Molto prima che The Walking Dead portasse gli zombie al centro della cultura pop televisiva, i Puffi avevano già affrontato un’epidemia di non morti in un episodio animato per bambini. Andato in onda negli Stati Uniti il 31 ottobre 1981, “The Purple Smurfs” racconta come un morso trasformi alcuni abitanti del villaggio in creature viola, pronte a contagiare gli altri. La storia, sorprendentemente cupa per una serie del sabato mattina, si ispira a un fumetto di Peyo pubblicato nel 1963. L’adattamento cambiò un dettaglio importante rispetto all’originale, anche per evitare una rappresentazione che negli anni Ottanta era ormai considerata problematica.
Puffi, l’epidemia zombie del 1981

“I Puffi viola” è uno dei segmenti dell’episodio 24 della serie animata dei Puffi, trasmesso da NBC il 31 ottobre 1981. La data precede di quasi trent’anni il debutto di The Walking Dead, arrivato in televisione nel 2010, e rende la storia un curioso antecedente delle apocalissi zombie diventate poi familiari al pubblico.
La vicenda comincia quando una mosca viola punge Quattrocchi Pigro mentre è nel bosco a raccogliere provviste. Il morso lo trasforma: la sua pelle diventa viola e la sua mente sembra svuotarsi. Quando non torna al villaggio, Quattrocchi viene mandato a cercarlo e si imbatte nel compagno ormai irriconoscibile. Il suo allarme porta Grande Puffo a intuire che dietro il cambiamento ci sia una malattia, anche se inizialmente non sa come fermarla.
Come si diffonde la piaga viola nel villaggio

Gli altri Puffi riescono a catturare il primo contagiato per cercare una cura, ma lui scappa e comincia a mordere i suoi compagni. A loro volta, i Puffi colpiti attaccano gli abitanti ancora sani: il contagio si diffonde rapidamente e il villaggio si ritrova alle prese con una vera e propria apocalisse in miniatura.
Grande Puffo si chiude nel laboratorio per trovare un rimedio. Dopo giorni di tentativi, scopre che il polline di un particolare fiore può neutralizzare la piaga. Ma il piano rischia di fallire quando un Puffo forzuto ormai contagiato ascolta la conversazione e guida gli altri contro il laboratorio, deciso a impedire la cura.
Nel caos, i Puffi viola danno fuoco al laboratorio, provocando un’esplosione. La deflagrazione sparge il polline per tutto il villaggio e libera gli abitanti dall’infezione. La soluzione arriva quindi per caso, dopo una sequenza di inseguimenti e morsi che, pur restando adatta a un pubblico giovane, ha un tono insolitamente inquietante per la serie.
Il fumetto originale e il cambiamento di colore
L’episodio animato riprende una storia a fumetti di Peyo, il creatore dei Puffi. Il racconto apparve nel 1963 nell’album I Puffi viols, che raccoglieva tre storie. La trama di base era simile: una mosca trasmetteva una condizione contagiosa e i Puffi colpiti diventavano aggressivi, mordendo gli altri.
La differenza più evidente riguarda il colore. Nel fumetto, i Puffi contagiati diventavano neri, non viola. La scelta era legata alla storia originale, ma negli anni successivi la rappresentazione fu giudicata da alcuni lettori insensibile sul piano razziale e accostata al blackface, una pratica già oggetto di contestazioni. Per l’adattamento televisivo, gli autori cambiarono il colore dei personaggi e della mosca, rendendo viola l’infezione.
Anche la violenza venne attenuata rispetto alle tavole di Peyo. Il morso e le trasformazioni furono resi meno espliciti per rispettare le norme televisive e le aspettative del pubblico infantile. La modifica cromatica, però, non cancellò il nucleo della storia: un contagio che si propaga attraverso i morsi e minaccia l’intera comunità.
Perché l’episodio dei Puffi è ancora ricordato

La serie animata dei Puffi, prodotta da Hanna-Barbera e trasmessa a partire dal 1981, durò nove stagioni e raccolse centinaia di segmenti. In un catalogo così ampio, “I Puffi viola” si distingue per il modo in cui introduce elementi tipici delle storie zombie in un cartone rivolto ai bambini: il morso contagioso, la perdita di controllo e la corsa contro il tempo per trovare una cura.
Il tono resta lontano dall’horror esplicito di The Walking Dead, ma la struttura narrativa è sorprendentemente familiare. Un’infezione si diffonde, i personaggi cercano di contenere il contagio e il gruppo deve proteggere chi non è ancora stato colpito. La differenza sta nel finale, che risolve la crisi con un’esplosione accidentale e una pioggia di polline, anziché con la sopravvivenza in un mondo ormai collassato.
Puffi, l’apocalisse animata prima di The Walking Dead
“I Puffi viola” resta una curiosità notevole nella storia dell’animazione: nel 1981 portò una storia di contagio e zombie in un cartone per bambini, quasi tre decenni prima di The Walking Dead. Il passaggio dal fumetto alla televisione cambiò colore e attenuò la violenza, ma conservò l’idea di un’intera comunità minacciata da un’epidemia. Un episodio breve, ma ancora capace di sorprendere chi lo riscopre oggi.
Seguici sul nostro canale Instagram per altre storie!

