Dimenticate le zucche intagliate e le atmosfere da brivido più classiche e canoniche possibili dell’ultimo weekend di ottobre. Sebbene quattro decenni di cultura pop abbiano indissolubilmente legato i Ghostbusters alle celebrazioni di Halloween, Sony Pictures sembra determinata a riscrivere il calendario delle tradizioni cinematografiche. Secondo quanto rivelato in un’indiscrezione dall’insider Daniel RPK (via ComicBook), lo studio starebbe lavorando in gran segreto a Ghostbusters: Nightmare on 34th Street, una pellicola live-action pensata per catapultare la caccia agli ectoplasmi nel bel mezzo del periodo natalizio.

Una favola natalizia dissacrata?

Per questo progetto cinematografico ipotetico, si vocifera anche dell’ingaggio di Josh Miller come sceneggiatore, già apprezzato per il lavoro svolto sull’adattamento cinematografico di Sonic the Hedgehog. Una scelta del genere potrebbe tranquillamente definire le coordinate di un progetto che fa del suo stesso titolo una chiarissima dichiarazione d’intenti, con rimandi precisi e un umorismo che i fan di Ghostbusters conoscono molto bene.

Il riferimento alla 34esima strada di Manhattan, infatti, indicherebbe un palese e, forse proprio dissacrante, omaggio al capolavoro del 1947 Miracolo nella 34esima strada (Miracle on 34th Street), la celebre favola sul Babbo Natale dei magazzini Macy’s. L’idea di trasformare il “miracolo” in un “incubo” spalancherebbe così le porte a una commedia horror ambientata sotto le luminarie di Manhattan.

In realtà, l’idea di associare la saga di Ghostbusters alle festività natalizie non è troppo nuova sulla carta, perché rimanda a un altro capitolo degli Acchiappafantasmi. Già nel 1989 Ghostbusters II aveva ambientato il suo concitato finale nella notte di San Silvestro tra le strade innevate di New York. Tuttavia, quell’ambientazione festiva rimase confinata allo sfondo di un sequel accolto con una particolare incertezza generale da critica e pubblico.

I protagonisti di Ghostbusters in una immagine.

Il progetto Nightmare on 34th Street, suggerito dall’insider suddetto, si inserirebbe all’interno di un’ambiziosa strategia di rilancio che ha ripreso vigore dopo il riscontro al botteghino ottenuto da Ghostbusters: Legacy e dal successivo Ghostbusters: Minaccia glaciale. Sony, inoltre, non intende limitarsi ai soli film per le sale con Ghostbusters, ma punta a costruire un vero e proprio universo transmediale capace di presidiare pure il mercato dello streaming domestico.

Un tassello fondamentale di questo mosaico è indicato nella serie animata Ghostbusters: Night Shift, annunciata di recente da Netflix. Ambientata nel 1994, praticamente cinque anni dopo gli eventi del secondo capitolo, la produzione animata rientrerà a tutti gli effetti nel canone cinematografico principale della saga. A questa, pare, si affiancheranno un ulteriore lungometraggio d’animazione curato dalla medesima piattaforma e un nuovo capitolo live-action ancora in fase di sviluppo, almeno in base a quanto riportato da ComicBook.

La metamorfosi dei franchise anni ’80 nell’era della narrazione globale

La continua espansione dell’universo di Ghostbusters è sicuramente un caso di studio interessante per comprendere le dinamiche con cui l’industria di Hollywood gestisce i propri marchi storici nell’era contemporanea. Negli ultimi anni, la sfida per gli studios non si limita più alla semplice produzione di sequel, ma richiede la costruzione di ecosistemi narrativi complessi capaci di dialogare con diverse generazioni di spettatori attraverso canali differenti, dal grande schermo alle piattaforme di streaming in abbonamento.

Questa è una sfida assolutamente più difficile di quanto non sembri, perché nello scrivere i film provenienti da marchi storici come Ghostbusters bisogna relazionarsi con più generazioni contemporaneamente. Quella passata e quella presente. Amore e coerenza, quindi, ma anche “svecchiamento”.

Il logo di Ghostbusters.

Puntare su uno sceneggiatore come Josh Miller, che ha dimostrato con la saga di Sonic una spiccata abilità nel tradurre icone storiche della cultura pop in linguaggi visivi freschi e dinamici, potrebbe anticipare l’intenzione di mantenere vitale il marchio evitando l’effetto nostalgia fine a se stesso.

L’integrazione tra serie animate inserite nel canone ufficiale di Ghostbusters e nuovi capitoli live-action apre a una visione, quella di Sony, in cui il brand di Ivan Reitman e Dan Aykroyd verrà forse trattato alla stregua dei grandi universi fumettistici moderni. Tutto tornerà comunque e sempre nelle mani dei fan.

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