Pompei, oltre la cenere: recensione dell’emozionante viaggio di Tom Hiddleston nel giorno che cambiò la storia

Pompei

Ci sono luoghi che conosciamo così bene da avere quasi l’impressione di esserci già stati, anche senza averli mai visitati. Pompei è sicuramente uno di questi. La sua storia, l’eruzione del Vesuvio, le strade ricoperte di cenere, le case e i calchi delle vittime sono immagini che fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo. Eppure, Pompei: Oltre la Cenere con Tom Hiddleston, la nuova docuserie di National Geographic disponibile su Disney+, riesce a raccontare ancora una volta quella tragedia da una prospettiva sorprendentemente coinvolgente.

Partiamo da una premessa quasi inevitabile: noi italiani abbiamo un vero “re di Pompei”, e il suo nome è Alberto Angela. Nel corso degli anni ci ha accompagnato tra le rovine dell’antica città con la straordinaria capacità di trasformare l’archeologia in qualcosa di vivo, comprensibile ed emozionante. Per questo, quando ho saputo che sarebbe stato Tom Hiddleston a condurci nuovamente tra le strade di Pompei, ammetto di essere partita con curiosità, ma anche con un inevitabile confronto.

Tom Hiddleston è riuscito a conquistarmi con Pompei

Screenshot

L’attore non si limita a essere il narratore della storia della distruzione di Pompei. Diventa una sorta di investigatore del passato, accompagnato dalle scoperte di archeologi, storici, geologi e altri esperti. La serie mescola documentario, ricostruzioni e moderne tecnologie per cercare di rispondere a una domanda affascinante: cosa accadde davvero nelle ultime ore di Pompei e, soprattutto, quante persone ebbero una possibilità di salvarsi?

Ed è proprio qui che il documentario riesce a distinguersi

Non assistiamo semplicemente alla cronaca di un’eruzione. Non vediamo soltanto il Vesuvio esplodere e una città venire inghiottita dalla cenere. La macchina da presa ci porta dentro la vita quotidiana di tre persone realmente vissute a Pompei, ricostruendone le possibili vicende attraverso le tracce lasciate dalla storia.

Un giovane apprendista, una donna d’affari influente e un soldato della Guardia Pretoriana. Tre vite completamente diverse, tre persone che si ritrovano improvvisamente davanti alla stessa catastrofe e sono costrette a compiere scelte impossibili. Le loro storie vengono ricostruite grazie alle testimonianze archeologiche, alle iscrizioni, agli oggetti ritrovati e al lavoro degli studiosi.

È questo, probabilmente, l’aspetto che mi ha emozionata di più. Dopo pochi minuti smettiamo di considerarli semplicemente come “vittime di Pompei” e iniziamo a immaginarli come persone reali: con un lavoro, delle responsabilità, delle paure, degli affetti e, soprattutto, un futuro che avrebbe potuto essere completamente diverso.

Ancora più interessante è il fatto che le nuove ricerche archeologiche stiano mettendo in discussione l’idea che tutti gli abitanti di Pompei siano morti improvvisamente durante l’eruzione. Molte persone ebbero infatti il tempo di fuggire e, dopo la catastrofe, numerosi sopravvissuti dovettero abbandonare la propria città e cercare un nuovo luogo in cui ricominciare.

Questa prospettiva cambia completamente il nostro modo di guardare alla tragedia

Seguire queste tre persone significa anche chiederci continuamente cosa avremmo fatto noi al loro posto. Saremmo rimasti? Avremmo cercato qualcuno? Avremmo avuto il coraggio di fuggire? Avremmo capito in tempo che quei terremoti e quella pioggia di cenere annunciavano qualcosa di terribile?

Tom Hiddleston riesce molto bene a trasmettere questo senso di urgenza. Non è soltanto una voce che racconta gli avvenimenti: partecipa all’indagine, incontra gli studiosi, osserva le prove e prova a ricostruire, passo dopo passo, le possibili decisioni dei protagonisti. Un approccio molto cinematografico che rende la storia accessibile e coinvolgente anche per chi normalmente non segue i documentari storici.

Attraverso queste ricostruzioni possiamo tornare indietro di quasi duemila anni e immaginare una città piena di vita prima che il Vesuvio la trasformasse in una delle più straordinarie testimonianze del mondo romano. La forza della serie sta proprio nel ricordarci che sotto quelle rovine non c’è soltanto archeologia: c’erano persone.

Persone che amavano, lavoravano, discutevano, avevano paura e facevano progetti.

Play

Ed è per questo che, arrivati alla fine, ci sentiamo così vicini ai tre protagonisti. Le loro sorti diventano qualcosa di personale. Non sono più semplici nomi perduti nel tempo, ma esseri umani che, grazie al lavoro degli studiosi, possono ancora raccontarci qualcosa di sé.

Non credo che Tom Hiddleston possa spodestare Alberto Angela dal suo trono di “re di Pompei”. Quello, almeno per noi italiani, resta saldamente occupato. Ma devo ammettere che Hiddleston ha fatto un lavoro davvero riuscito. Ha trovato un modo diverso per raccontare una storia che pensavamo di conoscere già, ricordandoci che, anche dopo quasi duemila anni, Pompei continua a parlare.

Pompei, oltre la cenere con Tom Hiddleston non è soltanto un documentario sull’eruzione del Vesuvio. È una storia di vite spezzate, scelte, sopravvivenza e memoria. Una storia che, attraverso la ricerca scientifica e archeologica, riesce a trasformare tre sconosciuti vissuti duemila anni fa in persone capaci ancora oggi di emozionarci.

Perché quando un documentario riesce a farci provare qualcosa per persone vissute quasi duemila anni fa, significa che ha raggiunto il suo obiettivo più importante:

Ha riportato in vita la storia.

Se volete rimanere sempre aggiornati, seguiteci anche sulla nostra pagina Instagram!

Recensione – Pro & Contro

Voto ★★★★☆

PRO

  • Emozionante, con uno sguardo diverso agli eventi accaduti a Pompei da parte di Tom Hiddleston
  • Tom Hiddleston in versione Alberto Angelo che non sfigura

CONTRO

  • -