Blade, il regista Bassam Tariq racconta il sistema Marvel

Bassam Tariq, blade

Le dichiarazioni di Bassam Tariq sul suo abbandono di Blade tornano a gettare luce sul particolare rapporto tra i registi e Marvel Studios. L’ex regista del film con Mahershala Ali ha parlato apertamente del funzionamento della macchina produttiva dello studio, offrendo una prospettiva che sembra confermare quanto emerso negli ultimi anni sul controllo creativo esercitato da Kevin Feige.

Bassam Tariq si è dimostrato piuttosto magnanimo riguardo all’intera vicenda di Blade, ma ogni volta che parla di Marvel riesce a spiegare, con grande educazione, come funziona il sistema dello studio. Le sue ultime dichiarazioni, rilasciate a Entertainment Weekly insieme a Mahershala Ali durante la promozione del loro nuovo film Your Mother Your Mother Your Mother, sono forse le più rivelatrici.

Secondo Tariq, Marvel è trasparente su questo aspetto. Ai registi viene spiegato, gentilmente, che quello che stanno realizzando è “un film Marvel diretto da una persona“. Lo studio può modificare le inquadrature, intervenire sul montaggio e cambiare diversi elementi del progetto. “E va bene così, no?” ha detto Tariq parlando del suo Blade. Ali, ridendo, ha aggiunto che il tuo nome “potrebbe non importare”.

In realtà, il concetto non è del tutto nuovo. All’interno del Marvel Cinematic Universe, il regista sembra avere un ruolo molto diverso rispetto a quello tradizionalmente associato al cinema d’autore. Il regista viene coinvolto come collaboratore esterno, mentre Marvel Studios mantiene un controllo significativo sull’identità e sulla struttura del prodotto finale.

È una dinamica che ribalta, almeno in parte, il concetto stesso di cinema d’autore: il marchio Marvel viene prima della firma del singolo regista. La visione complessiva dell’universo narrativo, infatti, deve rimanere coerente tra film, serie e personaggi, rendendo il processo creativo molto più centralizzato rispetto a quello di una produzione tradizionale.

Il caso Blade e il ruolo di Kevin Feige

Blade

Il caso di Blade rappresenta un esempio particolarmente interessante. Se Tariq avesse continuato a dirigere il film, avrebbe realizzato le riprese per poi consegnare il materiale allo studio. A quel punto, Marvel avrebbe potuto intervenire sul montaggio, riorganizzare le sequenze, aggiungere o eliminare scene e commissionare ulteriori riprese.

Non si tratta necessariamente di una pratica esclusiva di Marvel Studios: le riprese aggiuntive e gli interventi in fase di montaggio sono comuni nelle grandi produzioni hollywoodiane. Nel caso del Marvel Cinematic Universe, però, il livello di supervisione dello studio è stato spesso oggetto di discussione.

Nel 2025, il Wall Street Journal ha riportato come Kevin Feige abbia assunto nel corso degli anni un ruolo estremamente centrale nella gestione dei film Marvel. Durante il periodo di maggiore espansione del MCU negli anni 2010, secondo il quotidiano, dirigenti dello studio venivano inviati sul set per supervisionare le produzioni, mentre Feige manteneva un forte controllo sulla fase di montaggio e sulle eventuali riprese aggiuntive.

Secondo lo stesso rapporto, Louis D’Esposito, storico collaboratore di Feige, aveva una battuta ricorrente: “Qualsiasi film può essere sistemato se lo si rigira”.

Questo modello produttivo, venuto fuori prepotentemente con Blade, ha contribuito a rendere Marvel Studios un sistema nel quale le singole visioni dei registi devono necessariamente inserirsi all’interno di una strategia più ampia. È anche uno dei motivi per cui diversi film del MCU presentano elementi ricorrenti nella struttura narrativa, nello stile visivo e nella gestione delle sequenze d’azione.

Quanto potere hanno davvero i registi Marvel?

blade

Negli ultimi anni sono emerse diverse testimonianze sul rapporto tra Marvel Studios e i suoi registi. Nel 2023, Victoria Alonso avrebbe detto a un regista Marvel sul set: “Siamo noi a dirigere i film”.

La dichiarazione è stata riportata da ScreenRant e si inserisce in un dibattito più ampio sul grado di autonomia concesso ai filmmaker coinvolti nei progetti del MCU.

Anche un’analisi pubblicata da The Nation ha descritto Kevin Feige come una figura estremamente coinvolta nelle diverse fasi della produzione Marvel, sostenendo che il presidente di Marvel Studios eserciti un controllo significativo sulle decisioni creative e sulla realizzazione dei film.

Le parole di Bassam Tariq, quindi, assumono un significato particolare proprio perché arrivano da un regista che ha lavorato a direttamente a Blade, uno dei progetti più travagliati della storia recente del MCU. Al di là delle singole controversie, il suo racconto offre un’ulteriore fotografia di un sistema nel quale il regista non è necessariamente l’unica figura a determinare la forma definitiva di un film.

E forse è proprio questo il punto centrale: quando si realizza un film Marvel, il nome del regista può essere importante, ma il film deve prima di tutto appartenere a Marvel Studios.

Che ne pensate? Vedremo mai un nuovo film di Blade?

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