Roger Moore ha preso parte a ben 7 film nei panni di James Bond prendendo le redini di Sean Connery. L’attore britannico è riuscito a non far dimenticare lo scozzese rinnovando il personaggio di 007 con uno stile più leggero e moderno. Rispetto a George Lazenby, Roger Moore è riuscito nell’impresa di non farsi schiacciare dall’eredità di Sean Connery e a proseguire le avventure di James Bond in totale sicurezza e autorevolezza.
Roger Moore consolida il mito di James Bond
La prima pellicola con Roger Moore protagonista è stata Vivi e lascia morire del 1973. La direzione di Guy Hamilton con le ambientazioni in più posti ovvero: New York, New Orleans e i Caraibi. Il film ha combinato azione, misticismo e influenze degli anni Settanta elevando lo status di James Bond. Rispetto alle precedenti pellicole il villains è Kananga, noto come Mr Big che ha intenzione di portare la cocaina nelle strade americane. L’esordio di Roger Moore consolidò un nuovo corso per la saga di 007 che sarà apprezzato per oltre una decade dal pubblico.
L’uomo dalla pistola d’oro del 1974 ha proseguito la striscia vincente del precedente film. Roger Moore, insieme a Guy Hamilton, è riuscito a consacrarsi al nuovo pubblico grazie al suo carisma, come se James Bond e lo stesso britannico fossero la stessa persona. Qui l’antagonista è Francisco Scaramanga, interpretato da Christopher Lee, e ci si ricorda dell’icona “pistola d’oro”. 007 ha come missione di rintracciarlo e bloccare la realizzazione di una potente tecnologia solare capace di cambiare gli equilibri energetici mondiali. Una storia interessante per un franchising che ha assimilato le abilità attoriali di Roger Moore.
La spia che mi amava del 1977 ha esaltato le capacità attoriali di Roger Moore. Diretto da Lewis Gilbert il britannico si è consacrato nel franchising e questo film è stato, a detta della critica, il suo miglior capolavoro. Qui James Bond è stato aiutato da Anya Amasov per sventare il piano diabolico dell’industriale Karl Stromberg, che ha intenzione di distruggere New York e Mosca e provocare una guerra nucleare e creare una civiltà sottomarina. Una storia diversa dal solito ma ben apprezzata dagli amanti del pubblico amante delle storie di 007.
Moonraker – Operazione spazio del 1979 è una sorta di film spionaggio/fantascienza. Un mix che Roger Moore ha saputo gestire al meglio: le avventure dell’agente segreto 007 sono state leggermente fuori dai suoi canoni visto che è stato costretto a “viaggiare tra le stelle” per sconfiggere l’industriale Hugo Drax che progetta di sterminare l’intera umanità con un gas nervino. Una storia totalmente differente dal solito per James Bond: qui si è calcata la volontà di modificare le sue avventure tentando un nuovo approccio. Ciò è stato ben apprezzato, anche se in molti non hanno capito la storia.
Solo per i tuoi occhi del 1981 diretto da John Glen è tornato sui canoni classici di James Bond. Qui l’agente segreto è tornato nei canoni standard. La storia è basata su inganni, doppi giochi e inseguimenti molto ritmati e intensi. Le location usate svariano tra l’Italia con Cortina d’Ampezzo e la Grecia con numerose immersioni nel mar Egeo. 007 ha come missione il recupero del sistema missilistico britannico chiamato ATAC e sventare le manovre del trafficante Aristotele Kristatos.
Octopussy – Operazione piovra del 1983 diretto da John Glen è stato girato tra l’India e la Germania Ovest cercando di mantenere i toni della Guerra Fredda. James Bond in questa avventura indaga su un traffico di gioielli che ha coinvolto il principe indiano, un generale sovietico e una donna chiamata Octopussy (leader di un’organizzazione criminale che poi diventa alleata di James Bond). Qui 007 deve sventare il complotto per evitare un disastro politico di dimensioni globali.
Bersaglio mobile del 1985 diretto ancora da John Glen è l’ultimo di Roger Moore. Dopo 7 film il britannico ha concluso il suo compito nei panni di James Bond e lo ha fatto alla grande. L’agente segreto inglese indaga le attività del magnate Max Zorin che ha intenzione di distruggere la Silicon Valley per ottenere il monopolio sulla produzione di microchip. Celebri sono state le riprese del duello finale realizzate nella Golden Gate Bridge a San Francisco.
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