Il ritorno di Miranda ne Il diavolo veste Prada 2 è ufficiale. Dopo anni di attesa, Anne Hathaway, Meryl Streep ed Emily Blunt si sono riunite sul set del sequel, le cui riprese sono partite a luglio a Manhattan.
Il primo film, uscito nel 2006, è diventato un cult assoluto, incassando oltre 326 milioni di dollari e conquistando una nomination agli Oscar per la Streep.
Ora, Il diavolo veste Prada 2 promette di riportarci nel mondo spietato della moda, tra editoria in crisi e nuovi equilibri di potere. In attesa dell’uscita in sala, che avverrà il 29 aprile, ecco 10 curiosità imperdibili tra il film originale e il sequel.
Il sequel è una vera reunion del cast originale

Non solo il trio principale, ne Il Diavolo Veste Prada 2 tornano anche Stanley Tucci (Nigel) e Tracie Thoms (Lily), insieme al regista David Frankel e alla sceneggiatrice Aline Brosh McKenna. Un vero e proprio “revival” creativo.
La trama de Il Diavolo veste Prada 2: tra modernità e crisi della moda

Secondo le prime indiscrezioni, Miranda Priestly dovrà affrontare il declino dell’editoria cartacea, mentre il personaggio di Emily (Blunt) diventa una potente dirigente nel lusso. Uno scontro generazionale e industriale.
Meryl Streep ha rischiato di rifiutare il film
All’inizio, Meryl Streep si sentì sottovalutata per il compenso, perché a quanto pare l’offerta della produzione era troppo bassa. Solo dopo aver negoziato un cachet raddoppiato (ben 4 milioni di dollari) accettò il ruolo, imponendo anche modifiche per rendere Miranda più umana.
La voce di Miranda è ispirata a Clint Eastwood

Per costruire il personaggio diventato iconico proprio grazie a lei, Meryl Streep si è ispirata alla calma glaciale di Clint Eastwood e al temperamento del regista Mike Nichols. Il risultato? Un’autorità silenziosa e devastante, che ha fatto il suo personaggio de Il Diavolo veste Prada una leggenda.
Anne Hathaway era l’ultima scelta per Andy

Gli studios volevano inizialmente Rachel McAdams. Anne Hathaway era addirittura la nona scelta, ma la sua determinazione (celebre il “assumetemi” scritto nella sabbia) le ha fatto ottenere il ruolo, mai scelte fu più azzeccata da parte della produzione, visto il grande successo che ha avuto la sua Andy nel film.
Hathaway si è preparata lavorando gratis
Per entrare nel personaggio, l’attrice ha lavorato gratuitamente come assistente in una casa d’aste per una settimana. Un metodo immersivo per capire davvero il mondo di Andy e per entrare in pieno nel personaggio che le si sarebbe poi cucito sulla pelle.
Emily Blunt ha battuto oltre 100 attrici

Emily Blunt ottenne il ruolo dopo una lunga selezione. Il suo personaggio è ispirato a Plum Sykes, ex assistente di Anna Wintour.
Nessuno stilista voleva partecipare al film
Molte maison rifiutarono inizialmente per paura di scontentare Anna Wintour. Alla fine però il film sfoggiò un guardaroba da oltre 1 milione di dollari, diventando uno dei più costosi della storia del cinema.
Il look di Miranda non è davvero Prada

La costumista Patricia Field scelse principalmente abiti di Donna Karan, pescando dagli archivi vintage. Prada compare, ma è solo una parte del guardaroba.
Il vero “cattivo”? Il fidanzato di Andy

Negli anni, molti fan hanno rivalutato Nate (Adrian Grenier) come il vero antagonista. Un personaggio incapace di sostenere la crescita professionale di Andy.
Il sequel arriverà al cinema il 1° maggio 2026, a vent’anni esatti dal film originale. Un’operazione nostalgia, ma anche uno sguardo attuale su moda, potere e comunicazione. Tra retroscena sorprendenti e un sequel che promette scintille, Il diavolo veste Prada si conferma uno dei film più iconici degli anni 2000. E con il ritorno di Miranda Priestly, il fashion system sta per tornare più spietato che mai.

