From: la stagione 4 ripete il miglior colpo di scena di Lost (e cambia tutto)

From continua a sorprendere con rivelazioni sempre più audaci, e l’episodio 9, The Calm Before, segna un punto di svolta che richiama direttamente uno dei colpi di scena più iconici di Lost. Le due serie condividono molto più di un semplice approccio mystery‑box: entrambe raccontano comunità intrappolate in luoghi isolati e soprannaturali, entrambe giocano con il concetto di identità e inganno, ed entrambe hanno nel loro DNA figure come Harold Perrineau, Jack Bender e Jeff Pinker.

La somiglianza più evidente è tra il Man in Yellow e il Man in Black di Lost. Entrambi sono villain presenti fin dall’inizio, ma invisibili nella loro vera forma. Entrambi manipolano gli altri assumendo l’aspetto di persone morte. E in entrambi i casi, il pubblico scopre la verità solo quando è troppo tardi.

Nella premiere della stagione 4, il Man in Yellow appare sotto le sembianze di Sophia, la figlia di un pastore. Per quasi tutta la stagione, questa figura ha agito come una presenza ambigua, insinuante, sempre un passo avanti rispetto agli abitanti di Fromville. Ma nell’episodio 9 arriva la rivelazione: Sophia è morta nel Township, e il Man in Yellow può assumere solo le forme di chi è morto lì. È una regola fondamentale che richiama direttamente Lost, dove il Man in Black poteva prendere l’aspetto di qualsiasi corpo morto sull’isola.

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La differenza è sottile ma significativa. In Lost, il villain poteva trasformarsi in chiunque fosse morto, indipendentemente dal luogo del decesso. In from, invece, la morte deve essere avvenuta nel Township. Questo dettaglio crea un limite narrativo che rende il mistero ancora più claustrofobico: ogni volto che il Man in Yellow indossa appartiene a qualcuno che ha vissuto e sofferto in quel luogo.

Tuttavia, la rivelazione non spiega tutto. Altri personaggi morti, come Father Khatri, Tom e Jim Matthews, sono apparsi più volte dopo la loro morte, ma in modi completamente diversi. Non mostrano alcuna trasformazione fisica, non cambiano abiti, non sembrano provare dolore. E soprattutto, non manipolano nessuno: anzi, spesso cercano di aiutare i vivi. Questo comportamento ricorda un altro elemento di Lost: le apparizioni dei “fantasmi”, come Michael Dawson, che non erano manifestazioni del Man in Black, ma presenze indipendenti.

In From, quindi, sembra esistere una distinzione chiara: da un lato le trasformazioni del Man in Yellow, lente, dolorose, crudeli; dall’altro le apparizioni dei morti, rapide, silenziose, benevole. Due fenomeni diversi che convivono nello stesso spazio, creando una mitologia più complessa di quanto sembrasse all’inizio.

La stagione 4, con questa rivelazione, non solo omaggia Lost, ma ne reinterpreta il twist più famoso per costruire un villain ancora più inquietante. Il Man in Yellow non è solo un imitatore: è un’entità che si nutre della storia del Township, dei suoi morti, delle sue tragedie. Ogni volto che indossa è un ricordo distorto, un inganno costruito con la sofferenza altrui.

Con il finale ormai vicino, questa verità cambia completamente la percezione del villain e apre la strada a nuove domande: chi è davvero il Man in Yellow? Da quanto tempo è lì? E soprattutto, quali altre forme ha indossato senza che nessuno se ne accorgesse?

Perché il twist di From stagione 4 può ridefinire l’intera serie

Il parallelo con Lost non è un semplice omaggio: è un segnale che From sta entrando nella sua fase più ambiziosa. Riprendere il twist del Man in Black e trasformarlo in qualcosa di più oscuro e più radicato nella storia del Township significa che la serie sta preparando il terreno per un finale di stagione che potrebbe riscrivere tutto ciò che i fan credevano di sapere.

La distinzione tra le apparizioni dei morti e le trasformazioni del Man in Yellow apre nuove possibilità narrative, nuove minacce e nuove verità da affrontare. Se questo è il penultimo capitolo prima della stagione conclusiva, allora From sta costruendo un climax degno delle migliori serie mystery‑horror degli ultimi anni.

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