L’ultimo James Bond è stato Daniel Craig. Il franchising di 007 è diventato attuale grazie alle incredibili abilità dell’attore che ha costruito un agente segreto più cupo e meno freddo rispetto ai precedenti. Il britannico è stato protagonista in 5 film e quasi tutti adrenalinici e psicologici. In molti hanno colto le abilità cinematografiche di Daniel Craig e si sono immedesimati nelle vulnerabilità dell’agente britannico.
Daniel Craig: l’ultimo James Bond

Casino Royale del 2006 diretto da Martin Campbell racconta gli inizi della carriera di James Bond dopo aver ottenuto lo status di agente 00 (licenza di uccidere). La missione di 007 è quella di battere Le Chiffre, un banchiere che finanzia il terrorismo internazionale, in una partita di poker al Casinò Royale in Montenegro (e molte altre scene in Repubblica Ceca). Qui le sensazioni di James Bond sono contrastate a causa dei suoi sentimenti che lo hanno reso umano. Un’approccio interessante questo che ha spiegato un lato sensibile che ancora il franchising non aveva mai proposto.
Quantum of Solace del 2008 diretto da Marc Forster è la prosecuzione di Casino Royale. Le tracce della pellicola precedente sono evidenti, soprattutto le emozioni che James Bond ha a causa della morte di Vesper Lynd. 007, trasportato dalla sete di vendetta, lo ha portato a indagare su Dominic Greene che ha intenzione di controllare le risorse naturali nel Sud America per conto della rete Quantum. Come accennato, le emozioni di James Bond sono uno dei fulcri principali del film e questo filone sarà attuale anche nei prossimi film.
Skyfall del 2012 diretto da Sam Mendes è il miglior film della saga con Daniel Craig, ma probabilmente dell’intero franchising di 007. A 50 anni dalla nascita delle avventure di James Bond, la pellicola è stata un vero e proprio capolavoro di trama, scenografie e musiche. La trama ruota attorno alla diffusione delle identità degli agenti sotto copertura dell’MI6. In molti hanno pensato che 007 fosse morto per poi iniziare ad indagare su Raoul Silva, l’antagonista di questa pellicola. Qui la vulnerabilità emotiva di James Bond è stata portata ai massimi livelli.
Spectre del 2015 diretto da Sam Mendes ha portato James Bond ad essere più riflessivo sulle azioni. L’antagonista è la SPECTRE (tornata in azione dopo diversi film) con Ernst Stavro Blofeld (acerrimo nemico di 007). Un ritorno alle origini della saga molto importante questo cercando di collegare i diversi film precedenti con l’attualità moderna. Le sequenze d’azione si distinguono per spettacolarità e ambizione produttiva. Un film attuale che ha oramai messo 007 nella modernità.
No Time to Die del 2021 diretto da Cary Joji Fukunaga è l’ultimo film del franchising (per ora) e di Daniel Craig. Il livello di drammaticità è stato elevato in questa pellicola e James Bond ne è uscito quasi sconfitto. Dopo aver provato ad aiutare Felix Leiter a scoprire un complotto armato biotecnologico, 007 si è scontrato con Lyutsifer Safin che ha intenzione di uccidere attraverso la genetica. James Bond porta a termine la missione al prezzo della propria vita. Un gesto eroico che ha colpito il cuore del pubblico capendo il grande coraggio dell’agente segreto.
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