Il finale della terza stagione di House of the Dragon ha segnato una svolta decisiva per la guerra civile dei Targaryen, preparando il terreno per gli scontri conclusivi della serie. La battaglia di Tumbleton, i tradimenti all’interno dei due schieramenti e la tragica morte di Helaena hanno portato Rhaenyra sempre più vicino a una trasformazione che ricorda, per certi versi, quella di Daenerys Targaryen in Game of Thrones. Ma secondo lo showrunner Ryan Condal, le due storie seguono percorsi molto diversi.
Il finale della terza stagione di House of the Dragon

Il finale della terza stagione di House of the Dragon ha offerto un’epica battaglia, paragonabile ad alcuni dei momenti più spettacolari di Game of Thrones. Il conflitto si era sviluppato per gran parte della stagione, dopo che Rhaenyra Targaryen (Emma D’Arcy) aveva consolidato la propria posizione nella lotta per il Trono di Spade.
Lord Ormund Hightower (James Norton) e le sue forze avevano occupato Tumbleton, città situata a sud-ovest di Approdo del Re, sfruttandone la posizione strategica per mettere in difficoltà il dominio di Rhaenyra su più fronti. Alla fine, la regina decise di reagire e inviò suo marito, il principe Daemon Targaryen (Matt Smith), a conquistare la città.
I tradimenti di Tumbleton ha mantenuto pienamente la promessa del titolo, mostrando come una serie di tradimenti e alleanze spezzate abbiano contribuito a trasformare Tumbleton in un campo di battaglia devastato dalle fiamme.
È difficile stabilire chi abbia realmente vinto lo scontro. Una cosa, però, è certa: Westeros non sarà più lo stesso quando la notizia della distruzione della città si diffonderà nei Sette Regni. Il conflitto tra Verdi e Neri ha mostrato ancora una volta quanto possa essere devastante il potere dei Targaryen, soprattutto quando a entrare in gioco sono i draghi.
A rendere ancora più drammatico il finale della terza stagione di House of the Dragon è stata la morte di Helaena Targaryen, sorella di Rhaenyra, che ha scelto di togliersi la vita piuttosto che rimanere ostaggio. Prima di morire, Helaena ha lasciato un’ultima profezia, ricamata su un tessuto, che sembra preannunciare una sanguinosa fine per la regina Rhaenyra.
Lo showrunner di House of the Dragon promette un finale all’altezza della serie
Il finale della terza stagione di House of the Dragon ha quindi rappresentato un punto di svolta, preparando il terreno per gli ultimi e sanguinosi scontri della quarta stagione.
Rhaenyra ha intrapreso una strada che potrebbe portarla a diventare una sovrana sempre più spietata, ricordando sotto alcuni aspetti la trasformazione di Daenerys Targaryen (Emilia Clarke) in Game of Thrones. Nel corso della stagione, infatti, la protagonista ha progressivamente perso il controllo della situazione, allontanandosi dalle persone a lei più vicine e adottando decisioni sempre più estreme.
I fan di Game of Thrones conoscono bene il rischio di un finale controverso. L’ultima stagione della serie madre ha lasciato una profonda delusione in parte del pubblico e, proprio per questo, le aspettative nei confronti della conclusione di House of the Dragon sono particolarmente alte.
In una nuova intervista con EW, lo showrunner Ryan Condal ha parlato dei progetti per la quarta stagione e della volontà di offrire ai fan una conclusione all’altezza della storia raccontata finora:
“La quarta stagione sarà ancora più grande. Abbiamo nuovi personaggi, nuovi draghi e nuove ambientazioni, tutto in arrivo, che credo renderanno questa stagione finale davvero degna di nota.”
Le parole di Condal sembrano confermare che l’ultima stagione punterà ulteriormente sulla spettacolarità, introducendo nuovi personaggi, draghi e ambientazioni destinati ad accompagnare la serie verso la sua conclusione.
House of the Dragon ha rovinato Rhaenyra come Game of Thrones ha rovinato Daenerys?

Le dichiarazioni di Ryan Condal arrivano mentre i fan discutono già del percorso intrapreso da Rhaenyra nella seconda metà della terza stagione di House of the Dragon. Dopo essere arrivata ad Approdo del Re per reclamare il Trono di Spade, la protagonista si è rivelata sempre più incapace di consolidare il proprio potere.
Rhaenyra non è riuscita a eliminare definitivamente i suoi avversari né a garantire stabilità al proprio regno. Allo stesso tempo, ha progressivamente perso la fiducia del popolo e si è allontanata dalla sua famiglia, dai suoi amici e dai suoi alleati più importanti.
Nel finale, la situazione è precipitata ulteriormente. Rhaenyra ha costretto Helaena, incinta, a essere alimentata con la forza, ha ordinato l’assassinio dell’Alto Septon e si è proclamata la prescelta dagli dei, convinta di essere il Principe che fu promesso destinato a proteggere l’umanità dalla minaccia del Lungo Inverno.
Una trasformazione che inevitabilmente ricorda quella di Daenerys in Game of Thrones. La Madre dei Draghi era stata inizialmente presentata come una liberatrice e una combattente contro la tirannia, prima di trasformarsi progressivamente in una sovrana sempre più autoritaria e, infine, in una figura responsabile della distruzione di Approdo del Re.
Secondo Condal, tuttavia, il parallelismo tra le due Targaryen deve essere interpretato con attenzione. Entrambe possono arrivare a essere sovrane spietate, ma il loro rapporto con il potere è profondamente diverso.
Questo è uno di quei temi esistenziali che attraversano l’intero universo di Game of Thrones, ovvero il fascino del Trono di Spade, ciò che fa a chi ne è soggiogato o a chi cerca di raggiungerlo”, ha spiegato Condal. “La grande differenza tra Rhaenyra e Daenerys è che Daenerys è arrivata al Trono di Spade solo alla fine, dopo aver distrutto la città. Rhaenyra vive l’esperienza di possedere il trono, di cercare di mantenerlo e di esserne, in un certo senso, trasformata e cambiata. Quindi penso che siano due situazioni molto diverse, ma credo che i parallelismi rimandino ai temi più ampi dell’universo di A Song of Ice and Fire, ovvero l’orgoglio, il potere e come il potere corrompe
Il destino di Rhaenyra è già scritto nei libri di George R.R. Martin?
Esiste però una differenza fondamentale tra le due storie. I fan conoscono già il destino di Rhaenyra grazie a Fuoco e sangue, il romanzo di George R.R. Martin dal quale è tratta House of the Dragon.
La sua trasformazione e gli eventi che la attendono non sono quindi una scelta narrativa completamente nuova degli sceneggiatori, ma fanno parte della storia raccontata da Martin. Questo rende il suo percorso particolarmente diverso da quello di Daenerys, il cui destino televisivo è stato raccontato prima che l’autore completasse gli ultimi due romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.
L’ultima stagione di Game of Thrones continuerà inevitabilmente a portare con sé il peso di aver superato il materiale pubblicato da Martin. L’autore, infatti, non ha ancora completato The Winds of Winter e A Dream of Spring, i due romanzi conclusivi della saga.
Nel caso di House of the Dragon, invece, la progressiva caduta di Rhaenyra era già stata anticipata fin dalle prime fasi della terza stagione e ha trovato sempre più spazio nella seconda metà della storia, dopo la sua ascesa al Trono di Spade.
La domanda, a questo punto, riguarda soprattutto il modo in cui la serie deciderà di raccontare la sua caduta.
Rhaenyra è destinata a seguire lo stesso percorso di Daenerys oppure la sua discesa nella follia avrà un significato più profondo e coerente con i temi di House of the Dragon? La quarta stagione, che concluderà la serie, avrà il compito di dare una risposta definitiva a questa domanda.
A voi è piaciuto il finale della terza stagione di House of the Dragon?
Ricordatevi di seguirci sulla nostra pagina Instagram.

