L’annuncio di una nuova trasposizione cinematografica di Resident Evil firmata da Zach Cregger è stato accolto fin da subito con una certa dose di scetticismo dalla community, dovuto all’esperienza accumulata dai fan della saga Capcom nel corso degli anni al cinema, e oltre, con le varie trasposizioni della celebre saga survival horror che non hanno mai e del tutto convinto proprio tutti gli appassionati. Cregger sembra tuttavia intenzionato a rompere questa striscia negativa adoperando un approccio produttivo differente, coerente con lo spirito dei videogiochi, a modo suo.
I risultati dei test screening e il cambio in sala di montaggio

A differenza dei precedenti capitoli del franchise, spesso distribuiti in sala senza passare dal vaglio delle anteprime riservate, il Resident Evil di Cregger è stato sottoposto ad alcune proiezioni di prova per misurare le reazioni del pubblico, come riportato da ComicBook. Intervistato da The Hollywood Reporter, il regista ha spiegato che i primi riscontri degli spettatori hanno promosso la qualità generale dell’opera, evidenziando però una sorta di limite nel tono generale della narrazione: “Pensavano che fosse troppo divertente”.
Forte del suo passato nella troupe comica The Whitest Kids U’ Know e dell’ironia grottesca sfoggiata in opere come Barbarian e Weapons, il cineasta ha comunque agito in qualche modo, venendo in contro a questi feedback. Di fronte alle osservazioni emerse dalle anteprime, Cregger è ritornato in sala di montaggio per tagliare molte di queste battute: “Un pizzico di umorismo può funzionare in un film horror”, ha dichiarato, “ma non c’è una sola battuta che ho rimosso di cui oggi senta la mancanza. Quella prospettiva è stata davvero preziosa”.
Ascoltare potrebbe cambiare le cose

L’interesse, da parte di Zach Cregger, nei confronti dei riscontri emersi dai test screening e la conseguente decisione di ridimensionare la componente comica segnano sicuramente una dimostrazione di maturità artistica che fa ben sperare per il futuro di questo nuovo adattamento di Resident Evil.
La storia del cinema di genere è ricca di progetti d’autore naufragati proprio a causa dell’incapacità del regista di compiere un passo indietro rispetto alle proprie inclinazioni stilistiche; il fatto che Zach Cregger abbia accettato di rimodellare la pellicola per preservarne l’atmosfera e la drammaticità della narrazione evidenzia un profondo rispetto sia per il pubblico che per il materiale di partenza.
In un franchise videoludico come quello di Resident Evil, che ha costruito il proprio successo sulla tensione costante, sulla sensazione di claustrofobia e sulla continua minaccia della sopravvivenza, la comicità avrebbe forse rischiato di spezzare troppo l’immersione e di depotenziare l’effetto spavento.
Questa scelta di montaggio sottolinea pure una comprensione più sottile di ciò che rende davvero iconica la saga Capcom. Gli scivoloni parodistici del passato hanno spesso ottenuto l’effetto opposto, trasformando storie potenzialmente angoscianti in opere involontariamente grottesche.
Eliminare le battute superficiali da Resident Evil in favore di una costruzione ritmica basata sulla suspense, ma non soltanto su questa, potrebbe permettere di riavvicinare il linguaggio cinematografico a quello che i giocatori provano pad alla mano: la paura dell’ignoto, l’isolamento, la necessità di gestire ogni risorsa per restare in vita, ma anche le sensazioni forti nelle situazioni più sopra le righe e l’istinto di sopravvivenza fuso all’ansia dell’istante.
Se questo processo di rifinitura saprà coniugare la visionarietà e il talento registico che Cregger ha già mostrato in titoli come Barbarian con una struttura drammatica solida e priva di distrazioni umoristiche, il film potrebbe forse interrompere la sfiducia che per anni ha accompagnato la saga sul grande schermo.
Invece di limitarsi a essere l’ennesimo adattamento privo di identità, la pellicola ha l’opportunità di affermarsi come un survival horror cinematografico di primo livello, capace di conquistare i cultori del genere e di restituire ai fan di Resident Evil quell’esperienza autenticamente terrorizzante che attendono da tempo.
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