La trasformazione di Frank Castle (Jon Bernthal) nel Punisher è stata in gran parte determinata dal brutale omicidio di sua moglie Maria e dei loro due figli, un evento che lo tormenta ancora oggi. The Punisher: One Last Kill esplora più a fondo la psiche di Castle mentre cerca un senso e uno scopo al di là del suo ruolo di Punisher.
Parte del suo percorso nello Special Presentation è la sua continua lotta con il dolore per la morte della sua famiglia, con lui che ha allucinazioni di sua moglie, sua figlia (Lisa Castle) e suo figlio mentre cerca di trovare qualcosa di nuovo per cui lottare dopo essere fuggito dalla prigione del sindaco Wilson Fisk e dalle grinfie della Task Force Anti-Vigilante.
Cosa è successo alla figlia, al figlio e alla moglie di Frank Castle prima di The Punisher: One Last Kill

La seconda stagione di Daredevil su Netflix ha rivelato che la famiglia di Frank Castle è stata uccisa nel massacro di Central Park dopo essere rimasta coinvolta in uno scontro a fuoco a causa di una guerra tra bande. La famiglia (Maria Castle e i loro due figli, Lisa e Frank Jr.) si trovava alla giostra di Central Park per un picnic, come da tradizione di famiglia, dopo il ritorno di Frank dalle sue missioni militari.
Sono rimasti coinvolti nel fuoco incrociato di una sparatoria tra bande criminali rivali, ovvero i Dogs of Hell, i Kitchen Irish e il cartello messicano. Maria, Lisa e Frank Jr. morirono sul colpo, mentre Frank fu colpito alla testa ma sopravvisse (anche se soffrì di perdita di memoria riguardo agli eventi esatti che avevano avuto luogo).
Questa tragedia fu la ragione principale per cui divenne il Punisher, spingendolo a dare la caccia a tutte le bande coinvolte in quella tragica notte. Questo è il modo in cui la vicenda è stata inizialmente presentata nella seconda stagione di Daredevil, con Frank convinto che si trattasse di un incidente casuale legato alle bande e che la sua famiglia si fosse trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La famiglia di Frank Castle è morta a causa di un insabbiamento militare che ancora lo tormenta in “The Punisher: One Last Kill”

La prima stagione di “The Punisher” di Netflix ha infine rivelato la scioccante verità dietro la morte della famiglia di Frank Castle. A quanto pare, il massacro era stato orchestrato come un attentato mirato contro Frank, organizzato dai suoi ex superiori, William Rawlins e il colonnello Ray Schnoover.
I due credevano che Frank avesse divulgato informazioni riservate sulla loro operazione illegale “Cerberus” (un complotto per il traffico di eroina) risalente al periodo in cui era membro dell’unità delle forze speciali dei Marine.
Hanno organizzato un falso accordo tra le bande come copertura, e il loro obiettivo principale era quello di assassinare Frank e far sì che sembrasse un danno collaterale nella finta guerra tra bande. L’amico di Frank, Billy Russo (alias Jigsaw), era a conoscenza di questo tradimento ma ha scelto di non avvertirlo. Nel corso della prima stagione di The Punisher, Frank ha scoperto la verità e alla fine ha appreso la devastante rivelazione che la sua famiglia era stata solo una vittima collaterale dell’attentato alla sua vita.
The Punisher: One Last Kill, un viaggio onirico verso la rinascita definitiva di Frank

La morte della famiglia di Frank ha continuato a definirlo e tormentarlo in The Punisher: One Last Kill, come dimostrano le vivide allucinazioni e i flashback spettrali di sua moglie e dei suoi figli (soprattutto Lisa Castle) che si vedono in tutta la Presentazione Speciale.
Nello Special Presentation ci sono scene in cui Frank visitava le tombe della sua famiglia, e questi momenti di quiete hanno confermato che si trova in un momento della sua vita in cui riflette su tutto ciò che ha perso, con il peso della loro assenza che continua a schiacciarlo.
Le allucinazioni persistenti in The Punisher: One Last Kill hanno chiarito che il dolore di Frank rimane inesorabile. La perdita di Maria, Lisa e Frank Jr. lo ha lasciato senza una direzione, consumato dal senso di colpa e irreparabilmente danneggiato.
A un certo punto Frank ha anche pensato di suicidarsi, ma l’allucinazione di sua figlia, Lisa, glielo ha impedito. In quel momento di fragilità, la sua presenza ha rivelato un’ultima scintilla di sanità mentale: una volontà silenziosa e ostinata di vivere e di preservare l’eredità della sua famiglia. Un’altra scena che ha completamente reinventato Frank è stata la sua decisione di salvare una famiglia innocente piuttosto che dare la caccia a Ma Gnucci.
Frank era perseguitato dall’eco del grido disperato di sua figlia, un ricordo lancinante di tutto ciò che aveva perso quella notte. Quel dolore ha forgiato in lui un solenne voto: nessun altro avrebbe dovuto sopportare ciò che lui aveva sofferto. Così ha scelto invece di salvarli.
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