Dopo anni trascorsi a riportare sul grande schermo i suoi classici d’animazione in versione live-action, Disney sembra pronta a cambiare rotta. I risultati deludenti di alcuni remake e le difficoltà incontrate al botteghino avrebbero spinto la Casa di Topolino a puntare su nuove prospettive narrative, spin-off e storie inedite ambientate negli universi più amati dal pubblico. Una strategia che potrebbe segnare una nuova fase per il futuro cinematografico dello studio, con alcune eccezioni già in programma.
Disney abbandona i remake shot for shot
Disney sta cambiando il proprio approccio ai film live-action, mettendo progressivamente da parte la formula dei remake che ripropongono quasi fedelmente i classici d’animazione. Una strategia utilizzata per anni, a partire da Alice in Wonderland del 2010, e proseguita con titoli come Cenerentola, La Bella e la Bestia, Biancaneve e Oceania.
La Casa di Topolino è responsabile di alcuni dei film più influenti della storia del cinema e rappresenta uno dei marchi di maggior successo dell’intrattenimento mondiale, con una presenza di primo piano anche nel settore dei parchi a tema. Tuttavia, neppure un colosso di queste dimensioni è immune dagli insuccessi e, negli ultimi anni, la formula dei remake live-action ha mostrato alcuni limiti.
In passato, film come Aladdin, La Bella e la Bestia e Il Re Leone hanno ottenuto risultati commerciali straordinari. Più recentemente, invece, alcune produzioni non hanno raggiunto le aspettative dello studio, alimentando dubbi sulla possibilità di continuare a proporre al pubblico versioni sostanzialmente identiche dei classici animati.
La nuova direzione sembra quindi puntare su adattamenti capaci di mantenere personaggi, ambientazioni e universi narrativi conosciuti, introducendo però sviluppi differenti e prospettive originali. L’obiettivo è offrire qualcosa di nuovo anche agli spettatori che conoscono già a memoria le storie originali.
I nuovi film live-action Disney: da La Bella Addormentata a Tiana
Tra i progetti che potrebbero rappresentare questa nuova strategia figurano diversi film dedicati a personaggi già conosciuti, ma con trame distanti da quelle dei classici d’animazione.
Uno degli esempi più significativi è il nuovo film live-action basato sull’universo de La Bella Addormentata nel Bosco, attualmente in sviluppo con Dan Trachtenberg. Il progetto non dovrebbe limitarsi a riproporre gli eventi del film originale, ma porterà i personaggi e la storia in una direzione narrativa completamente diversa.
Un altro progetto riguarda Tiana, protagonista de La principessa e il ranocchio. Colman Domingo sta collaborando alla sceneggiatura di un film che non sarà un remake del classico animato, bensì uno spin-off incentrato sulla famiglia di Tiana, sulle sue avventure e sulla cultura del Mardi Gras e di New Orleans.
Disney sta inoltre sviluppando un film dedicato a Gaston, l’antagonista di La Bella e la Bestia. Anche in questo caso, l’intenzione non sarebbe quella di raccontare nuovamente gli eventi del film originale dal punto di vista del personaggio, ma di esplorare una fase precedente della sua vita. Un approccio che ricorda quello adottato con Crudelia, il film che ha approfondito le origini e la trasformazione di Crudelia De Mon.
A questi progetti si aggiunge Stepsisters, una pellicola incentrata sulle sorellastre di Cenerentola. Le due antagoniste della celebre fiaba Disney avranno così l’opportunità di diventare protagoniste di una storia autonoma, offrendo al pubblico una prospettiva alternativa rispetto a quella del classico d’animazione.
Questi progetti mostrano come lo studio stia cercando di valorizzare il proprio catalogo senza limitarsi a riprodurre storie già raccontate. Personaggi secondari e antagonisti potrebbero diventare il punto di partenza per nuovi film, capaci di ampliare universi narrativi che il pubblico conosce da decenni.
Biancaneve e Oceania: i risultati al botteghino mettono in discussione la formula dei remake

Uno dei motivi alla base di questo cambiamento potrebbe essere rappresentato dai risultati commerciali di alcune produzioni recenti.
Il live-action di Biancaneve, per esempio, ha incassato circa 205 milioni di dollari a fronte di un budget stimato in 271 milioni. Un risultato insufficiente per una produzione di queste dimensioni, che ha contribuito a rendere il film uno degli insuccessi commerciali più discussi della recente storia dello studio.
Anche Oceania ha incontrato difficoltà. Il suo adattamento live-action ha registrato incassi per circa 323 milioni di dollari, a fronte di un budget di produzione stimato in 250 milioni. Considerando anche le spese di marketing e la quota degli incassi destinata agli esercenti cinematografici, recuperare l’investimento diventa molto più complicato.
È importante ricordare che gli incassi al botteghino non corrispondono direttamente ai ricavi che finiscono nelle casse dello studio. Per questo motivo, un film che supera il proprio budget di produzione in termini di biglietti venduti non è necessariamente redditizio.
Dopo i grandi successi dei primi remake, i risultati più recenti potrebbero aver convinto Disney a sperimentare un modello differente. Piuttosto che riproporre una storia già nota con attori in carne e ossa, lo studio potrebbe puntare su racconti capaci di sorprendere il pubblico e di suscitare un interesse paragonabile a quello generato dai classici originali.
Non è detto, tuttavia, che questa strategia garantisca automaticamente risultati migliori. Il successo dipenderà dalla qualità delle sceneggiature, dalla capacità di sviluppare personaggi credibili e dall’interesse del pubblico verso le nuove storie.
Rapunzel resta un’eccezione: il remake live-action arriverà nel 2028?

Nonostante il cambiamento di direzione, Disney sembra intenzionata a proseguire con almeno un progetto che segue il modello tradizionale dei remake.
Si tratta del live-action di Rapunzel – L’intreccio della torre, previsto per il 2028 e interpretato da Teagan Croft nel ruolo di Rapunzel, Milo Manheim in quello di Flynn Rider e Kathryn Hahn nei panni di Madre Gothel.
Il progetto dovrebbe riproporre la storia del film d’animazione del 2010, uno dei titoli più amati del catalogo Disney. Proprio per questo, potrebbe rappresentare un’eccezione rispetto alla nuova tendenza a sviluppare storie alternative e spin-off.
Il live-action di Rapunzel era infatti in fase di sviluppo già prima del presunto cambio di strategia dello studio. Il progetto sarebbe stato successivamente sospeso in seguito ai risultati deludenti di Biancaneve, alimentando interrogativi sulla volontà di Disney di proseguire con un altro remake diretto.
La decisione di portare avanti il film potrebbe essere legata anche al forte interesse dei fan e all’accoglienza positiva riservata alle scelte di casting. Rapunzel – L’intreccio della torre è una delle storie più riconoscibili della produzione animata Disney e il pubblico potrebbe essere particolarmente interessato a vederla reinterpretata in live-action.
Resta comunque da capire quale sarà l’approccio definitivo alla sceneggiatura e quanto il nuovo film si discosterà dall’originale. In ogni caso, Rapunzel sembra destinata a rappresentare una delle principali eccezioni alla nuova direzione intrapresa dallo studio.
La nuova strategia Disney funzionerà?
Il cambiamento di rotta solleva una domanda fondamentale: puntare su spin-off e storie alternative permetterà a Disney di rilanciare i propri film live-action?
La risposta dipenderà soprattutto dalla qualità dei film. Non è sufficiente scegliere un personaggio famoso, affidarlo a un attore popolare e costruire una campagna promozionale attorno a un universo narrativo già conosciuto. Per conquistare il pubblico, una produzione deve innanzitutto raccontare una storia coinvolgente.
Anche il personaggio più amato può perdere il proprio fascino se inserito in una sceneggiatura debole o in un arco narrativo poco convincente. Allo stesso modo, un film incentrato su un personaggio secondario o relativamente sconosciuto può trasformarsi in un successo se riesce a proporre una storia originale e ben costruita.
La stessa Disney ha già sperimentato approcci differenti, ottenendo risultati contrastanti. Mufasa: Il Re Leone, per esempio, ha registrato un andamento positivo al botteghino dopo un’apertura iniziale relativamente debole. Il film ha dimostrato che approfondire un universo narrativo già conosciuto può funzionare quando la storia riesce a coinvolgere gli spettatori.
Di segno opposto è stato il caso di Mulan. Pur modificando numerosi elementi del classico animato, il remake non ha convinto una parte significativa del pubblico, anche a causa di una trama giudicata poco efficace e di uno sviluppo narrativo non sempre convincente.
La lezione, quindi, è semplice: cambiare formula non basta se manca una buona storia. Gli spin-off e le rivisitazioni creative possono offrire nuove opportunità, ma devono essere sostenuti da sceneggiature solide, personaggi ben sviluppati e una visione artistica riconoscibile.
Se riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra nostalgia e innovazione, Disney potrebbe inaugurare una nuova fase di successo per i suoi film live-action. In caso contrario, anche le storie più originali rischieranno di non raggiungere le aspettative.
Il futuro della strategia cinematografica della Casa di Topolino dipenderà, dunque, dalla capacità di trasformare personaggi iconici in protagonisti di racconti che abbiano davvero qualcosa di nuovo da dire.
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