VisionQuest: Wanda torna? Il nuovo promo accende i fan

Senza bisogno di fare una singola apparizione in carne e ossa, sembra proprio che Wanda Maximoff continui a muovere i fili dell’Universo Cinematografico Marvel… almeno quelli più emotivi e narrativi. Mancano ormai poche settimane all’esordio su Disney+ di VisionQuest, e un nuovo promo diffuso dalla piattaforma ha piazzato la battuta più esplicita di sempre a Scarlet Witch. A pronunciarla è un resuscitato Ultron in veste umana (James Spader): “Sei proprio figlio di una strega”, dice rivolgendosi a Tommy Maximoff. Un’incursione verbale affilata che conferma quanto la figura della madre influenzi il finale della trilogia aperta nel 2021 da WandaVision.

Stiamo pur sempre parlando di un personaggio praticamente iconico, quando ci riferiamo a Scarlet Witch per tante ragioni differenti, amato e apprezzato da una fetta di fan che non si è mai arresa all’idea di vederlo tornare nei nuovi progetti attualmente in calendario, VisionQuest compreso.

Menti sintetiche, borseggiatori a Londra e cacciatori di taglie

Il fulcro di VisionQuest, lo sappiamo ormai, ruota attorno a White Vision (Paul Bettany) e al suo sofferto tentativo di ricucire la propria identità, integrando i ricordi dell’androide originale. Per districarsi in questa labirintica operazione mentale, il protagonista dialogherà con le intelligenze artificiali incorporate nel suo sistema, tra cui Jarvis, Friday, Edith e lo stesso Ultron, ciascuna manifestata sotto forma umana all’interno di una tenuta immaginaria.

VisionQuest

È all’interno di questo spazio psicologico che s’intreccia il destino dei figli di Wanda. Se lo spin-off Agatha All Along ha fatto luce su Billy, VisionQuest si concentrerà su Tommy (Ruaridh Mollica). L’anima del ragazzo, salvata dal fratello e trasferita nel corpo di un coetaneo annegato, si è trovata a crescere come un orfano dedito a piccoli furti a Londra. Nel filmato lo si vede chiedere spiegazioni sulle sue origini, prima che una luce bianca gli attraversi le mani.

Il mistero della presunta scomparsa e l’ipotesi del grande schermo

Risulta quantomai curioso e interessante il fatto che Scarlet Witch figuri in un solo capitolo della trilogia a lei dedicata. Dopo gli spaventosi eventi del Monte Wundagore in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Wanda è stata data ufficialmente per morta, lasciando un vuoto che ha attraversato l’intera fase televisiva. “Wanda ha creato un Hex così potente da diventare reale”, sentiamo pronunciare in un altro passaggio chiave del promo di VisionQuest, pronunciato da Vision stesso, a riprova che l’impatto delle sue azioni costituisce la premessa fondamentale di tutto lo show.

L’espediente di far avvertire la presenza di Scarlet Witch in VisionQuest attraverso la memoria dei suoi cari e le provocazioni dei suoi nemici rappresenta una scelta assolutamente sottile e di grande impatto drammaturgico, dato che risulta difficile pensare a un suo ritorno diretto in questa serie tv, ma comunque si tratta sempre di personaggi strettamente connessi con il cammino che ha fatto e vissuto, e con le scelte prese in questo cammino.

L’assenza fisica di Elizabeth Olsen, anziché impoverire la narrazione, ne amplifica la portata mito-poetica: Wanda adesso potrebbe essere percepita come una leggenda, un’entità quasi mitologica le cui azioni continuano a riverberarsi sulla vita dei sopravvissuti. Un’eco che gli appassionati conoscono bene e hanno visto già propagarsi a modo suo, in lungo e in largo.

Mantenere la porta socchiusa sul suo destino senza svendere l’evento su uno schermo televisivo ci racconta direttamente delle nuove scelte creative attraverso cui stanno passando gli stessi Marvel Studios, con l’obiettivo, forse, di restituire al personaggio la centralità che merita in modo anche elegante.

Se davvero la ritrovassimo schierata al fianco del Doctor Doom di Robert Downey Jr., ci troveremmo di fronte a una svolta narrativa che scuoterà l’intero multiverso. Nel frattempo, VisionQuest si preannuncia come un capitolo profondo e sfaccettato, pronto a esplorare il delicato confine che separa la tecnologia dalla coscienza umana.

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