L’universo narrativo di Stephen King è ricco di connessioni tra personaggi, luoghi e storie apparentemente indipendenti. La nuova serie televisiva di Carrie, realizzata da Mike Flanagan per Prime Video, potrebbe inserirsi proprio in questa rete di collegamenti, gettando le basi per un progetto ancora più ambizioso: l’adattamento de La Torre Nera. Alcuni elementi della serie, infatti, sembrano richiamare poteri e vicende già presenti nell’universo letterario dello scrittore.
Carrie e La Torre Nera: il collegamento nascosto nella serie di Mike Flanagan

Mike Flanagan ha sorpreso molti fan annunciando che uno dei suoi primi progetti per Amazon MGM Studios non sarebbe stato l’attesissimo adattamento de La Torre Nera, bensì una nuova versione televisiva di Carrie, il romanzo d’esordio di Stephen King.
Dopo aver realizzato alcune delle serie horror più apprezzate di Netflix, come The Haunting of Hill House, Midnight Mass e The Fall of the House of Usher, oltre ad aver diretto Doctor Sleep, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di King, Flanagan sembrava il candidato ideale per portare sullo schermo la saga della Torre Nera. L’annuncio di una nuova trasposizione di Carrie aveva quindi spinto molti spettatori a chiedersi quale fosse il senso di un ulteriore adattamento, considerando che il film originale del 1976 e le successive rivisitazioni avevano già raccontato la storia di Carrie White.
Ora che tutti gli otto episodi della serie sono disponibili su Prime Video, però, la scelta del regista potrebbe assumere un significato diverso. Attenzione: da questo punto in avanti sono presenti spoiler sulla serie.
Stephen King è noto per la sua capacità di costruire universi narrativi complessi, non soltanto attraverso romanzi monumentali, ma anche collegando tra loro opere pubblicate nell’arco di oltre cinquant’anni. Molte delle sue storie, infatti, rimandano in maniera più o meno esplicita alla saga de La Torre Nera, il ciclo fantasy che segue il viaggio di Roland di Gilead alla ricerca della misteriosa Torre, fulcro di molteplici realtà.
Nel corso della sua carriera, King ha intrecciato a questa mitologia anche romanzi nati prima che la struttura definitiva della saga fosse delineata, tra cui Le notti di Salem e Shining. Adesso, anche la serie di Carrie potrebbe inserirsi in questo intricato mosaico.
La trama di base rimane fedele al romanzo originale: una giovane ragazza, oppressa da una madre fanaticamente religiosa e tormentata dai compagni di scuola, finisce per scatenare il caos attraverso i suoi poteri soprannaturali. La versione di Flanagan aggiorna la vicenda all’era degli smartphone e di Internet, approfondendo inoltre alcuni personaggi secondari.
Eppure, già alla fine del primo episodio emerge un elemento che potrebbe cambiare la prospettiva con cui interpretare l’intera storia: Carrie sembra possedere qualcosa in più della semplice telecinesi. La ragazza potrebbe infatti avere la Luccicanza, la misteriosa capacità psichica introdotta da King in Shining.
La Luccicanza di Stephen King: da Shining a Carrie

Nel romanzo Shining, pubblicato nel 1977, Stephen King introduce Danny Torrance, un bambino dotato di straordinarie capacità mentali. Danny riesce a entrare in contatto con altre persone attraverso la mente e a percepire presenze soprannaturali, manifestazioni di un dono che il cuoco dell’Overlook Hotel, Dick Hallorann, chiama Luccicanza.
Hallorann possiede a sua volta questa capacità e, attraverso il rapporto con Danny, contribuisce a rendere uno degli elementi più riconoscibili dell’universo di King. Il personaggio è tornato recentemente al centro dell’attenzione grazie alla serie HBO IT: Welcome to Derry, che ne esplora le esperienze con la Luccicanza molti anni prima dell’incontro con il giovane Torrance all’Overlook Hotel.
Un meccanismo simile potrebbe essere alla base della nuova serie di Carrie. Il primo episodio si conclude con una scena inquietante: un’adolescente trasmette alla mente di un’altra ragazza immagini delle proprie dita insanguinate e urla legate a un trauma, mentre si trova in una misteriosa struttura nella quale qualcuno sembra essere alla ricerca di Carrie.
La protagonista, quindi, potrebbe non essere semplicemente una ragazza dotata di telecinesi. Nell’episodio conclusivo, il gruppo misterioso che le dà la caccia sembra confermare che le sue capacità appartengano a una categoria di poteri psichici più ampia, riconducibile proprio alla Luccicanza.
Si tratta di un dettaglio particolarmente interessante alla luce dei collegamenti presenti nei romanzi di King. In diverse opere legate a La Torre Nera, tra cui La casa del buio (Black House), bambini dotati di straordinarie capacità mentali vengono sfruttati da organizzazioni interessate a indebolire le fasce che proteggono la Torre Nera e le diverse realtà che essa sostiene.
Anche Ted Brautigan, personaggio di Cuori in Atlantide (Hearts in Atlantis), possiede abilità psichiche che lo rendono importante all’interno della mitologia della Torre.
La presenza di questi elementi in Carrie potrebbe dunque non essere casuale. Flanagan potrebbe stare introducendo gradualmente concetti e personaggi destinati a trovare una collocazione più ampia nel suo progetto dedicato alla saga, preparando il terreno per un universo narrativo condiviso.
Anche The Mist potrebbe essere collegato a La Torre Nera
Oltre al suo prossimo film dedicato a L’esorcista, Mike Flanagan sta lavorando a un nuovo adattamento di The Mist, racconto di Stephen King contenuto nella raccolta Scheletri (Skeleton Crew).
La storia segue un gruppo di persone intrappolate in un supermercato mentre una misteriosa nebbia avvolge la zona, portando con sé creature mostruose provenienti da un’altra dimensione. Il racconto era già stato adattato per il cinema da Frank Darabont nel 2007 e successivamente trasformato in una serie televisiva nel 2017.
Anche The Mist presenta possibili punti di contatto con la mitologia de La Torre Nera. Nell’universo di King esistono infatti i cosiddetti Thinnies, zone in cui i confini tra le diverse realtà si assottigliano, alterando lo spazio e il tempo e permettendo a creature provenienti da altri mondi di attraversare queste fratture.
La nebbia e gli esseri mostruosi che si nascondono al suo interno potrebbero quindi essere interpretati alla luce di questa mitologia, anche se un eventuale collegamento nella versione di Flanagan resta, al momento, una possibilità da verificare.
C’è inoltre una questione legata ai diritti di sfruttamento delle opere di King. Il regista ha spiegato in passato che, prima di poter realizzare il suo adattamento de La Torre Nera, è necessario risolvere diverse questioni relative ai diritti di personaggi e storie che fanno parte del vasto universo narrativo dello scrittore.
Tra le opere coinvolte figurano Le notti di Salem, IT, Shining e il precedente adattamento cinematografico de La Torre Nera. Non tutti i diritti, infatti, fanno capo allo stesso studio, circostanza che rende particolarmente complessa la costruzione di un progetto capace di riunire numerosi elementi della mitologia di King.
La situazione è paragonabile, almeno in parte, a quella di altri grandi universi fantasy: i diritti relativi alle diverse opere possono essere distribuiti tra società differenti, rendendo difficile realizzare produzioni che condividano personaggi e ambientazioni.
Per questo motivo, il nuovo adattamento di The Mist, destinato a essere realizzato per Warner Bros., potrebbe rappresentare un ulteriore tassello da valutare nella prospettiva di un universo narrativo più ampio. La presenza di diversi soggetti coinvolti nella gestione dei diritti, tuttavia, non costituisce di per sé una conferma dell’esistenza di un progetto condiviso.
Un altro elemento da considerare è The Stand, opera che ha introdotto uno dei personaggi più importanti della mitologia di King: Randall Flagg. Il personaggio è strettamente legato alla saga della Torre Nera e potrebbe assumere un ruolo centrale in un eventuale adattamento più esteso dell’universo letterario dello scrittore.
Mike Flanagan riuscirà a riunire l’universo di Stephen King?
L’ipotesi che Carrie e The Mist possano contenere riferimenti destinati a confluire nell’adattamento de La Torre Nera è suggestiva, soprattutto considerando la conoscenza che Mike Flanagan ha dimostrato di avere delle opere di Stephen King.
La Luccicanza, i bambini dotati di poteri psichici e le fratture tra le diverse realtà sono tutti elementi che potrebbero contribuire a costruire un percorso narrativo comune. Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali che la serie di Carrie e il nuovo film di The Mist facciano effettivamente parte di un unico progetto.
Resta da capire se Flanagan stia davvero disseminando indizi in vista della sua ambiziosa trasposizione de La Torre Nera oppure se questi riferimenti siano semplicemente un omaggio alla complessa mitologia letteraria di King.
La domanda, dunque, rimane aperta: Carrie possiede davvero la Luccicanza e potrebbe diventare una pedina importante nell’universo della Torre Nera? E Mike Flanagan sarà il regista capace di riunire sullo schermo le tante storie che compongono il mondo narrativo dello scrittore?
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