L’Odissea di Christopher Nolan porta sullo schermo creature e figure mitologiche con una fedeltà sorprendente, ma anche con reinterpretazioni che rendono il mito più viscerale e cinematografico. Tra le sequenze più scioccanti c’è quella dell’incontro con un bambino gigante che ride, poi urla, e richiama una tribù di colossi armati pronti a massacrare gli uomini di Ulisse.
Chi sono davvero questi giganti? Perché attaccano con tanta ferocia? E cosa cambia rispetto al poema di Omero?
La risposta è una sola: i Lestrigoni, una delle razze più brutali della mitologia greca.
Chi sono i Lestrigoni nell’Odissea

Nel mito, i Lestrigoni sono una tribù di giganti cannibali, discendenti da Lestrigon, figlio di Poseidone. Questo li collega direttamente ai ciclopi e a Polifemo, che Ulisse aveva appena accecato. Il film suggerisce chiaramente che l’incontro non è casuale: Ulisse è sotto la maledizione del dio del mare, e approdare sulla loro costa è parte della vendetta divina.
Nolan reinterpreta i Laestrygoni come super‑soldati corazzati, enormi ma non giganteschi come nel poema. Il bambino incontrato da Ulisse e dai suoi uomini è il figlio del re Antifate, sovrano della città di Telepylos. Nel mito, la figlia di Antifate guida gli esploratori alla reggia, dove la regina gigante e il re divorano uno dei greci. Nolan condensa tutto in una scena più immediata e feroce.
Perché attaccano Ulisse e i suoi uomini
La connessione con Poseidone è fondamentale. Ulisse ha appena accecato Polifemo, figlio del dio del mare. Poseidone scatena tempeste, fame e ostacoli, e l’arrivo sulla costa dei Lestrigoni è un altro tassello della punizione.
Nel film, il bambino gigante ride, poi urla, e richiama gli adulti. La tribù attacca senza esitazione, sterminando quasi tutto l’equipaggio e distruggendo due delle tre navi rimaste. Ulisse fugge con una sola imbarcazione, proprio come nel poema.
Nolan riduce la scala del mito, ma ne mantiene l’essenza. Nell’Odissea originale:
- i Laestrygoni sono “grandi come montagne”
- divorano gli uomini
- distruggono undici delle dodici navi
- scagliano massi dalle scogliere
- pescano i cadaveri per banchettare
Nel film, la brutalità è meno grafica, ma la tensione è più immediata. I giganti inseguono Ulisse nella foresta, poi sulla spiaggia, e infine attaccano le navi. La scena è più breve, ma conserva il senso di inevitabilità e terrore.
Nolan ha probabilmente scelto di ridurre la scala per differenziare i Laestrygoni dai ciclopi, già mostrati poco prima, e per mantenere coerenza visiva nel mondo del film.

Il ruolo dei Lestrigoni nella maledizione di Poseidone ne l’Odissea
L’incontro con i giganti non è solo un ostacolo narrativo: è un simbolo della vendetta divina. Poseidone non appare mai direttamente nel film, ma la sua presenza è costante. Ogni tempesta, ogni perdita, ogni creatura ostile è un frammento della sua ira.
I Laestrygoni, come discendenti del dio, sono parte della punizione. Ulisse non è un eroe che affronta mostri casuali: è un uomo che paga il prezzo di aver sfidato una divinità.
Perché i Lestrigoni rivelano la vera natura dell’Odissea
L’incontro con i Lestrigoni mostra che l’Odissea non è solo un viaggio avventuroso: è una lotta contro forze cosmiche che trascendono l’uomo. Nolan trasforma i giganti in un simbolo della vendetta di Poseidone, mantenendo intatta la potenza del mito pur adattandolo al linguaggio del cinema moderno. Capire chi sono davvero questi colossi significa comprendere la natura profonda del viaggio di Ulisse: un percorso di colpa, punizione e sopravvivenza.
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