A sei anni dal trionfo fra Oscar e pubblico con Green Book, Peter Farrelly torna al grande cinema di matrice biografica e appassiona la stampa internazionale. Presentato al Toronto International Film Festival, I Play Rocky pare proprio aver conquistato la critica specializzata, scatenando un passaparola travolgente che proietta la pellicola tra i titoli di punta per la prossima stagione dei premi.

La scommessa nei confronti di I Play Rocky è interessante soprattutto per via di quello che rappresenta oltre il progetto stesso, trattando della costruzione di un film, quello di Rocky, che ancora oggi ispira sogno e speranza nei fan.

La scommessa di Sly e Anthony Ippolito

I Play Rocky

I Play Rocky ripercorre una delle parabole più affascinanti della Hollywood degli anni ’70: la genesi di Rocky e la tenacia di uno sconosciuto Sylvester Stallone. Determinato a vendere la propria sceneggiatura e a prenderne le redini come attore protagonista, uno Stallone squattrinato rifiutò offerte economiche sostanziose pur di non cedere il ruolo a star già affermate, trasformando una scommessa apparentemente folle nel film simbolo sul riscatto degli underdog.

A rubare la scena nelle prime recensioni provenienti da Toronto è Anthony Ippolito. La sua interpretazione del giovane Stallone in I Play Rocky pare aver riscosso un plauso unanime, con diversi critici statunitensi che lo indicano già come un papabile contendente per la corsa alla statuetta come miglior attore protagonista.

Attorno ad Anthony Ippolito gravita un cast corale di primo ordine, che comprende Matt Dillon, AnnaSophia Robb, P.J. Byrne, Toby Kebbell, Tracy Letts, Jay Duplass e Kiki Seto.

L’uscita nelle sale cinematografiche del Nord America è fissata per il prossimo 6 novembre, data ideale per posizionare l’opera nel pieno del circuito promozionale che conduce alle nomination autunnali e invernali.

La magia oltre la finzione

La parabola umana e professionale raccontata in I Play Rocky incarna l’essenza stessa del mito fondativo hollywoodiano, rivelando come il confine tra il successo leggendario e il completo anonimato risieda spesso in un atto di pura ostinazione personale e visione oltre le difficoltà.

La scelta di Peter Farrelly di portare sul grande schermo il dietro le quinte della nascita di Rocky Balboa, vuole celebrare la genesi di un’icona della cultura pop, trasformandola in qualcosa di apparentemente più tangibile rispetto alla finzione cinematografica, perché trasforma la vita reale di Sylvester Stallone nel più classico e avvincente dei racconti di riscatto. 

C’è una profonda ironia metacinematografica nel constatare come lo stesso attore che ha dato voce agli ultimissimi abbia dovuto applicare la medesima incrollabile tenacia per imporre la propria presenza sul set, sfidando un sistema industriale da sempre riluttante ad affidare progetti milionari a volti privi di garanzie commerciali.

In un’epoca in cui tutto ciò che è creativo è spesso dominato da logiche algoritmiche, riscoprire il coraggio di chi ha scommesso tutto su sé stesso fino al punto di rifiutare la sicurezza economica in nome della propria visione artistica, regala sicuramente al grande pubblico una lezione di potenza espressiva. 

I Play Rocky

La risposta entusiastica registrata al Toronto International Film Festival per I Play Rocky e il plauso riservato ad Anthony Ippolito confermano quanto il pubblico e la critica sentano ancora il bisogno di storie ancorate alla perseveranza e al talento grezzo.

Se I Play Rocky saprà confermare questo slancio pure al botteghino e durante la stagione dei premi, il film dimostrerà che la narrazione relativa alla rivalsa personale non appartiene soltanto alle finzioni cinematografiche sul ring, ma continua a essere la linfa vitale che rende il cinema un’esperienza universale e senza tempo.

Con la promessa di una buona distribuzione e il supporto di una campagna promozionale, I Play Rocky potrebbe arrivare a riaccendere la passione degli amanti del grande cinema d’autore e delle storie vere d’ispirazione. Il viaggio di Stallone da sceneggiatore incompreso a gigante dell’intrattenimento globale trova così un nuovo tributo visivo, capace di mostrare la fatica e la determinazione nascoste dietro ogni grande successo. Non resta quindi che attendere l’esordio nelle sale per verificare se il verdetto del pubblico saprà confermare il grande entusiasmo registrato a Toronto.

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