Christopher Nolan ne l’Odissea ci racconta di un Ulisse che cerca di tornare a casa dopo la grande vittoria su Troia, grazie al suo ingegno ed al suo intelletto. Così come Omero nella sua epopea, anche Nolan ci fa capire, sul finale del film, quanto Ulisse abbia capito l’impatto devastante che ha avuto la sua mossa per vincere la guerra e quanto costerà all’umanità negli anni che verranno.
Durante tutto l’arco del suo viaggio verso Itaca ne l’Odissea. Ulisse, interpretato da un bravissimo Matt Damon, è perseguitato dalle visione di una Troia in fiamme, dopo che l’esercito greco è riuscito ad entrare nelle mura invalicabili di Troia e raderla al suolo, mettendola alle fiamme. Il Re di Itaca non si da pace per il suo piano, sia perché è andato contro il volere degli dei, soprattutto di Poseidone, ma soprattutto perché ha capito che col suo gesto ha cambiato per sempre il secolo in cui vive.
Infatti, se c’era una legge al tempo della Guerra di Troia, era quella dell’accoglienza di Zeus, che declamava l’importanza di un dono in nome degli dei, e che nessuno doveva rompere per evitare la loro ira. Ulisse fece proprio questo, andò contro il volere degli dei, facendoli infuriare, questo gli complicò si il viaggio verso casa, ma cambiò per sempre la prospettiva delle guerre futuro, perché in questo modo ogni regola sarebbe venuto meno, anche quella più sacra che vedeva gli dei al centro delle vite di tutti.
C’è un uomo, però, che si può accomunare a quanto fece Ulisse ne l’Odissea e che ha cambiato a sua volta il tempo in cui viviamo: ovvero Robert Oppenheimer, messo in scena sempre da Christopher Nolan nel suo film.
Ulisse ed Oppenheimer: epoche diverse, ma un unico destino, cambiare le sorti del mondo

In molti non apprezzeranno questo parallelismo, anche perché non sto paragonando Odissea ed Oppenheimer, sono due film diversi, ma in qualche modo vicini, soprattutto per i due personaggi protagonisti. Questo perché sia l’Ulisse di Matt Damon, che Robert Oppenheimer di Cillian Murphy, hanno in comune una cosa ben specifica: quella di aver cambiato entrambe le loro epoche con una creazione che ha si, rivoluzionato tutto, ma che ha anche causato milioni di morti.
Abbiamo visto ne L’Odissea di Nolan, la vergogna, ed il dubbio insinuarsi in Ulisse sul finale, quasi pentendosi della sua creazione, anche se questa ha portato alla vittoria dei greci sui troiani. Abbiamo anche vissuto con Oppenehimer uno dei più grandi dubbio della storia dell’umanità: giusto creare la Bomba Atomica per risolvere un conflitto, anche se è poi costato miliardi di vite, cambiando il concetto di guerra?
Perché si, possiamo tranquillamente accostare la creazione del Cavallo di Troia a quella della Bomba Atomica, due avvenimenti che, a modo loro, hanno impattato pesantemente sulla storia. Quel cavallo, dato come regalo ad un popolo come segno di pace in nome degli dei, ha poi cambiato le carte in tavoli per le guerre future. Stesso discorso con la Bomba. Nolan è stato bravo, però, a parlarci degli uomini dietro a questi cambiamenti.
L’Odissea come Oppenheimer, ed Ulisse come lo scienziato

“Ora sono diventato morte, distruttore di mondi!”
Questa è una delle frasi che descrive al meglio Robert Oppenheimer nel film diretto sempre da Christopher Nolan. Un uomo che inizialmente non aveva capito l’impatto che avrebbe avuto la sua invenzione sul futuro del mondo. Così come Ulisse, ne l’Odissea, non era pronto e preparato a ciò che sarebbe accaduto quando l’esercito greco sarebbe entrato a Troia.
Due esplosioni, due modi diversi di esplodere. Da una parte l’esplosione di una rabbia e di una frustrazione durata 10 anni di assedio, da un’altra, invece, un esplosione che uccise diversi miliardi di persone, mettendo fine ad une delle guerra più lunghe della storia. Due uomini, uniti dallo stesso peso, milioni di vite causate dalle loro invenzioni.
Nolan è riuscito alla perfezione a catturare il peso di entrambi. Tutti e due afflitti da allucinazioni di morti deformati e caduti violentemente in battaglia. Non solo uomini nemici, ma anche donne e bambini sono morti a causa delle loro creazioni. Una delle cose migliori de L’Odissea di Nolan è proprio la messa in scena del dolore di Ulisse per ciò che ha fatto, un peso che lo ha accompagnato per tutto il viaggio.
Lo stesso peso che ha accompagnato Oppenheimer nella tomba, e che lo ha fatto abbandonare per sempre i successivi progetti futuri per la Bomba H, cercando in qualche modo di alleviare il dolore che portava con se. Nolan, come sempre, non delude, ed anzi ci fa entrare in contatto con Ulisse, facendoci capire il suo peso interiore.
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