Guardiani della Galassia: Sean Gunn dice addio a un personaggio storico

Guardiani della galassia

Per oltre un decennio è stato l‘anima invisibile ma fondamentale dei Guardiani della Galassia, il corpo e la presenza scenica su cui si sono appoggiati gli effetti visivi e i colleghi di set. Oggi, però, per Sean Gunn cala definitivamente il sipario sull’esperienza nei panni “fisici” di un Rocket Raccoon amatissimo dal pubblico di tutto il mondo.

L’attore statunitense, fratello del regista ora ai vertici dei DC Studios James Gunn, ha annunciato il suo ritiro ufficiale dal ruolo di riferimento per la motion capture e la performance sul set dei Guardiani della Galassia per il procione più famoso della Marvel.

Un decennio piegato sulle caviglie: i motivi dell’addio

Dal lontano 2014, anno d’esordio del primo Guardiani della Galassia, mentre Bradley Cooper caratterizzava il personaggio attraverso la sua voce, in sala d’incisione, è stato Sean Gunn a indossare le tute da tracciamento e a muoversi carponi sul set. Il suo lavoro ha garantito agli altri attori un interlocutore reale con cui recitare, offrendo un punto di contatto visivo ed emotivo indispensabile per la riuscita delle scene.

Una presenza costante, quella di Gunn, che si è estesa a un’incredibile sequenza di successi: da Guardiani della Galassia Vol. 2 ai due capitoli campioni d’incassi Avengers: Infinity War e Endgame, passando per Thor: Love and Thunder, Guardiani della Galassia Vol. 3, lo speciale natalizio e la serie animata What If…?.

Intervistato di recente, l’attore ha spiegato nel dettaglio le ragioni di una scelta dettata primariamente dal fisico. Queste le sue parole riportate da ComicBook Movie: “Tutti pensano che il problema principale siano sempre state le mie ginocchia, ma in realtà a soffrire di più sono stati i piedi e le caviglie”, ha rivelato Gunn. “Il mio lavoro richiedeva di stare costantemente accovacciato, esattamente come un ricevitore di baseball, ruotando continuamente sui punti d’appoggio al suolo. Con il passare degli anni e dopo aver superato la soglia dei cinquant’anni, questo tipo di sollecitazione ha finito per modificare e affaticare la mia fisiologia. Se anche la Marvel dovesse richiamarmi, non sarei più in grado di garantire quel tipo di prestazione fisica. Semplicemente, sono diventato troppo vecchio per farlo”.

Se la parentesi come controfigura di Rocket nei Guardiani della Galassia si chiude definitivamente, resta del tutto aperta la porta per Kraglin, l’altro personaggio interpretato in prima persona da Gunn all’interno del Marvel Cinematic Universe. Il futuro professionale di Sean Gunn, oltre quanto fatto con i Guardiani della Galassia, appare comunque già ampiamente proiettato verso la sponda opposta dei cinecomic. Seguendo il fratello James nel DC Universe, l’attore è stato ingaggiato per interpretare il potente e ambiguo finanziatore Maxwell Lord. Un ruolo chiave connesso con la Justice Gang.

Passaggio

L’uscita di scena di Sean Gunn dai Guardiani della Galassia ci racconta di tutti quei piccoli ruoli che fanno parte delle grandi produzioni, pur restando nell’ombra.

Spesso il grande pubblico tende a dimenticare che dietro la perfezione della grafica computerizzata e dietro le performance vocali delle grandi star hollywoodiane batte il cuore, e in questo caso soffrono le articolazioni, di interpreti generosi, capaci di sacrificare la propria immagine sull’altare della credibilità della scena.

Guardiani della galassia

Il passaggio di testimone di Gunn, dai Guardiani della Galassia e da Marvel in generale, verso l’universo DC riflette, invece, le più classiche dinamiche di potere e di affetto familiare che muovono le grandi produzioni di intrattenimento contemporanee.

Nel momento in cui i Marvel Studios si trovano costretti a riorganizzare la presenza sul set di uno dei loro personaggi più amati, la concorrenza si assicura un caratterista versatile e affidabile per gettare le basi del proprio nuovo corso editoriale.

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