Il no di Amanda Seyfried a Guardiani della Galassia: cosa c’è dietro?

I protagonisti di Guardiani della Galassia in una scena del film.

Il successo di un film non basta a rendere giusta una scelta professionale. Lo sa bene Amanda Seyfried, che a distanza di anni è tornata a parlare di un’occasione lasciata passare: entrare nell’universo Marvel con Guardiani della Galassia. All’epoca, l’attrice non era convinta del progetto e preferì rinunciare, senza immaginare quanto sarebbe diventato popolare. Oggi riconosce di aver sottovalutato le potenzialità della saga, ma non considera quella decisione un errore da correggere.

A pesare sulla sua scelta, infatti, non erano soltanto i dubbi su Guardiani della Galassia. Seyfried aveva anche le idee chiare sul tipo di vita che desiderava condurre e sul rapporto che voleva mantenere tra lavoro e famiglia. Accettare la parte avrebbe ipoteticamente significato affrontare un’esperienza professionale impegnativa, fatta di lunghe sessioni di trucco, acrobazie e riprese ambientate in un universo interamente immaginario. Aspetti che non corrispondevano alle sue preferenze.

L’attrice ha raccontato questo retroscena durante una sessione di domande e risposte organizzata dalla SAG-AFTRA Foundation, tornando sulle ragioni che l’avevano portata a dire no a uno dei franchise più fortunati del cinema contemporaneo.

Un universo troppo particolare per convincere Amanda Seyfried

Quando le venne proposto il ruolo di Gamora, Seyfried non riuscì a immaginare che Guardiani della Galassia potesse diventare un successo. La premessa della storia le sembrava poco convincente, soprattutto per la presenza di personaggi decisamente insoliti e per le avventure ambientate nello spazio.

“Credo che, in quel momento, rifiutare Guardiani della Galassia mi sembrasse una scelta ovvia”, ha spiegato. A farle storcere il naso era soprattutto l’idea di un film in cui un albero e un procione parlavano tra loro, mentre l’intero gruppo si muoveva nello spazio.

Guardiani della galassia

Il progetto le appariva rischioso anche dal punto di vista professionale. Seyfried temeva che un eventuale fallimento potesse compromettere la sua carriera e non era disposta a correre quello che considerava un rischio concreto. “Pensavo: ‘Questo film non avrà successo. Se andrà male, rovinerà la mia carriera. E c’è un’alta probabilità che possa essere un fallimento’”, ha ricordato.

La storia ha poi preso una direzione completamente diversa. Guardiani della Galassia è arrivato nelle sale nel 2014, dando vita a una saga composta da tre capitoli, uno speciale natalizio e apparizioni in altri titoli Marvel. Il personaggio di Gamora è stato affidato a Zoe Saldaña, che lo ha interpretato accanto a Chris Pratt, nei panni di Star-Lord, facendo in qualche modo la storia, e divenendo entrambi iconici per gli appassionati.

La famiglia prima di una parte nell’MCU

Amanda Seyfried non ha difficoltà ad ammettere di aver sbagliato valutazione. Quello che non condivide è l’idea che il successo ottenuto da Guardiani della Galassia debba necessariamente trasformare il suo rifiuto in un rimpianto.

“Ovviamente mi sbagliavo, ma non rinnego quella decisione”, ha dichiarato. L’attrice ha spiegato di aver pensato anche alla famiglia che desiderava costruire e alle priorità che intendeva mantenere nella propria vita. Accettare un ruolo tanto impegnativo avrebbe comportato condizioni di lavoro che non sentiva adatte a sé.

Tra le ragioni della sua rinuncia a Guardiani della Galassia c’erano anche aspetti molto pratici. Seyfried non ama trascorrere troppo tempo in camerino per il trucco, non si sente a suo agio con le acrobazie e non apprezza le riprese in altezza. A tutto questo si aggiunge la difficoltà di recitare in ambientazioni in cui ogni elemento deve essere immaginato, senza poter contare su riferimenti concreti.

I protagonisti di Guardiani della Galassia in una scena del film.

“Non voglio passare tutto quel tempo nel camerino del trucco. Non riesco comunque a stare ferma. Non mi piacciono gli stunt, non mi piacciono le altezze e non mi piace fingere che esista un intero mondo. Ho bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi”, ha raccontato.

Le sue parole, che vi abbiamo riportato via Deadline, chiariscono così il senso di una scelta che, col senno di poi, avrebbe potuto sembrare controproducente. Seyfried non nega che Guardiani della Galassia abbia superato le sue aspettative, ma rivendica il diritto di aver deciso sulla base delle informazioni, delle sensazioni e delle priorità che aveva in quel momento.

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