Parliamo ancora di Avengers: Doomsday. Non è stato sufficiente l’arrivo in sala di Avengers: Endgame Encore, con quella manciata di sequenze inedite che spaziavano dall’incursione di Doctor Doom a caccia di Bruce Banner fino alla fucina in cui Robert Downey Jr. forgia la sua maschera, per saziare la sete di risposte degli appassionati Marvel. Ad alimentare una nuova ondata di speculazioni e teorie di ogni genere è bastato il lancio di un nuovo poster promozionale per Avengers: Doomsday.

Al centro delle varie letture piovute nel web a breve distanza dalla pubblicazione del post, da parte degli utenti, sono finite le tre misteriose figure colorate, per molti chiaramente le streghe latveriane, che scortano il nuovo sovrano del multiverso, distinte da paramenti cromatici inequivocabili: rosso, verde e viola. Un chiaro segnale, forse, di grandi ritorni in Avengers: Doomsday?

Il gioco dei colori: chi si nasconde sotto i cappucci?

È bastata la corrispondenza tra le tinte degli abiti nel poster di Avengers: Doomsday per scatenare una delle piste speculative più affascinanti dell’anno. La community Marvel si dice ormai convinta di aver decifrato il trio al servizio di Destino. La strega in rosso potrebbe rappresentare il ritorno in pompa magna e in grande stile di Wanda Maximoff (Scarlet Witch), mai davvero rassegnata al destino subito sul Monte Wundagore.

La strega in verde, invece, pare richiamare allo stile di Sylvie, la variante di Loki vista nella serie tv, il cui reclutamento si sposa perfettamente con la caccia di Doom alle entità più potenti delle varie realtà, mentre per quanto concerne la strega in viola in molti sono propensi a indicare la sua identità con quella della mistica Clea, apparsa finora soltanto per pochi istanti nella sequenza post-credit del secondo capitolo su Doctor Strange.

Avengers: Doomsday

Se l’ipotesi su Clea sembra la più azzardata per via della scarsa presenza su schermo del personaggio, l’eventuale riunione di queste tre forze rappresenterebbe una mossa tattica e bellica di potenza incalcolabile, nonché l’ennesima strategia di marketing per quanto concerne l’appeal generale di Avengers: Doomsday.

Un segreto blindato per proteggere il grande schermo

I Marvel Studios non hanno alcuna intenzione di cedere alle pressioni dei fan e rovinare la sorpresa prima del tempo, e questo è un iter pubblicitario che ormai conosciamo a menadito. La linea della riservatezza assoluta ha già ripagato ampiamente in tante altre occasioni, regalando ai fan materiale su cui ipotizzare fino all’ultimo secondo quando, seduti sulle poltrone del cinema, si sono lasciati trasportare dallo stupore eventuale.

L’abilità della Marvel nel trasformare la scelta cromatica dei costumi di tre personaggi secondari in un fenomeno di costume online ci trasporta ancora una volta nella più classica delle sue reti, quando si parla di promozione di un “film evento” come lo sarà Avengers: Doomsday. C’è sicuramente tanto da imparare in questo “modo di parlare”.

Costruire il lancio di un kolossal su un’architettura di non-detti, depistaggi e simmetrie visive ha sempre permesso al grande pubblico mondiale di sentirsi parte attiva del processo di scoperta, trasformando l’attesa in un’esperienza collettiva ricca di pathos. Condivisione, discussione e riflessione, ma anche studio con nuove visioni dei lavori già usciti sia sul grande che sul piccolo schermo.

Lo scegliere di affiancare a Doctor Doom un triumvirato di incantatrici attinte da angoli differenti del multiverso, dalla televisione al cinema più studiato, fino ai racconti cosmici, ci riporta alla coerenza con il materiale cartaceo e alla maturità di un franchise capace di annodare tutti i suoi fili pendenti. Che le teorie vengano confermate o meno dalla proiezione in sala, la tensione accumulata attorno al destino di Scarlet Witch e delle sue oscure compagne è comunque chiara, così come la grande e spasmodica attesa nei confronti di Avengers: Doomsday.

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