La saga cinematografica di Toy Story è ormai da decenni fonte di ispirazione per i fan. Dopo aver rivoluzionato il panorama dei film d’animazione con il primo episodio, Toy Story si è affermata non solo grazie al suo approccio innovativo alla realizzazione cinematografica, ma anche per le sue canzoni orecchiabili, i personaggi iconici e i temi legati all’amicizia. Quando la serie è diventata una saga, però, ha iniziato a introdurre un nuovo elemento che ne è diventato una caratteristica distintiva: momenti incredibilmente tristi.
Toy Story 3 presenta forse il momento più iconico di questo tipo: quello in cui i giocattoli rimangono intrappolati tra i rifiuti e si rassegnano al proprio destino, mentre sembrano destinati a morire. Il primo momento triste del franchise di Toy Story che ancora oggi tormenta uno dei suoi personaggi, però, è la rivelazione del passato di Jessie in Toy Story 2.
Con la canzone “When She Loved Me”, nominata ai Grammy e agli Oscar, la storia di Jessie svela il racconto straziante di un giocattolo che era amato dalla sua proprietaria, Emily, finché un giorno non è stato messo da parte. Questo ha creato in Jessie un profondo senso di angoscia esistenziale e le ha fatto sviluppare problemi legati all’abbandono. Come se questo momento non fosse già traumatizzante per il personaggio e per il pubblico, Toy Story 5 trova il modo di rigirare ulteriormente il coltello nella piaga sia per Jessie che per i fan.
Toy Story 5 torna sul tragico passato di Jessie

La trama generale di Toy Story 5 è in parte familiare ai fan: Jessie si insospettisce immediatamente nei confronti di una nuova arrivata in casa. A differenza dell’arrivo di Buzz Lightyear nel primo Toy Story, però, Lilypad è un tablet che, fin dal suo arrivo, assorbe completamente il tempo di Bonnie con un uso sconsiderato dello schermo. Vedendo questo, e il bullismo da parte delle altre bambine che ne deriva, Jessie inizia ad avere dei flashback di quando è stata abbandonata da Emily, sperando di poter fare qualcosa per impedire a Lilypad di prendere il sopravvento e di perdere un’altra bambina.
La storia si intreccia ancora di più con le origini di Jessie, però, quando viene trovata a terra mentre cerca di aiutare Bonnie: una coppia di anziani la raccoglie e nota l’indirizzo sbiadito scritto sui suoi gambali a fantasia di mucca, che Emily aveva inciso sul suo giocattolo preferito anni prima. Convinti di compiere una buona azione, portano Jessie e Bullseye a casa loro, dando così il via a una nuova fase dell’avventura quando scoprono che in quella casa vive una nuova famiglia e che la ragazzina, Blaze, sarebbe un’amica perfetta per Bonnie.
Dopo aver fatto amicizia con altri giocattoli, Jessie cerca di tendere una sorta di “trappola dell’amicizia” per far incontrare Bonnie e Blaze. Quando il piano fallisce, Jessie fugge vicino al grande albero e all’altalena con il pneumatico dove lei ed Emily giocavano sempre. È lì, però, che arriva la rivelazione che ha spezzato il cuore ai fan. Incise sull’albero, vediamo le parole «Jessie è stata qui» con una freccia che punta verso terra. Alla fine, Jessie riesce a scavare in quel punto e scopre un vecchio cestino da pranzo, pieno di ricordi speciali e messaggi lasciati da Emily, ormai adulta, a sua figlia, che ha chiamato Jessie e a cui si riferiva come alla sua «piccola cowgirl».
La grande rivelazione su Jessie in Toy Story 5

Questa rivelazione conferma che non solo Emily ha davvero amato Jessie per tutto questo tempo, ma che quell’amore era sepolto così in profondità nel suo cuore da spingerla a dare alla propria figlia il nome del suo giocattolo preferito. L’amore che condividevano da bambina con il suo giocattolo è diventato fondamentale per Emily e le ha permesso di crescere fino a diventare una madre premurosa e attenta. Questo non solo sviluppa il traumatico retroscena che Jessie si porta dietro sin da *Toy Story 2* del 1999, ma offre al pubblico quello che può essere descritto solo come un pugno allo stomaco emotivo.
Ma, ancora più di questo, quel momento funge da motore principale per Jessie nell’atto finale di Toy Story 5. Sapere di aver avuto un impatto così significativo su Emily le dà la spinta per avere lo stesso tipo di impatto su Bonnie, ma la questione va ben oltre. Un tassello fondamentale del più ampio puzzle che è Toy Story 5 è la “faida” tra i giocattoli reali e la tecnologia.
Nel film, gli schermi dominano la vita dei bambini, che trascorrono tutto il loro tempo a toccare distrattamente i giochi e a interagire con le interfacce digitali dal momento in cui si svegliano fino a quando non vengono strappati dalle loro braccia la sera. Il messaggio è chiaro: questi dispositivi possono esercitare una presa che crea dipendenza su quasi tutti noi, ma in realtà non sono qualcosa che può essere usato per creare ricordi meravigliosi e duraturi.
È quasi impossibile che un bambino, nel contesto di Toy Story 5, un giorno decida di chiamare la propria figlia Lily in onore del suo tablet Lilypad, ma un giocattolo come Jessie, che è tangibile e può fungere da veicolo per la propria creatività e creare un legame reale, regalerà ricordi che dureranno tutta la vita. Ecco perché non solo è valsa la pena che Toy Story 5 tornasse alla parte più traumatizzante dell’intera saga, ma anche che offrisse un aggiornamento altrettanto emozionante, anche se questa volta l’emozione può essere percepita appieno solo dagli adulti tra il pubblico.
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