Per parlare al meglio di Wildwood, nuovo film creato dalla Laika, dobbiamo prima sottolineare il grande impegno dietro questo progetto: 11 anni di produzione, 6 dedicati al lavoro dei personaggi in stop-motion ed alle animazioni. Una lavoro incredibile che fa di Wildwood una delle pellicola più intense, emozionanti e visivamente incredibili di questo 2026.
Il film parla di amore materno, perdita, accettazione e concepimento. Argomenti spesso delicati, ma che hanno bisogno di essere sviscerati ed analizzati senza vergogna e senza paura per far capire alle nuove generazioni quanto certi momenti della vita siano difficili, ma al tempo stesso superabili, se si ha delle persone accanto con cui affrontare una situazione del genere che ci vogliono bene.
Una storia produttiva da record

La storia segue Prue McKeel, una ragazza che deve badare a suo fratello piccolo e decide di portarlo al parco, quando i genitori le hanno vietato di farlo uscire di casa. Il piccolo Mac, però, viene rapito da uno stormo di corvi e portato nelle profondità del bosco. Tra incontri fuori dal comune e personaggi usciti da un libro per bambini, Prue dovrà fare i conti con una verità che non ti aspetti e che vi lascerà senza parole.
Il lavoro dietro Wildwood nasce nel 2011, quando la Laika decise di lavorare alla trasposizione di un film in stop-motion del romanzo. Ogni espressione dei personaggi è cambiata al secondo e per ogni minuto do registrazione sono state stampate ben 24 espressioni facciali diverse! Un lavoro enorme che fa di Wildwood la produzione in stop-motion più grande di sempre. Travis Knight alla regia ha saputo regalarci un lavoro magistrale, soprattutto durante le scene di guerra e gli inseguimenti che la regia rende ancora più sensazionali.
Wildwood, tra maternità e rassegnazione

Uno degli argomenti cardini di Wildwood è la maternità in tutte le sue sfaccettature. Prue deve andare a recuperare suo fratello nel bosco, un segno di quanto voglia bene al piccolo. Dietro al rapimento dell’infante, però, c’è un discorso più ampio, profondo, che in molti non si aspettano, la scelta della maternità è qualcosa che molte donne non sentono subito, o magari non sentono mai, mentre in altre è insita, ma purtroppo non a tutte è concessa.
Wildwood ci fa riflettere anche su questo, sulla possibilità della gravidanza a tutti i costi e su quanto sia giusto insistere per perseguire degli obiettivi personali, anche se, purtroppo la natura non ha concesso. Un quesito importante e profondo che rende il film in stop-motion della Laika una pellicola diversa dalle altre per emozioni, profondità, tecnica ed animazioni.
Perdita ed accettazione: quando è giusto lasciare andare?

Quando è giusto lasciare andare? C’è un tempo per accantonare un sentimento così difficile da accettare? Wildwood cerca di farci riflettere anche su questo: sulla difficoltà di accettare la perdita di una persona che si ama, alla quale si ha dato tutta la propria vita. La governatrice vedova è uno dei personaggi più complessi ed articolati del film, divisa dall’amore per suo figlio, ma al tempo stesso dal dolore della perdita che ha subito.
Torna anche qui la domanda che ci siamo fatti in precedenza, alla quale possiamo anche aggiungere un altro quesito importante. Come reagire ad una perdita? Wildwood ci racconta la nascita questo personaggio che non si fermerà di fronte a niente per cercare di raggiungere il proprio scopo pur di riempire un vuoto che rimarrà incolmabile. La pellicola è un viaggio di crescita anche per Prue, che apprende chi è, cosa vuole e qual è il suo scopo durante la sua avventura all’interno del Bosco.
Wildwood: una viaggio di crescita e presa di coscienza

Insomma, Wildwood è una delle opere animate più importanti degli ultimi anni, non solo per il grande lavoro che c’è stato dietro, ma anche per la produzione e per il messaggio che si vuole lanciare. Wildwood ci ha fatto emozionare, appassionare ai personaggi ed alla storia, ma soprattutto ci ha lanciato in un mondo fiabesco che ci ha immediatamente fatto entrare in questo nuovo mondo, con animali parlanti e personaggi incredibili.
Prue è una ragazza in cerca di sé, la quale si dimostra più matura dei suoi genitori, gettandosi alla ricerca di suo fratello, perché non vuole accettare il destino che era stata scritto per lui. Una delle riflessioni più importanti dell’intera pellicola arriva sul finale, con una frase che in molti potremmo ritrovarci:
“Crescere ti dovrebbe far trovare ed avere la maggior parte delle risposte, invece è il contrario, ti fa fare solo più domande”.
Wildwood sottolinea come bisognerebbe intuire quando rinunciare a qualcosa, soprattutto quando per raggiungere l’obiettivo si devono usare delle maniere poco consone alla natura.
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Recensione – Pro & Contro
PRO
- Straordinario lavoro visivo tra produzione e realizzazione
- Un messaggio intenso ed importante
- Una costruzione di un mondo incredibile, fiabesco ed approfondito
CONTRO
- Difficile trovare un difetto vero e proprio a Wildwood, perché ciò che abbiamo visto è quanto di più incredibile ed emozionante si possa vedere

