Good Boy: recensione di una favola oscura, che racchiude un messaggio profondo

Good Boy, film presentato alla Festa del Cinema di Roma, che arriverà nelle sale il 6 marzo è un thriller con sfumature oscure, una favola dark che racconta un viaggio verso lo scoprire se stessi, rivalutarsi per rendersi migliori, prendendo coscienza delle proprie azioni. Komasa ha raccontato questa storia oscura, al limite dell’inverosimile, senza dare troppe spiegazioni, lasciando delle domande aperte, senza però che incidano sulla trama del film.

Capiamo sin dall’inizio che il protagonista è Anson Boon che interpreta Tommy, un ragazzo che non segue le regole e fa ciò che vuole, perso in un turbinio di droga, alcool e sesso senza controlla. D’un tratto, però, si ritrova incatenato e “prigioniero” di Chris (un bravissimo Stephen Graham), capo famiglia irreprensibile, con principi saldi ed un’idea particolare. Tommy dovrà cercare di capire le intenzioni dell’uomo, e destreggiarsi in una situazione difficile da capire.

Un cast di alto livello, che rende Good Boy un gioiello

Fenomenale tutto il cast, partendo da Anson Boon (Tommy), che riesce a mettere un ragazzo rotto, spezzato, che ha perso tutto e che trova nell’uso di sostanze allucinogene una via di fuga da una vita che non sembra appartenergli.

Dall’altra parte abbiamo Chris, padre di famiglia che rapisce ed incatena Tommy, e che vuole a tutti i costi fargli cambiare il suo stile di vita, anche in modi non proprio convenzionali. Un plauso anche alla moglie di Chris, Kathryn, (una bravissima Andrea Riseborough), che porta sullo schermo la moglie dell’uomo, una donna spezzata, che sembra aver perso la voglia di vivere, anche se non capiamo per quale motivo, ma possiamo lo stesso sedurlo da alcune scene e da come la donna si comporta in casa.

Intensa ed intima allo stesso tempo, la regia di Komasa è incredibile

Good Boy

Good Boy è probabilmente l’espressione massima del cinema di Jan Komasa, lo stesso regista ha sottolineato come questo film sia una favola dark, che ovviamente non accadrebbe mai nella realtà. Un modo da parte di Chris, di voler cambiare Tommy per farlo entrare a far parte della famiglia. La regia del cineasta polacco, infatti, è incentrata sulla vita della ragazzo e va di pari passo con la sua vita.

Inizialmente un regia confusionaria, allucinogena, che non ti fa comprendere quello che succede nei primi dieci minuti di Good Boy. Proprio come la vita al limite di Tommy, che fa dell’estremo il suo marchio di fabbrica. Poi, quando l’azione si sposta in casa, le inquadrature diventano regolari, simmetriche, quasi dei quadri che vorrebbero ispirarti la calma che la casa di Chris vorrebbe trasmettere.

Questi elementi, soprattutto l’utilizzo di un metodo estremo per far cambiare idea a Tommy, si può classificare come una favola dark. Questa mette l’accento proprio su un messaggio in particolare che fa da colonna portante alla pellicola.


Una favola dark, Good Boy sottolinea l’importanza di capire se stessi

Good Boy

Ciò che appare subito chiaro di Good Boy è l’estremizzazione delle azioni del protagonista, che mette in scena ogni cosa fuori dagli schemi che si potrebbe fare. Droghe, alcool, sesso in pubblico e molto altro. Capiamo da subito che Tommy è un ragazzo che non rispetta le regole e che certamente non ascolta nessuno, perché a lui piace essere libero.

La libertà è un argomento che torna più volte nel film, soprattutto in un finale che ha fatto discutere. La scelta di Chris, di incatenare il ragazzo in cantina per farlo rinsavire e portarlo sulla retta via, viene probabilmente da un trauma passato della moglie, che non viene specificato. Tuttavia, il messaggio che Komasa vuole far passare è chiaro:

“Ciò che facciamo si ripercuote su ciò che siamo, e quello che consideriamo libertà è solo un modo per scappare dalla realtà che troppo spesso ci fa male e con la quale dobbiamo convivere”.

Recensione – Pro & Contro

Voto ★★★★☆

PRO

  • Cast incredibile
  • Regia di alto livello
  • Messaggio chiaro ed importante

CONTRO

  • Lo stile di Komasa potrebbe risultare lento