Sono passati solo quattro anni da quando The Bear – la serie tv distribuita da Disney+ con Jeremy Allen White protagonista – ha cambiato per sempre le carte (o meglio, le posate) in tavola nel mondo seriale. Un prodotto che nasce da un’idea forte, a tratti banale ma che ha saputo trovare nel suo sviluppo un vero e proprio cuore.
Trentotto episodi (più uno speciale) ci hanno permesso di entrare nella miglior cucina di Chicago, complici di una brigata unica capitanata da uno Chef traumatizzato ma estremamente carismatico. Dopo due stagioni innovative e cariche di emozioni, la serie ha cambiato stile evolvendosi in qualcosa di diverso seppur estremamente coerente con i piani iniziali. Oggi su Disney+ ci prepariamo a salutare una famiglia che ci ha dimostrato come, attraverso il dolore, riusciamo sempre a migliorare noi stessi.
The Bear 5 – La Trama
Nel finale della scorsa stagione, Carmy aveva lasciato il locale nelle mani di Sidney, Richie e Natalie. Nonostante i debiti e lo stress cronico, la decisione dello Chef era stata maturata da una serie di insoddisfazioni che il mondo della cucina ormai gli causava. La nuova stagione, riparte da questo presupposto e ambienta otto episodi nell’arco di un paio di giorni.

Parola chiave: famiglia (Piatto del giorno)
Sin dal suo esordio, il cuore di The Bear non è mai stato veramente nella cucina. Attraverso il cibo, Christopher Storer ha strutturato un progetto ambizioso con lo scopo di fotografare la frenesia e il ritmo disumano della società contemporanea. E quale ambiente, se non quello della ristorazione d’alta cucina, si presta meglio a metaforizzare questo?
La nuova stagione, forse ancora di più delle prime, ci catapulta in una cucina antitetica, carica di luci al neon e dall’aspetto di una sala operatoria ma che nasconde il caos più totale: perdite, tubi rotti, mancanza di acqua e un ristorante al completo. Un dualismo che porterebbe chiunque a mollare ma che, grazie al supporto di tutta la brigata, riesce in qualche modo a funzionare.

La luce in fondo al tunnel (Antipasto)
Lo sviluppo dei personaggi trova la sua miglior conclusione per ognuno di essi. A rivedere le vite dei protagonisti quattro anni prima dell’ultimo episodio, nessuno avrebbe mai detto che nessuno di loro sarebbe mai riuscito a creare un qualcosa di concreto nella loro vita caratterizzata da rabbia, frustrazione e caos. Eppure, grazie proprio alla presenza di queste emozioni, le stesse riescono a farsi strada su questa strada tumultuosa che chiamiamo realizzazione. E lo sappiamo tutti, non esiste realizzazione migliore di quando si parte dal basso…

Possibili scenari (Primo piatto)
Al termine della serie, resta una riflessione importante su quanto la storia raccontata in The Bear avrebbe potuto avere infiniti scenari diversi, a partire dalla scomparsa di Michael Berzatto (Jon Bernthal) nella prima stagione. Se Michael non si fosse mai sucidato, probabilmente tutti i personaggi della serie avrebbero vissuto vite diverse, comandate ancora una volta dal caos e dalla rabbia senza mai riuscire a valorizzare le proprie competenze. E vista la situazione in cui ora si trovano Richie, Syd e Carmy, il suo gesto acquisisce una consapevolezza ancora più drammatica.

Momenti intimi (Secondo)
Nonostante il caos (nel senso buono) di questo ultimo shift, The Bear ci permette di entrare ancora una volta nell’intimità della cucina e delle persone che la comandano. Sotto un punto di vista narrativo si chiudono i cerchi iniziati nelle precedenti stagioni in modo coerente e vivido, mentre dal punto di vista visivo si conferma essere una gioia degli occhi.
Il gioco che la fotografia – accompagnata dall’ottima regia scomposta di Storer – fa con le luci fredde permette allo spettatore di avere un background emotivo che va oltre l’interpretazione degli attori. In questi episodi in particolare, le musiche scelte sono molto derivative dallo stile utilizzato da Guadagnino per il suo Challengers, che univa la pressione e la passione per il gioco a un ritmo sempre più incalzante. E strato dopo strato, ci avviciniamo alla conclusione di questa magnifica storia.

Un dolce addio (Dessert)
Nel corso delle sue cinque stagioni, The Bear ha cambiato stile diverse volte. E come a tutti noi succede, non sempre è stato sulla strada giusta. Ha esitato quando avrebbe dovuto fare il salto più lungo, ed esagerato quando sarebbe bastato anche meno. Eppure è terminata con una maturità perfetta che racchiude il senso iniziale della serie. Una storia di una piccola famiglia partita da una poco organizzata panineria nell’Illinois, arrivata a essere uno dei migliori ristoranti di Chicago.
Tutti gli episodi della quinta stagione di The Bear 5 sono disponibili da oggi su Disney+, se volete rimanere sempre aggiornati, seguite anche la nostra pagina Instagram.

