A 25 anni dall’uscita del primo Fast & Furious, Vin Diesel è tornato al Festival di Cannes con un editoriale pubblicato su Variety, nel quale ha difeso il valore culturale del cinema popolare e dei blockbuster. Le sue parole arrivano dopo le polemiche nate attorno alla proiezione del primo capitolo della saga sulla Croisette, giudicata da alcuni fuori contesto rispetto alla tradizione autoriale del festival.
Nel testo, Vin Diesel riflette sul significato del suo ritorno a Cannes, definendolo un momento simbolico sia per la propria carriera sia per il franchise Fast & Furious. L’attore collega infatti l’evento ai suoi esordi da regista, sottolineando il legame storico con il festival.
Cannes ha sempre fatto parte del mio percorso – scrive Vin Diesel, descrivendo il festival come un elemento fondamentale della sua identità professionale.
Uno dei temi centrali dell’editoriale è la difesa del cinema commerciale e dell’intrattenimento rivolto al grande pubblico. La presenza di Fast & Furious a Cannes ha infatti acceso il dibattito tra chi considera il franchise inadatto a un contesto cinematografico d’autore e chi, invece, vede nella scelta un riconoscimento del suo impatto culturale globale.
Secondo Vin Diesel, il successo popolare non esclude il valore artistico. L’attore sostiene che anche i film mainstream possano avere profondità emotiva e un forte significato culturale, soprattutto quando riescono a creare un legame universale con gli spettatori
Quello che fece il primo film di Fast & Furious, 25 anni fa, fu ricordare a Hollywood qualcosa che aveva silenziosamente dimenticato. Il cinema popolare, fatto con convinzione e amore, non è una forma d’arte inferiore. È l’arte nella sua funzione più antica ed essenziale, la storia raccontata all’intera comunità, il fuoco attorno al quale tutti si radunano.
Per Vin Diesel, il rapporto con il pubblico resta il parametro più importante per valutare il peso di un film.
Ciò che conta di più è la reazione del pubblico – afferma nell’editoriale, ribadendo come l’impatto culturale possa avere la stessa rilevanza del consenso della critica.
Vin Diesel ha un rapporto speciale con Cannes
Durante la proiezione del film a Cannes, Vin Diesel racconta di aver trascorso parte della serata parlando privatamente con Thierry Frémaux, conosciuto per la prima volta nel 2006, quando iniziò il suo lungo percorso alla guida del festival.

Non un amministratore del cinema. Un suo protettore – scrive Diesel riferendosi a Frémaux.
L’attore approfondisce poi il loro rapporto, definendo Frémaux “il custode della dichiarazione su cui si fonda questo festival” e aggiungendo: “Ci siamo riconosciuti immediatamente, due persone che sostenevano la stessa tesi da lati opposti della stessa convinzione”.
La presenza di grandi franchise a Cannes, in realtà, non rappresenta una novità. Negli anni scorsi anche produzioni come Solo: A Star Wars Story, Top Gun: Maverick e diversi capitoli della saga Mission: Impossible sono stati presentati al festival fuori concorso. Fast & Furious può dividere critica e pubblico sulla qualità cinematografica, ma la sua presenza sulla Croisette conferma il peso che il cinema popolare continua ad avere nell’industria e nella cultura globale.
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