Spielberg contro Netflix: “Non girerei mai un film per loro”

steven Spielberg, netflix

Il rapporto tra Steven Spielberg e Netflix non è mai stato particolarmente disteso. Da anni il celebre regista americano sostiene con forza il valore dell’esperienza cinematografica in sala, criticando il modello distributivo adottato dalla piattaforma di streaming. Una posizione che oggi ribadisce con ancora maggiore decisione, escludendo qualsiasi futura collaborazione con il colosso guidato da Ted Sarandos.

Già nel 2018 Spielberg aveva sollevato un acceso dibattito nel settore, dichiarando che i film prodotti da Netflix avrebbero dovuto concorrere agli Emmy piuttosto che agli Oscar. Secondo il regista, una breve distribuzione nelle sale, utilizzata esclusivamente per soddisfare i requisiti di ammissibilità agli Academy Awards, non è sufficiente per considerare un’opera una vera uscita cinematografica.

Ora, in un’intervista rilasciata a ITV News, Spielberg torna sull’argomento e afferma senza mezzi termini che non realizzerebbe mai un film per Netflix, a meno che non fosse «qualcuno che realizza film destinati a essere distribuiti come piccole cassette o piccoli DVD ai singoli utenti».

Sono un regista che crede nel grande schermo e nell’esperienza cinematografica in 70 mm

La sua posizione è strettamente legata al valore collettivo della visione in sala. Spielberg sottolinea infatti l’importanza dell’energia che si crea in una sala cinematografica gremita, dove persone sconosciute condividono emozioni, risate e momenti di tensione all’unisono. Un elemento che, a suo giudizio, non può essere replicato attraverso la visione domestica.

Il regista osserva inoltre che, realizzando contenuti per Netflix, sarebbe consapevole del fatto che «sarebbero visti solo da milioni di persone sui loro schermi domestici», una prospettiva che si scontra con il suo obiettivo principale: creare film pensati per le grandi sale cinematografiche.

Spielberg è molto lontano da Netflix anche sul fronte distributivo

steven Spielberg

La distanza tra Spielberg e Netflix emerge anche sul fronte distributivo. A differenza di concorrenti come Apple e Amazon, che negli ultimi anni hanno garantito a numerose produzioni una distribuzione cinematografica ampia e strutturata prima dell’arrivo in streaming, Netflix continua a privilegiare il proprio modello. Generalmente la piattaforma concede uscite limitate nelle sale soltanto ad alcuni titoli con ambizioni da Oscar, spesso per periodi molto brevi.

Una delle rare eccezioni riguarda Narnia di Greta Gerwig, che beneficerà di una finestra cinematografica di 45 giorni. Tuttavia, poche settimane dopo l’annuncio, il responsabile della divisione cinematografica di Netflix, Dan Lin, ha chiarito che l’azienda non intende collaborare in futuro con registi che considerano indispensabile una distribuzione tradizionale nelle sale.

Eppure Netflix è riuscita negli anni a finanziare progetti particolarmente ambiziosi di autori come Noah Baumbach, David Fincher, Martin Scorsese, Joel ed Ethan Coen, Jane Campion, Alfonso Cuarón, Todd Haynes e Guillermo del Toro, offrendo loro la possibilità di realizzare opere che molti studi tradizionali avevano scelto di non sostenere.

Resta quindi una domanda aperta: alcuni di questi film sarebbero mai esistiti senza il supporto economico di Netflix?

Per Steven Spielberg, però, la risposta non cambia. Il regista rimane fedele alla sua visione del cinema e continuerà a realizzare opere concepite per essere vissute sul grande schermo, davanti a un pubblico riunito in sala.

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