Con l’addio di Roger Moore nei panni di James Bond, il franchising di 007 ha avuto una notevole modernizzazione e un duplice attore. Gli anni 80 e 90 hanno visto 6 film dell’agente segreto con licenza di uccidere e ad interpretarlo sono stati Timothy Dalton e Pierce Brosnan. Due attori che hanno modificato lo stile di James Bond adattandolo ai tempi e alle vicende più moderne.
Timothy Dalton: un James Bond più simile al passato
Zona pericolo del 1987, diretto ancora una volta da John Glen, ha segnato l’esordio nei panni di James Bond di Timothy Dalton. Rispetto alle interpretazioni di Roger Moore, 007 appare più duro e compatto con uno stile più britannico. In questo film l’agente segreto aiuta un generale del KGB a disertare (apparentetmente), ma è solo una trappola architettata dal trafficante di armi Brad Whitaker. 007 ha il compito di svelare questo intrigo internazionale e sventare il traffico di oppio. Le location della pellicola sono state Vienna, Tangeri e l’Asia Centrale.
Vendetta privata del 1989, diretto come sempre da John Glen, è l’ultimo di Timothy Dalton. Le avventure di James Bond sono notevolmente diverse rispetto al passato: qui l’agente segreto è motivato da situazioni personali che lo hanno reso instabile e fuori controllo. Questo perchè ha saputo della morte della moglie di un agente della CIA (torturato e mutilato da Franz Sanchez) e con questa motivazione di vendetta ha lasciato MI6 infiltrandosi nell’organizzazione criminale per vendicarsi. Uno 007 più cupo, marcato in questa pellicola che lo ha reso più umano e più vendicativo.
Pierce Brosnan rilancia James Bond
Per sei anni le avventure di James Bond non sono state narrate al cinema a causa di diverse vicende legate a controversie sui diritti del franchise. Con l’addio di Timothy Dalton, la scelta è ricaduta su Pierce Brosnan che già in passato ebbe la chance di essere 007 dopo l’addio Roger Moore. Il primo film è stato GoldenEye del 1995 diretto da Martin Campbell. Qui l’agente segreto indaga sul furto di un’arma satellitare dei sovietici chiamata appunto GoldenEye. L’antagonista è Alec Trevelyan, un ex agente 006 creduto morto, che ha l’intento di vendicarsi sulla Gran Bretagna. Questo film è un misto tra gli stili appartenenti ai James Bond di Sean Connery, di Roger Moore e di Timothy Dalton.
Tomorrow Never Dies del 1997 diretto da Roger Spottiswoode ha introdotto nuovi schemi. Qui James “Bond si trova a confrontarsi con il potere della comunicazione globale e della manipolazione dell’informazione (paura che ha attanagliato la fine degli anni 90). Cavalcando questo si è deciso di trasformare 007 in un abile esperto di media per fronteggiare il magnate Elliot Carver. Qui l’antagonista ha intenzione di scatenare una guerra tra Regno Unito e Cina per incrementare gli ascolti della propria rete globale.
The World Is Not Enough del 1999 diretto da Michael Apted è un mix tra azione, intrighi politici e tradimenti. James Bond ha il compito di proteggere Elektra King, l’ereditiera di un magnate del petrolio ucciso. Le abilità di 007 saranno determinanti per scombinare i piani di un terrorista che intenzione di creare una catastrofe nucleare. Le ambientazioni di questa pellicola si sono suddivise a Londra, Caucaso e a Istanbul. Un film molto adrenalinico che lanciato il franchising nel futuro nuovo millennio.
Die Another Day del 2002 è l’ultimo film con Pierce Brosnan protagonista. La direzione di Lee Tamahori ha una trama molto intrecciata. Qui si sono combinati aspetti dello spionaggio, di fantascienza e dell’azione tecnologica. James Bond è stato imprigionato in Corea del Nord dopo una missione fallita. Dopo esser stato liberato, 007 scopre che Gustav Graves ha intenzione, con un’arma satellitare, di distruggere obiettivi sensibili sulla Terra. Ancora una volta la tecnologia viene messa in posizione rivelante per cercare di dare un contatto con la vita reale.
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