Una Battaglia Dopo L’Altra: recensione, Paul Thomas Anderson firma il suo film più politico

David di Donatello

Una Battaglia Dopo L’Altra è un film del 2025 scritto, diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson. La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo Vineland di Thomas Pynchon e ha un cast composto da Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro. Regina Hall, Teyana Taylor e Chase Infiniti. Il film ha avuto ben 13 Candidature agli Oscar 2026, cerimonia che si è svolta tra la notte del 15 e del 16 Marzo, e ha vinto ben 6 statuette: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Non Protagonista (Sean Penn, per la terza volta nella sua carriera), Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio e Miglior Casting. Il film è uscito al cinema a Settembre 2025 ed ora è disponibile sulla piattaforma streaming HBO Max.

Una Battaglia dopo l’Altra, la trama del film di Anderson

Il rivoluzionario in declino Bob (Leonardo DiCaprio) vive in uno stato di paranoia confusa, sopravvivendo ai margini della società insieme alla sua vivace e indipendente figlia Willa (Chase Infiniti). Quando, dopo sedici anni, il suo acerrimo nemico, il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn), riappare e Willa scompare, l’ex-militante radicale si lancia in una disperata ricerca. Padre e figlia dovranno affrontare insieme le conseguenze del suo passato.

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Regia: il controllo totale di Anderson

Con Una Battaglia Dopo L’Altra (2025), Paul Thomas Anderson conferma la propria posizione tra i grandi autori contemporanei. La regia è estremamente ambiziosa e dimostra un controllo quasi assoluto sul ritmo e sul tono del racconto. Anderson alterna momenti di azione pura a lunghe sequenze contemplative, costruendo un film che oscilla tra thriller politico, dramma familiare e satira sociale. Le scene d’inseguimento e i lunghi movimenti di macchina sono orchestrati con una precisione quasi chirurgica, mentre il regista mantiene sempre al centro il rapporto umano tra i personaggi. Il risultato è un film monumentale ma sorprendentemente umano, in cui la spettacolarità non cancella mai l’intimità emotiva.

Una Battaglio dopo l’altra è un racconto politico e personale

La sceneggiatura, firmata dallo stesso Anderson, è complessa ma sorprendentemente accessibile rispetto ad altri lavori del regista. La storia segue Bob Ferguson, ex rivoluzionario costretto a confrontarsi con il proprio passato quando la figlia scompare e un vecchio nemico torna a minacciarlo. La scrittura riesce a fondere ironia, paranoia e tensione politica, tracciando un ritratto dell’America contemporanea che riflette sull’eredità della controcultura degli anni Sessanta e sul fallimento di molte utopie politiche. Una Battaglia dopo l’altra si muove continuamente tra registri diversi – dramma, commedia nera, azione – senza perdere coerenza narrativa.

Fotografia: un’America crepuscolare

La fotografia di Michael Bauman, realizzata anche con il contributo diretto di Anderson, è uno degli elementi più impressionanti di Una Battaglia dopo l’altra. Girato con il formato VistaVision, raramente utilizzato nel cinema contemporaneo, il film sfrutta una profondità visiva che restituisce paesaggi americani vasti e quasi mitologici. Le strade polverose della California, i motel decadenti e i deserti urbani diventano luoghi simbolici, riflesso dello stato mentale dei personaggi. La fotografia alterna luci naturali e tonalità calde con momenti più freddi e metallici, sottolineando il contrasto tra memoria e presente.

Montaggio: ritmo e tensione narrativa

Il montaggio di Andy Jurgensen gioca un ruolo cruciale nel tenere insieme le numerose linee narrative. Nonostante la durata considerevole de Una Battaglia dopo l’altra (oltre due ore e mezza), il film mantiene una tensione costante. Le sequenze d’azione sono montate con grande precisione, evitando la confusione visiva tipica di molti blockbuster contemporanei. Al contrario, Anderson privilegia una chiarezza spaziale che permette allo spettatore di percepire ogni movimento. Nei momenti più intimi il montaggio rallenta, concedendo spazio ai silenzi e alle espressioni degli attori.

Colonna sonora: Jonny Greenwood tra tensione e malinconia

La musica di Jonny Greenwood accompagna il film con una partitura inquieta e stratificata. Come nelle precedenti collaborazioni con Anderson, la colonna sonora non si limita a sottolineare le immagini ma diventa parte integrante del racconto. Greenwood alterna sonorità elettroniche, orchestrazioni dissonanti e momenti più melodici, creando una tensione costante che amplifica l’instabilità emotiva dei personaggi. Nei momenti d’azione la musica pulsa con energia quasi nervosa, mentre nelle scene più intime assume un tono malinconico e contemplativo.

Romanzo e film: un adattamento molto libero

Una Battaglio dopo l’altra è ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon, ma non si tratta di un adattamento fedele. Anderson ha preso alcuni elementi tematici e narrativi del libro – in particolare il contesto politico e il rapporto tra generazioni – trasformandoli però in una storia autonoma. Lo stesso regista ha dichiarato di aver utilizzato il romanzo come punto di partenza più come materiale da trasporre direttamente. Il risultato è un’opera che conserva lo spirito anarchico e satirico di Pynchon, ma lo rielabora in una forma cinematografica più lineare.

Interpretazioni: un cast corale di altimissimo livello

Il film vive anche grazie alle sue interpretazioni. Leonardo DiCaprio offre una delle prove più complesse della sua carriera: il suo Bob Ferguson è un ex rivoluzionario disilluso, tragicomico e profondamente umano. Sean Penn, nel ruolo del colonnello antagonista, incarna una presenza minacciosa e quasi grottesca che rappresenta il potere autoritario contro cui il protagonista ha combattuto in passato. Benicio Del Toro regala al film momenti di ironia e ambiguità, mentre Regina Hall e Teyana Taylor aggiungono sfumature emotive e politiche alla storia. La vera sorpresa è Chase Infiniti: al debutto cinematografico, riesce a reggere il confronto con attori veterani dando al personaggio di Willa un’energia ribelle e imprevedibile.

Il finale: un epilogo aperto e simbolico

Il finale di Una Battaglia dopo l’altra evita deliberatamente una conclusione tradizionale. Dopo una lunga sequenza di inseguimento e confronto con il passato, la storia si chiude senza una vera catarsi. Anderson suggerisce che la lotta politica e personale non ha mai una conclusione definitiva: ogni vittoria è provvisoria e ogni generazione deve affrontare i propri conflitti. Il destino dei personaggi resta ambiguo, ma il film lascia intravedere un possibile passaggio di testimone tra padre e figlia.

Significato del film: il peso delle eredità politiche

Il titolo del film racchiude il suo significato più profondo: la storia non procede attraverso rivoluzioni definitive, ma attraverso una successione continua di battaglie. Anderson riflette sull’eredità delle lotte politiche del passato e su come queste influenzino le nuove generazioni. Il film suggerisce che il vero conflitto non è solo tra individui o ideologie, ma tra memoria e futuro. In questo senso Una Battaglia Dopo L’Altra diventa un’opera sul fallimento delle utopie e sulla responsabilità di chi viene dopo.

Recensione – Pro & Contro

Voto ★★★★☆

PRO

  • Regia ambiziosa e visivamente spettacolare
  • Interpretazioni di altissimo livello, in particolare DiCaprio e Penn
  • Grande profondità tematica e politica

CONTRO

  • Durata molto lunga che potrebbe scoraggiare parte del pubblico
  • Struttura narrativa complessa e talvolta dispersiva
  • Finale volutamente ambiguo che potrebbe dividere gli spettatori