Coyote vs Acme: la recensione del film che non volevano farci vedere ma che deve essere visto!

Coyote vs ACME

Coyote vs ACME è finalmente arrivato davanti al pubblico dopo una delle vicende produttive più assurde degli ultimi anni. E forse è proprio impossibile guardare il film senza pensare almeno per un momento a tutto quello che è accaduto dietro le quinte. Perché quella che apparentemente è una semplice commedia con protagonisti i Looney Tunes finisce per assumere un significato decisamente più profondo.

Il film con Will Forte e John Cena riesce infatti a essere divertente, immediato e perfettamente riconoscibile per chi è cresciuto con Willy il Coyote e Beep Beep, ma contemporaneamente nasconde una critica piuttosto evidente all’industria dell’intrattenimento e alle grandi corporation.

Il risultato? Una pellicola che non reinventa i Looney Tunes, ma sembra aver capito perfettamente perché continuiamo ad amarli dopo così tanti anni.

Coyote vs ACME: una storia semplice che nasconde molto di più

Coyote vs Acme

La premessa di Coyote vs ACME è volutamente assurda e perfettamente coerente con l’universo dei Looney Tunes. Dopo anni trascorsi ad acquistare prodotti ACME nel tentativo – quasi sempre disastroso – di catturare Beep Beep, Willy il Coyote decide di fare qualcosa che probabilmente nessuno si sarebbe aspettato: portare in tribunale l’azienda.

Ad aiutarlo troviamo un avvocato interpretato da Will Forte, mentre dall’altra parte della barricata entra in gioco il personaggio interpretato da John Cena. Da qui nasce una commedia che alterna il mondo reale a quello animato e che utilizza il processo contro ACME per raccontare qualcosa di molto più grande.

La cosa interessante è che il film non ha bisogno di costruire una trama particolarmente complicata. Al contrario, sfrutta una struttura narrativa estremamente semplice per permettere ai suoi personaggi, alle gag e soprattutto al sottotesto di emergere. Ed è proprio qui che Coyote vs ACME comincia a diventare molto più interessante di quanto potrebbe sembrare.

Coyote vs ACME è quasi un film autobiografico

coyote vs acme

C’è un elemento che oggi rende Coyote vs ACME inevitabilmente diverso rispetto a come sarebbe stato percepito al momento della sua realizzazione: la sua travagliata storia produttiva.

Il film racconta di un personaggio piccolo e apparentemente insignificante che decide di sfidare una gigantesca società responsabile, almeno secondo lui, di averlo danneggiato per anni. È difficile non vedere il gigantesco paradosso.

Proprio Coyote vs ACME è diventato infatti il simbolo di una battaglia tra creatività e logiche aziendali, dopo la decisione iniziale di Warner Bros. Discovery di non distribuirlo nonostante il progetto fosse sostanzialmente completato. Per questo motivo alcune scene e alcuni dialoghi sembrano quasi parlare direttamente della storia reale del film.

Non significa che la sceneggiatura sia stata concepita come una rappresentazione degli eventi avvenuti successivamente, ma oggi il risultato assume involontariamente i contorni di una sorta di autobiografia cinematografica. Un film nel quale Willy il Coyote combatte contro una corporation è stato, in un certo senso, costretto a combattere contro una corporation per poter essere visto. Ed è probabilmente uno degli aspetti più affascinanti dell’intera operazione.

Un film capace di parlare anche a chi non è cresciuto con i Looney Tunes

Coyote vs Acme

Uno dei dubbi principali legati a un progetto del genere riguarda inevitabilmente il pubblico. I Looney Tunes appartengono a un immaginario storico e molte delle loro icone sono nate ormai decenni fa. Coyote vs ACME, però, riesce a evitare di trasformarsi in una semplice operazione nostalgia. Il film funziona anche senza conoscere perfettamente il passato dei personaggi.

Le gag fisiche, i tempi comici e soprattutto il rapporto tra esseri umani e personaggi animati permettono alla pellicola di parlare a generazioni differenti. È probabilmente questo uno dei risultati più importanti raggiunti dal film: non limitarsi a strizzare l’occhio agli spettatori cresciuti con Willy il Coyote, Beep Beep e gli altri Looney Tunes. L’umorismo rimane estremamente accessibile, ma sotto la superficie vengono affrontati argomenti decisamente meno infantili.

Il rapporto tra individuo e grandi aziende, l’ossessione per il successo, il fallimento, la responsabilità e il potere delle corporation vengono inseriti all’interno della storia senza trasformare Coyote vs ACME in qualcosa che non vuole essere. I bambini possono divertirsi con i cartoni animati e con le gag. Gli adulti possono leggere quello che si nasconde dietro quelle stesse gag. Ed è esattamente ciò che i Looney Tunes hanno sempre saputo fare meglio.

Animazione e live-action funzionano, anche senza essere perfetti

Coyote vs ACME

Dal punto di vista tecnico Coyote vs ACME presenta inevitabilmente qualche limite. La fusione tra live action e animazione funziona nella maggior parte delle sequenze, anche se il risultato non raggiunge sempre lo stesso livello qualitativo.

Il film utilizza approcci differenti per portare sullo schermo i suoi protagonisti animati e in alcune sequenze questa differenza è percepibile. L’effetto visivo complessivo non è quindi impeccabile e difficilmente può essere considerato il vero punto di forza della pellicola. Ma sarebbe altrettanto ingiusto definirlo un problema serio.

La cosa più importante è che il mondo reale e quello dei Looney Tunes riescano a convivere senza sembrare due universi completamente separati. Sotto questo punto di vista il film raggiunge il proprio obiettivo.

La componente tecnica potrebbe non meritare un dieci, ma arriva tranquillamente a un otto, soprattutto considerando quanto efficacemente personaggi reali e animati interagiscono durante le sequenze più movimentate.

Will Forte e John Cena sono perfetti per questo mondo

Se i Looney Tunes rappresentano inevitabilmente il cuore del progetto, Coyote vs ACME aveva bisogno di attori capaci di recitare accanto a personaggi animati senza rendere tutto artificiale. E il cast funziona sorprendentemente bene.

John Cena sembra particolarmente a proprio agio nel ruolo dell’antagonista. Il suo personaggio è volutamente esagerato, quasi caricaturale, eppure riesce ad avere qualcosa di stranamente credibile.

Cena sfrutta molto bene la propria fisicità e soprattutto dimostra ancora una volta di sapere interpretare personaggi comici senza avere paura di renderli completamente assurdi. Ma la vera sorpresa è Will Forte.

Il suo personaggio parte quasi come una figura patetica, un uomo che sembra essere rimasto indietro rispetto al mondo che lo circonda. Nel corso della storia, però, cambia progressivamente.

Forte riesce a rendere credibile questa trasformazione senza perdere il tono leggero richiesto dalla pellicola. Il suo protagonista diventa così il vero collegamento emotivo tra lo spettatore e Willy il Coyote. Ed è proprio questo rapporto a dare al film qualcosa in più rispetto a una semplice successione di gag.

Non tutto in Coyote vs ACME funziona alla perfezione

coyote vs acme

Naturalmente Coyote vs ACME non è privo di difetti. Alcune sottotrame risultano meno convincenti rispetto alla storia principale e non tutte le idee vengono sviluppate con la stessa efficacia.

In particolare, la gestione narrativa di Titti appare probabilmente come uno degli elementi meno riusciti. Alcuni passaggi sembrano costruiti principalmente per permettere alla storia di raggiungere determinate situazioni e finiscono quindi per risultare un po’ forzati. Anche dal punto di vista visivo, come detto, non tutto raggiunge lo stesso standard.

Sono però problemi che difficilmente compromettono l’esperienza complessiva, soprattutto perché il film conosce perfettamente la propria identità. Non cerca di trasformare Willy il Coyote in qualcosa di diverso e non tenta di rendere i Looney Tunes artificialmente moderni. Preferisce partire dalle loro caratteristiche storiche e utilizzarle per raccontare qualcosa di contemporaneo.

Coyote vs ACME: il film che Warner non voleva distribuire

Alla fine Coyote vs ACME funziona proprio perché rimane fedele allo spirito dei Looney Tunes. È folle, velocissimo, pieno di gag e volutamente sopra le righe, ma dietro quella apparente semplicità nasconde una riflessione molto più interessante sul fallimento, sulle grandi aziende e sull’industria dell’intrattenimento. E poi c’è inevitabilmente tutto ciò che è accaduto fuori dallo schermo.

Sapere che un film praticamente completato abbia rischiato di non arrivare mai davanti agli spettatori rende ancora più ironica una storia nella quale Willy il Coyote decide di ribellarsi alla società che gli ha venduto per anni prodotti destinati a fallire. È uno di quei rarissimi casi nei quali la storia produttiva finisce involontariamente per rafforzare il significato della pellicola stessa.

Non tutto è perfetto. Alcune sottotrame potevano essere sviluppate meglio e tecnicamente ci sono momenti meno convincenti. Ma quando Coyote vs ACME deve fare ciò per cui è nato – far ridere, intrattenere e riportare sullo schermo lo spirito dei Looney Tunes – riesce pienamente nel proprio intento. Soprattutto dimostra una cosa estremamente semplice: questi personaggi hanno ancora un pubblico.

Forse la vicenda di Coyote vs ACME potrebbe persino trasformarsi in una lezione per Hollywood. Cancellare un film completato non è necessariamente una buona idea. A volte, paradossalmente, può diventare la più grande campagna di marketing possibile. Se volete rimanere sempre aggiornati, seguiteci anche sulla nostra pagina Instagram!

Recensione – Pro & Contro

Voto ★★★★☆

PRO

  • Un recupero ed una valorizzazione del lavoro di artisti sull'animazione di alto livello
  • Storia che parla di se stesso, ma che volge uno sguarda alla storia del film nella realtà

CONTRO