Per gli amanti della Formula 1 il nome di Michael Schumacher crea una sorta di elettricità corporea e la mente viaggia ricordando sorpassi, scorrettezze e pianti di gioia. Netflix nel documentario Schumacher 94′: La Nascita di una Leggenda ha ripercorso l’anno (tragico) del 1994, ovvero l’exploit del tedesco. L’incipit del documentario ha visto Corinna, la sua fedele moglie ricordare gli avvenimenti di quell’anno. La Benetton era affidata ad un imprenditore italiano, ovvero Flavio Briatore (consulente dell’odierna Alpine, ndr) che ne ha scoperto le doti spietate del tedesco.
Altro nome che Netflix ha offerto è lo storico reporter della Formula1, ovvero Kai Ebel che in Brasile, nel paese di Ayrton Senna ha intervistato Michael Schumacher prima della partenza. Il brasiliano era appena approdato alla Williams e aveva i favori del pronostico sia per la vittoria del mondiale piloti che della gara di casa. James Allen, noto giornalista di F1, ha raccontato, attraverso le immagini, la rivalità tra i due piloti.

Schumacher 94′: La Nascita di una Leggenda. La nascita della Benetton e della carriera di Michael
Il 1994 si è aperto con in Brasile, a Interlagos, iconica pista e amata dai piloti e appassionati di F1. Le immagini del documentario e le interviste degli esperti, hanno evidenziato come Michael Schumacher abbia messo pressione ad Ayrton Senna sin dalle prime battute. Al pit stop decisivo il tedesco è riuscito a sopravanzare il brasiliano mandandolo in tilt mentale. Infatti poco dopo è stato costretto al ritiro e il pilota della Benetton è andato a conquistare la prima vittoria dell’anno. Evidente è stata l’incredulità di Willi Weber, storico manager di Michael Schumacher e lo stesso Flavio Briatore, nel battere la Williams.
Nel documentario è stato svelata la nascita della Benetton, storica casa italiana che ha sponsorizzato la Renault e il passato di Corinna. Questo binomio ha reso celebre Michael Schumacher nel mondo della F1. Un terzetto vincente e dominante che ha sfidato i colossi del motorsport come McLaren, Williams, Ferrari, Tyrrell. Eppure il tedesco con la sua caparbietà è riuscito a mettere in piena difficoltà questi colossi. Al Pacific Gp la Benetton ha conquistato la seconda vittoria sempre con Michael Schumacher, mentre Ayrton Senna si è ritirato. Il brasiliano, a bordo pista, ha cercato di capire quale fosse il segreto.
Il pilota della Williams ha accusato la scuderia francese di “scorrettezza”: ovvero il traction control vietato dal 1994. Le accuse vennero ovviamente rigettate e sia Flavio Briatore che Willi Weber spiegarono il perché la Benetton andasse così forte. Inoltre il manager di Michael Schumacher è stato colui che scoperto il tedesco finanziandolo sin da subito. La figura di Weber è stata fondamentale sportiva nella crescita di Michael. La moglie del tedesco ha raccontato svariati aneddoti: dall’addio a Kerpen per Montecarlo, agli allenamenti e persino ai fan che scrivevano al futuro marito. Un lato molto dolce questo che la donna ha voluto ricordare di quel 1994.
Imola 1994: un tragico fine settimana che ha segnato Michael Schumacher
La terza gara del mondiale 1994 si è corsa a San Marino sul circuito di Imola. Sin dalle prove del venerdì si è percepita una vera e propria situazione negativa. Rubens Barrichello con la Jordan si è schiantato contro le barriere. Il giorno dopo Roland Ratzenberger con la Simtek ha perso la vita a causa di un nuovo incidente. La morte dell’austriaco a causa dell’impatto ha segnato sia Michael Schumacher che Ayrton Senna.
Il circus però non ha voluto cancellare la gara, anche se i piloti non volevano scendere in pista. Nel documentario Bernie Ecclestone, CEO della F1 nel 1994, ha rigettato questa ipotesi e domenica 1 maggio sono scesi in pista. Dopo pochi giri, dopo un altro incidente, Ayrton Senna si è schiantato al Tamburello e poche ore dopo è morto. Un fine settimana drammatico per gli appassionati di F1 che a Imola hanno visto una concatenazione di incidenti. Qui nel documentario ha trattato questo delicato passaggio con enorme delicatezza evidenziando la drammaticità dell’evento.
La gara è ripartita dopo questo incidente e nessuno ha avuto la forza di festeggiare. Il lato sportivo è passato in secondo piano e persino uno freddo, glaciale come Michael Schumacher si è irrigidito. Una morte drammatica questa di Ayrton Senna che ha paralizzato la F1 per svariati anni. Lo stesso tedesco nelle interviste a Monaco, nel gp successivo, è rimasto scosso dall’avvenimento di Imola. Ma, come raccontato dalla moglie del tedesco, ad un pilota non puoi chiedere di non correre.
Un nuovo rivale per Michael Schumacher: la rivalità con Damon Hill
Il documentario è tornato a parlare dell’annosa problematica del traction control. Dalla Ferrari alla McLaren passando alla Williams i Team Principal hanno chiesto maggiore controllo dalla FIA, ma nelle interviste Max Mosley ha rigettato queste ipotesi. Dal lato sportivo Damon Hill, pilota inglese della Williams che ha sostituito Ayrton Senna, ha messo pressione a Michael Schumacher. Al Gp di Silversone il tedesco è andato in “crash” e sin dal giro di ricognizione, ha violato il regolamento, come ha spiegato Willi Weber. L’ostinazione del pilota è stata tale da ottenere la bandiera nera, ovvero la squalifica dal Gp.
Inoltre la squadra, con Flavio Briatore in testa, non ha chiesto di far rientrare il corridore e questa situazione è arrivata all’alta corte della FIA e la squalifica inflitta a Michael Schumacher per non esser rientrato ai box è stata di 2 gare. Ad Hockenheim, in Germania, l’intero popolo tedesco è sceso in strada per osannare il loro beniamino. Le testimonianze all’interno del documentario sono state emozionanti per un “debuttante” come lo era il pilota della Benetton. Grazie ad un cavillo burocratico è riuscito a correre per la gioia dei tedeschi.
Però la gara non è stata come ci si aspettava: durante un pit stop Jos Verstappen, compagno di squadra di Michael Schumacher, la benzina è fuoriuscita dal bocchettone andando a fuoco. Diversi meccanici sono stati costretti ad andare in ospedale e poco dopo anche l’altra Benetton è stata costretta al ritiro per la delusione di tutta la Germania.
Un finale thriller: Damon Hill si avvicina a Michael Schumacher
Altra problematica per la scuderia Italo-britannica, dopo aver vinto in Ungheria, al Gp del Belgio è stata squalificata per l’eccessiva usura del pattino in legno. Questo particolare aereodinamico è stato levigato oltre il massimo consentito ed è bastato per cancellarle i risultati ottenuti. La stampa tedesca ha accusato Michael Schumacher di scorrettezza e questa situazione ha mandato su tutte le furie sia la moglie che l’intera Benetton. Inoltre il distacco da Damon Hill si è assottigliato in classifica mettendo ulteriore benzina al fuoco ardente che il finale 1994 ha riservato.
Pat Symonds, storico ingegnere, ha cercato di capire il perché la FIA abbia messo in cattiva luce la Benetton e lo stesso tedesco. Infine è arrivato il colpo di grazia: la Federazione ha squalificato Michael Schumacher per due gare, ovvero quella di Monza in Italia e in Portogallo all’Estoril. Questa ennesima batosta è stata raccontata dalla moglie Corinna che ha ricordato il passato da bambino del tedesco quando era con pochi mezzi a disposizione.
In quelle 5 settimane di stop Damon Hill ha guadagnato fino ad avere un solo punto di distacco. Al rientro al Gp Europa a Jerez, il tedesco ha sprigionato la sua rabbia dominando la gara e poco dopo in Giappone ha concluso in seconda posizione. Ma il gap dall’inglese è rimasto invariato: 1 punto solo ad una gara dal termine e la tensione era alle stelle.
Ultima gara: Australia 1994. La resa dei conti
L’ultima gara del 1994 si è subito messa in salita per Michael Schumacher a causa di un tremendo botto durante le prove. La sua Benetton si è disintegrata, ma per fortuna il pilota è uscito indenne. Questo errore grossolano è stato atipico: la sua freddezza è diventata acqua e questo ha comportato crepe nel suo stato d’animo. Come ha evidenziato Willi Weber, il pilota era totalmente impancato perchè l’intera Germania si era svegliata all’alba per vederlo vincere. La stessa Corinna ha spiegato come ad Adelaide vi era uno stress pesante ed è come se tutto sia iniziato solo due gare fa.
Questi segnali hanno portato ad una tensione alle stelle. La gara era solo sui due piloti con Michael Schumacher e Damon Hill a lottare per la posizione dominante. Il racconto qui è ben delineato con un pathos impressionante, soprattutto quando ci fu il contatto tra i due. L’inglese è proseguito e il tedesco no. Ma la corsa del pilota della Williams si è esaurita al pit stop a causa della rottura dei braccetti della anteriore. Il racconto è stato particolarmente preciso nell’evidenziare i momenti drammatici del momento: le riparazioni non sono andate a buon fine e poco dopo il ritiro è stato inevitabile.
La stagione 1994 si è conclusa con la vittoria di Michael Schumacher, la sua prima volta da campione del mondo piloti. Il finale di Schumacher 94′: La Nascita di una Leggenda con Corinna, Flavio Briatore, Willi Weber, Pat Symons a raccontare le emozioni con le integrazioni dei video dell’epoca, è stato pazzesco evidenziando la tenacia del pilota tedesco e la sua voglia di dominare il mondo motoristico. Un documentario dettagliato che ha messo a nudo le difficoltà dei regolamenti del 1994, la storia tragica di Imola trattata benissimo condite dalle testimonianze dei tecnici.
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Recensione – Pro & Contro
PRO
- Film dettagliato grazie alle testimonianze dell'epoca intervallate dai video e dalle fotografie. Un vero e proprio documentario sulla tragica stagione del 1994
- Le interviste a personaggi legati alla figura di Michael Schumacher.
- Le curiosità sulla vita privata del tedesco durante il 1994.
CONTRO
- Il finale parla delle querelle tra Damon Hill e Michael Schumacher senza evidenziare le proteste della Williams a causa del contatto col tedesco. Poco trattato questo tema.

