un percorso importante anche per chi non è credente. E’ un cammino di crescita per tutte le età, i generi e le difficoltà.. potremmo dire universale!
Anche se si svolge quindi nello stesso ambiente, qui il messaggio, (anche se è accennata la componente religiosa in qualche passaggio) , è più sociale e trasversale rispetto ad esempio alla pellicola di Nunziante che ne fa una narrazione più sulla sfera privata e valoriale. Per chi ricerca paesaggi stupendi e serenità interiore questo film è consigliatissimo!

Santiago- Un cammino per ricominciare sarà in sala dal 24 settembre.
Seguiteci su Instagram per rimanere sempre aggiornati!
Recensione – Pro & Contro
PRO
- E' un film pieno di spunti.. profondo ma leggero, lascia un senso di serenità
CONTRO
- In altro contesto che non sia la Francia potrebbe risultare una "fiaba".. in alcuni passaggi si scivola nel buonismo

