Jesse Eisenberg: “Il Razzie ha danneggiato la mia carriera”

Jesse Eisenberg, batman v superman

Jesse Eisenberg ha raccontato di aver subito conseguenze professionali dopo aver vinto un Razzie Award per la sua interpretazione di Lex Luthor in Batman v Superman: Dawn of Justice. L’attore sostiene che il riconoscimento, assegnato ironicamente alle peggiori performance cinematografiche dell’anno, abbia contribuito a escluderlo dai grandi progetti degli studios, spingendolo a concentrarsi sulla scrittura e sulla regia.

L’attore ne ha parlato domenica durante un incontro al BFI London Film Festival, ripercorrendo le ragioni che lo hanno portato a rivedere le proprie ambizioni professionali e a intraprendere un percorso diverso a Hollywood.

Jesse Eisenberg e il Razzie Award per Batman v Superman

Nel film di Zack Snyder del 2016, Jesse Eisenberg ha interpretato Lex Luthor, il celebre antagonista di Superman, recitando al fianco di Henry Cavill e Ben Affleck. La sua performance gli è valsa il Razzie Award come peggior attore non protagonista.

I Golden Raspberry Awards, conosciuti semplicemente come Razzie, sono una cerimonia satirica che premia le produzioni e le interpretazioni considerate le peggiori dell’anno. La manifestazione si svolge tradizionalmente alla vigilia degli Oscar.

Nonostante la natura ironica del riconoscimento, per Jesse Eisenberg le conseguenze sarebbero state tutt’altro che divertenti. L’attore ha spiegato che la vittoria del premio avrebbe influito sulle opportunità di lavorare con le principali case di produzione cinematografiche, contribuendo alla sua decisione di dedicarsi anche alla regia.

Ascolta, gran parte della decisione è nata dalla paura – ha detto a proposito della sua svolta di carriera. Non riuscivo più a ottenere ruoli nelle grandi case di produzione perché avevo vinto un Raspberry Award per il film ‘Batman’… e avevo capito quale sarebbe stata la mia evoluzione

Jesse Eisenberg ha poi descritto l’incertezza che caratterizza la professione dell’attore, sottolineando quanto sia difficile capire quando la propria carriera stia attraversando una fase positiva o quando, invece, si stia avviando verso un declino.

Se fai l’attore, sei costantemente in preda al panico e ti chiedi ‘Sono in ascesa o in declino?’ – ha spiegato. Perché non esiste un punto di svolta. La recitazione è un settore instabile e terribile, dove o sei sul tapis roulant e le cose vanno bene e sei in ascesa, oppure sei già passato di moda ed è un disastro. E se sei una persona paranoica come me, lo vedi con largo anticipo

Da qui la scelta di mettersi dietro la macchina da presa e sviluppare progetti propri, cercando di mantenere il controllo sul proprio futuro professionale.

Quindi ho pensato: devo dirigere dei film. Ecco perché ho iniziato a scriverli, giusto per tenere a galla la mia carriera, in realtà

Batman v Superman e le conseguenze sulla carriera dell’attore

Uscito nel 2016, Batman v Superman: Dawn of Justice ha ottenuto un debutto internazionale da 424,1 milioni di dollari. Il film ha conquistato complessivamente quattro Razzie Awards, tra cui quelli per la peggiore sceneggiatura, il peggior sequel e la peggiore coppia sullo schermo, assegnato a Henry Cavill e Ben Affleck.

Jesse Eisenberg aveva già parlato in passato dell’impatto negativo delle recensioni sul film e dell’accoglienza riservata alla sua interpretazione di Lex Luthor. Durante l’incontro londinese è tornato sull’argomento, spiegando di aver tratto una lezione precisa da quell’esperienza: non cercare di insistere in un genere nel quale l’industria non sembra volerlo coinvolgere.

L’industria ti dice cosa vuole da te – ha dichiarato Jesse Eisenberg. L’industria non voleva che fossi in un film di supereroi, e se sei intelligente e consapevole di te stesso, lo capisci in fretta. E sai, è l’attore senza successo che dice ‘No, voglio farne altri’. Non succederà, non ti vogliono lì e non ti avrebbero dato un Raspberry Award se ti avessero voluto. È un premio per la cattiva recitazione. Quindi l’industria ti dice cosa vuole e se vuoi fare carriera nel mondo dello spettacolo devi seguire ciò che ti viene detto essere apprezzato

Una situazione diversa era stata quella di The Social Network, il film del 2010 diretto da David Fincher e scritto da Aaron Sorkin, nel quale Jesse Eisenberg aveva interpretato Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook. La sua performance gli era valsa una candidatura all’Oscar come miglior attore, consacrandolo tra i protagonisti più interessanti della sua generazione.

Nonostante il successo ottenuto con quel ruolo, Eisenberg ha confermato di non voler tornare a interpretare Zuckerberg in The Social Reckoning, il film complementare scritto e diretto da Sorkin. Durante l’incontro al BFI London Film Festival non ha approfondito le ragioni della propria decisione, limitandosi a osservare che il nuovo progetto è «piuttosto diverso».

A Real Pain e la collaborazione con Kieran Culkin

Parallelamente alla riflessione sulla propria carriera da attore, Jesse Eisenberg ha trovato nella regia una nuova dimensione professionale. Tra i suoi lavori più recenti figura A Real Pain, film del 2024 che ha scritto, diretto e interpretato insieme a Kieran Culkin.

La pellicola ha ottenuto importanti riconoscimenti: Eisenberg ha ricevuto una candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale, mentre Culkin ha vinto la statuetta come miglior attore non protagonista.

Durante l’incontro londinese, Jesse Eisenberg ha raccontato alcuni retroscena delle riprese, soffermandosi sulle difficoltà legate alla partecipazione di Culkin, reduce dal successo della serie HBO Succession.

Non sapevamo se Kieran si sarebbe mai presentato in Polonia – ha rivelato Eisenberg. Emma Stone è la produttrice del film. Lo ha accompagnato personalmente in aereo in Polonia [dove si stavano svolgendo le riprese] perché non sapevamo se sarebbe arrivato. Mi ha mandato un video di lui che passava la dogana, dicendo ‘Siamo qui!’, eppure era ancora in ritardo

L’attore ha inoltre spiegato che Culkin desiderava adottare uno stile di ripresa più spontaneo, una scelta che inizialmente non rientrava nei piani di Eisenberg. Il regista si è quindi trovato a valutare come adattare il proprio approccio alle esigenze del personaggio e alla personalità dell’attore.

Ci siamo chiesti: cosa è meglio per il film? – ha ricordato l’attore/regista mentre cercava di capire cosa fare. “E credo che la cosa migliore per il film sia seguire questo personaggio iperattivo, perché in fondo è il motore del film. Se avesse avuto una piccola parte, avremmo pensato: ‘Dobbiamo solo dirgli di stare zitto’, capite? Ma è il protagonista… Quindi è stata una vera e propria curva di apprendimento

L’esperienza di A Real Pain rappresenta così un esempio del percorso intrapreso da Jesse Eisenberg negli ultimi anni: affiancare alla recitazione la scrittura e la regia, costruendo progetti nei quali poter esercitare un maggiore controllo creativo. Una strada maturata anche attraverso le difficoltà incontrate dopo Batman v Superman, che l’attore considera un momento decisivo nella propria evoluzione professionale.

Che ne pensate?

Seguici sul nostro canale Instagram per rimanere sempre aggiornati!