Proprio quando le riprese di The Batman: Parte 2 a Londra stavano entrando nel vivo, con nuove rivelazioni e speculazioni in generale, la macchina produttiva di uno dei sequel più attesi del decennio ha schiacciato di colpo il pedale del freno, sotto gli occhi increduli di tutti. L’annuncio rilasciato da Warner Bros. e DC Studios ha confermato una battuta d’arresto immediata e a tempo indeterminato per The Batman: Parte 2.
Sembra che il regista e co-sceneggiatore di The Batman: Parte 2, Matt Reeves, abbia dovuto abbandonare temporaneamente il set per affrontare un’improvvisa emergenza familiare: “La produzione di The Batman: Parte 2 è stata temporaneamente sospesa mentre Matt Reeves si occupa di una questione familiare. Matt ha il pieno sostegno di DC Studios e non vediamo l’ora di proseguire presto questo viaggio”, recita la nota ufficiale dei vertici aziendali.
La mente e la memoria vanno in una direzione
L’improvvisa uscita di scena del filmmaker da The Batman: Parte 2 ha immediatamente riacceso nei corridoi dell’industria cinematografica e tra i forum dei fan un senso di inquietudine già vissuto, qualcosa che i fan DC più cinematografici conoscono molto bene. Nella primavera del 2017, infatti, la produzione di Justice League venne travolta da un drammatico evento personale che costrinse Zack Snyder a cedere il testimone prima del termine dei lavori.

In quel frangente la major scelse di non fermare i motori, ingaggiando Joss Whedon per portare a termine la pellicola; una mossa che portò a un’opera visibilmente frammentata, fortemente contestata dagli appassionati e sfociata, anni dopo, nel rilascio della Zack Snyder’s Justice League, che fece innamorare nuovamente i sostenitori del regista.
A differenza di quell’antecedente, tuttavia, la decisione dei DC Studios di congelare integralmente le riprese londinesi di The Batman: Parte 2 potrebbe dimostrare una chiara volontà di attendere il ritorno di Reeves, evitando sostituzioni in corsa che rischierebbero di alterare la cifra stilistica del progetto.
Il valore della paternità autoriale nel cinema industriale
Il fatto che si sia optato per una sospensione diretta della macchina finanziaria da centinaia di milioni di dollari di The Batman: Parte 2, almeno per adesso, anziché proseguire le riprese affidandosi a seconde unità o a registi di supporto, potrebbe suggerirci qualcosa di estremamente positivo nei confronti di questo progetto cinematografico.
Forse un vero e proprio punto di svolta significativo nelle dinamiche della stessa Hollywood contemporanea. Spesso criticata per la rigidità dei propri calendari e per la tendenza a posporre le esigenze umane alle scadenze di bilancio, l’industria dei media sembra aver compreso che la riuscita di un’opera d’autore non può prescindere dalla presenza diretta del suo creatore. Forse stiamo “volando troppo alto”, e sperando ingenuamente in una lettura che non è, ma… sperare in una cosa del genere non costa nulla.

Viviamo in un periodo cinematografico in cui il grande pubblico si trova molto spesso a contatto con franchise cinematografici che rischiano facilmente e pigramente di trasformarsi in prodotti omologati, la visione noir e rigorosa di Matt Reeves costituisce l’anima stessa del progetto di The Batman: Parte 2, riuscendo in passato a distinguerlo da tanti altri prodotti uguali, se non “proprio in serie”, nello stesso ambito cinematografico. L’importanza autoriale, quindi.
Proteggere la centralità del regista e il “suo modo creativo” in un momento di difficoltà personale potrebbe far ben sperare, dato che rappresenta una garanzia fondamentale per preservare l’integrità artistica di un racconto che ha saputo restituire al pubblico una Gotham City viva, spietata e autentica, ma anche oscura, sporca e tremendamente attuale in tante sue cose. Quando i riflettori del set di The Batman: Parte 2 a Londra torneranno ad accendersi, il Cavaliere Oscuro riprenderà forse il suo cammino esattamente da dove si era interrotto, nella speranza che non si tratti soltanto di speranze nostre.
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