Jude Law e Ari Aster insieme? La fucina creativa di Aster non accetta battute d’arresto, almeno così pare dalle ultime indiscrezioni connesse con quello che sarà il suo nuovo lungometraggio. Secondo quanto rivelato dalla testata Deadline, il visionario regista statunitense ha arricchito l’organico del suo quinto attesissimo lavoro, intitolato Scapegoat (per adesso non abbiamo una versione italiana del titolo), aggiungendo una figura di primissimo piano del panorama internazionale: Jude Law.
L’attore britannico si unisce a un cast d’eccezione che vede già confermati nei ruoli principali Scarlett Johansson e Jacob Elordi. Il progetto sancisce la quinta collaborazione consecutiva tra il cineasta e la celebre casa di produzione e distribuzione A24, rinnovando un connubio artistico che ha ridefinito i canoni del cinema d’autore contemporaneo da Hereditary in avanti. Cosa dobbiamo aspettarci dall’aggiunta di Jude Law al cast?
Un cast stellare e tante aspettative
L’ingresso di Jude Law nel progetto cinematografico di Ari Aster apre, ovviamente, a tutta una serie di domande e aspettative nei confronti di qualcosa di cui ancora non conosciamo le motivazioni creative di fondo. Stiamo comunque parlando di un attore che ha saputo edificare nell’ultimo quarto di secolo una carriera poliedrica e sofisticata.

I lavori al cinema e sul piccolo schermo hanno reso Jude Law un volto praticamente iconico nell’intrattenimento contemporaneo, e qualcuno che ha facilmente dimostrato di saper lavorare e costruire i propri ruoli andando pure oltre le primissime etichette di “belloccio”.
Chirurgia, influencer e paranoia digitale: le indiscrezioni sulla trama
Sebbene i dettagli ufficiali sulla sinossi restino ancora serrati dietro il massimo riserbo produttivo, diverse indiscrezioni di settore tracciano già i contorni di un’opera fortemente provocatoria. La narrazione con Jude Law, almeno in base a quanto riportato da World of Reel, dovrebbe ruotare attorno alla figura di una rinomata chirurga, interpretata da Scarlett Johansson, la cui brillante carriera e reputazione professionale crollano improvvisamente in seguito alla morte inaspettata di una celebre influencer durante un intervento di routine.
Il dramma scatenerebbe una spietata reazione a catena: il vedovo e il fratello della vittima (ruolo quest’ultimo ipotizzato per Jacob Elordi) si lancerebbero in una furiosa ricerca della verità, cavalcando l’ondata di indignazione e gogna mediatica alimentata dall’opinione pubblica e dai social network. E Jude Law?
A gettare ulteriore benzina sul fuoco sono state alcune “fughe di notizie”, da prendere sempre e assolutamente con le pinze, circolate sulle piattaforme online, in particolare su Reddit, dove la supposta analisi di una bozza di sceneggiatura di circa 130 pagine descriverebbe Scapegoat come un “sequel spirituale” di Eddington.

Ambientato nello stato dell’Illinois tra il 2025 e il 2026, il testo presenterebbe forti venature satiriche e un ruolo centrale accordato alle pervasive dinamiche dell’intelligenza artificiale, mantenendo un tono cupo e paranoico. Resta solamente da capire, fra tutte queste indiscrezioni, dove andrà a piazzarsi il lavoro di Jude Law… sempre che la narrazione sia questa.
Una cosa certa è che le riprese di Scapegoat prenderanno il via a novembre, potendo contare sul ritorno del prestigioso direttore della fotografia Darius Khondji, un occhio molto interessante, il suo.
Ari Aster e Jude Law
L’incontro tra l’eclettismo maturo di Jude Law e la lente deformante di Ari Aster costituisce una delle suggestioni più interessanti e imprevedibili dell’attuale panorama cinematografico. Affidare un interprete dotato di uno charme nativo così nitido, per anni imbrigliato da Hollywood nei ruoli da seduttore impeccabile, a un regista famoso per vivisezionare le nevrosi e la vulnerabilità psicologica dei propri personaggi potrebbe significare lo spalancare le porte a un incontro/scontro drammaturgico di considerevole potenza.
Aster ha la rara capacità di spogliare le proprie star di ogni sovrastruttura divistica, spingendole verso vette di grottesca disperazione e fragilità: basti pensare alla trasformazione di Florence Pugh in Midsommar o alla deriva catartica di Joaquin Phoenix in Beau ha paura.
In quest’ottica, collocare la compostezza britannica e la versatilità espressiva di Jude Law all’interno di un racconto paranoico e satirico sulle tossicità del presente apre scenari interpretativi inediti. Che si trovi a vestire i panni di un cinico burattinaio mediatico, di un marito travolto dal dolore o di una figura di potere ambiguamente legata alle nuove tecnologie, Law ha sicuramente la maturità artistica ideale per diventare l’ennesimo straordinario veicolo delle ossessioni del regista.
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