Mostra del Cinema di Venezia 2026, salta la conferenza stampa della giuria: è polemica

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 si prepara a vivere un’edizione destinata a far discutere ancora prima dell’apertura ufficiale. Il Festival di Venezia ha infatti deciso di cancellare la tradizionale conferenza stampa della giuria internazionale, un appuntamento che solitamente permette ai giornalisti di incontrare il presidente e i membri della giuria alla vigilia della manifestazione.

La decisione è particolarmente insolita e arriva in un momento nel quale le grandi rassegne cinematografiche internazionali sono sempre più coinvolte in discussioni legate alla politica globale, alla libertà d’espressione e al conflitto tra Israele e Palestina.

Il festival ha confermato la cancellazione, spiegando che alla base della scelta ci sarebbe un “conflitto di programmazione”. Non è stata invece fornita una motivazione legata alle possibili domande politiche che avrebbero potuto caratterizzare l’incontro.

Festival di Venezia 2026, perché è stata cancellata la conferenza della giuria?

La conferenza stampa della giuria rappresenta tradizionalmente uno dei momenti istituzionali della Mostra del Cinema di Venezia. Quest’anno, però, l’appuntamento non si terrà.

Secondo quanto comunicato dal festival, la cancellazione sarebbe dovuta esclusivamente a problemi di calendario. Una spiegazione che arriva mentre il contesto internazionale rende particolarmente delicato il rapporto tra festival cinematografici, artisti e attualità politica.

Negli ultimi anni, infatti, le conferenze stampa delle giurie sono diventate spesso occasioni nelle quali registi, attori e presidenti vengono chiamati a esprimersi su guerre, crisi internazionali e questioni politiche.

La scelta di Venezia ha quindi inevitabilmente attirato l’attenzione del mondo del cinema.

La politica internazionale al centro dei grandi festival cinematografici

La decisione della Mostra di Venezia arriva dopo diverse esperienze caratterizzate da conferenze stampa particolarmente accese.

Anche altri importanti festival europei hanno dovuto affrontare domande insistenti sulla guerra tra Israele e Hamas, sulla situazione a Gaza e sul ruolo degli artisti di fronte ai conflitti internazionali.

L’edizione precedente di Venezia aveva già mostrato quanto il tema potesse diventare centrale. Durante una conferenza della giuria, il presidente Alexander Payne aveva ammesso di non essere preparato a rispondere alle domande relative alla situazione a Gaza, mentre la discussione politica aveva finito per occupare una parte significativa dell’attenzione mediatica.

Dalla Berlinale a Cannes: le conferenze stampa diventano terreno di confronto

Il caso Venezia non rappresenta un episodio isolato.

Alla Berlinale 2026, la conferenza stampa inaugurale della giuria era stata caratterizzata da un acceso confronto sul rapporto tra cinema e politica. Il presidente della giuria Wim Wenders aveva invitato gli autori cinematografici a non trasformare necessariamente il cinema in uno strumento di confronto politico.

Le sue dichiarazioni avevano provocato reazioni e costretto il festival a intervenire pubblicamente a difesa della giuria, invitando a un approccio differente durante gli incontri con la stampa.

Anche il Festival di Cannes aveva affrontato discussioni analoghe, con il tema della censura diventato uno degli argomenti più dibattuti durante la conferenza della giuria.

Il quadro internazionale rende quindi particolarmente significativo ciò che sta accadendo a Venezia.

Chi sono i giurati della Mostra del Cinema di Venezia 2026?

La giuria internazionale della Mostra del Cinema di Venezia 2026 è presieduta da Maggie Gyllenhaal, attrice e regista statunitense.

Accanto a lei siedono personalità provenienti da mondi e Paesi differenti:

  • Kaouther Ben Hania, regista e sceneggiatrice tunisina;
  • Daniel Blumberg, compositore e artista britannico;
  • Francesco Casetti, professore italiano;
  • Xavier Giannoli, regista e sceneggiatore francese;
  • Shahrbanoo Sadat, regista e sceneggiatrice afghana;
  • Johnnie To, regista e produttore di Hong Kong.

Una composizione internazionale che, proprio per la varietà delle esperienze e delle provenienze, avrebbe potuto rendere la conferenza particolarmente interessante dal punto di vista giornalistico.

Kaouther Ben Hania e il precedente di The Voice of Hind Rajab

Tra i componenti della giuria c’è anche Kaouther Ben Hania, figura particolarmente legata al dibattito cinematografico sulla questione palestinese.

La regista tunisina era stata protagonista dell’edizione precedente della Mostra con The Voice of Hind Rajab, opera dedicata alla tragica vicenda di Hind Rajab, una bambina palestinese di cinque anni.

La presenza di Ben Hania nella giuria del 2026 rende inevitabile l’attenzione sul tema politico, soprattutto considerando il clima internazionale e le numerose iniziative legate alla Palestina che stanno accompagnando l’avvicinamento al festival.

Venezia 2026, la questione palestinese torna al centro dell’attenzione

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si prepara infatti a un’edizione nella quale la politica potrebbe avere un ruolo importante.

Tra gli elementi più discussi figurano l’inserimento del documentario NAZA, legato al conflitto tra Israele e Palestina, e la presenza del film russo DAU.

A rendere ancora più acceso il dibattito è arrivata anche una lettera aperta firmata da numerose personalità della cultura internazionale. Tra i firmatari figurano, secondo le informazioni diffuse, la scrittrice Premio Nobel Annie Ernaux, il cofondatore dei Pink Floyd Roger Waters e registi come Matteo Garrone e Isabel Coixet.

La richiesta rivolta alla Biennale di Venezia e al festival è quella di adottare azioni concrete a sostegno della Palestina.

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 quando inizia?

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 si svolgerà dal 2 al 12 settembre 2026.

L’annullamento della conferenza stampa della giuria arriva quindi a pochi giorni dall’inizio ufficiale della manifestazione. L’attenzione è ora concentrata sui film in programma, sulle star attese al Lido e, inevitabilmente, sulle possibili discussioni politiche che potrebbero emergere durante il festival.

La decisione di eliminare uno degli appuntamenti tradizionali con la stampa potrebbe contribuire ad aumentare ulteriormente la curiosità attorno all’edizione di quest’anno.

Una scelta organizzativa o una risposta al clima politico?

Il Festival di Venezia insiste sulla motivazione organizzativa e parla di un problema di programmazione. Il contesto, tuttavia, rende la decisione oggetto di inevitabili interrogativi.

Non ci sono elementi sufficienti per affermare che la cancellazione sia stata determinata dalle possibili domande sulla guerra a Gaza o sulla questione palestinese. Il festival, anzi, ha respinto questa interpretazione.

Resta però il dato di fatto: la decisione arriva in un momento in cui le conferenze stampa dei festival cinematografici sono diventate importanti luoghi di confronto su cinema, politica e conflitti internazionali.

Per questo motivo, la scelta della Mostra del Cinema di Venezia 2026 sarà osservata con particolare attenzione durante i prossimi giorni.

Venezia 2026 si prepara a un’edizione sotto i riflettori

Con la conferenza della giuria cancellata, l’edizione 2026 della Mostra si apre dunque all’insegna di una domanda: quanto spazio avrà la politica durante il festival?

La risposta arriverà direttamente dal Lido. Tra film internazionali, grandi ospiti, dibattiti e incontri con la stampa, Venezia dovrà gestire un’edizione nella quale il cinema sembra destinato a confrontarsi ancora una volta con le questioni più controverse dell’attualità.

E proprio per questo, nonostante la conferenza stampa della giuria sia stata cancellata, il confronto pubblico potrebbe essere tutt’altro che assente.

Seguici sul nostro canale Instagram per altre storie!