L’industria dei grandi marchi d’intrattenimento non si ferma mai e non attende nessuno, persino di fronte all’eventuale defezione improvvisa del proprio regista di punta. Quando ad agosto Gareth Edwards ha sbattuto la porta abbandonando Jurassic World: Rebirth per alcuni apparentemente insanabili contrasti creativi, in molti hanno ipotizzato una lunga battuta d’arresto per la saga preistorica. E invece Universal Pictures ha bruciato le tappe: secondo quanto rivelato da Borys Kit sulle colonne di The Hollywood Reporter, sembrerebbe che i vertici dello studio abbiano già trovato il candidato ideale per guidare il nuovo corso, individuando in J.A. Bayona la prima e più accreditata scelta per la regia.
Un clamoroso ritorno che spacca la tifoseria online
Per il regista spagnolo non si tratterebbe affatto di un esordio, bensì di un ritorno a casa. Nel 2018 fu proprio Bayona a firmare Jurassic World: Il regno distrutto, tuttora ricordato come uno dei capitoli più visivamente interessanti, ma anche divisivi, dell’intera trilogia moderna grazie a quella sua atmosfera sospesa tra l’apocalisse vulcanica iniziale e le venature gothic-horror del finale nella tenuta Lockwood. Un precedente che potrebbe entusiasmare i cultori dei dinosauri, ma che al contempo fa storcere il naso agli ammiratori del Bayona più autoriale e sperimentale.
In realtà, l’autore spagnolo ha sempre saputo alternare con disinvoltura i progetti intimi e i grandi eventi ad alto budget. Nel suo curriculum, oltre al lavoro su Jurassic World, figurano capolavori del dramma e della tensione come The Orphanage, The Impossible e il pluri-premiato La società della neve, ma anche incursioni in produzioni colossali come i primi episodi de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere.

La sua cifra stilistica risiede proprio nell’abilità di unire lo spettacolo visivo alla potenza dei sentimenti umani di fronte alla catastrofe, trovando sempre una quadra che ispiri riflessione. Questa cosa tentò di farla anche con Jurassic World, ottenendo però reazioni contrastanti da parte degli appassionati.
Se le trattative andranno a buon fine, il regista si ritroverà tra le mani una macchina produttiva impressionante per il prossimo Jurassic World. Il nuovo capitolo vedrà il ritorno in prima linea di Scarlett Johansson e Mahershala Ali nei panni di spietati agenti operativi, con l’intrigante opzione di vedere arruolata anche Anne Hathaway (recentemente vista in Verity), che non ha mai nascosto il desiderio di unirsi a un franchise di portata ormai colossale, presente anche sul piccolo schermo attraverso il linguaggio dell’animazione.
Il futuro di Jurassic World al cinema e non
L’eventuale ingaggio di J.A. Bayona parrebbe ulteriormente confermare la volontà di Universal di blindare un franchise milionario che guadagna di volta in volta al cinema, e non, affidandosi in questo frangente a un professionista di provata affidabilità, capace di coniugare il grande spettacolo da botteghino con una regia dotata di forte personalità visiva.
Viviamo in un’epoca in cui i più grandi progetti cinematografici spesso combaciano con la costruzione di blockbuster impersonali e “senza spina dorsale”. Il fatto di richiamare un autore che ha già dimostrato di saper infondere tensione e pathos nell’universo di Jurassic World giocherebbe sia con la logica più produttiva e creativa, così da mantenere elevata la qualità del brand, ma anche con una non troppo celata iniziativa forse proprio autoriale e sperimentale.

Se da un lato il pubblico d’essai vorrebbe vedere il cineasta spagnolo costantemente impegnato in opere intime e drammatiche, dall’altro la sua presenza dietro la macchina da presa di Jurassic World potrebbe garantire che i dinosauri non tornino a essere semplici attrazioni digitali, ma autentici protagonisti di un racconto ricco di suspense ed emozione. Compito assolutamente non facile, ma non impossibile.
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