Disclosure Day: spiegazione e recensione del film diretto da Steven Spielberg

Disclosure Day

Ascoltate… Possiamo riassumere così Disclosure Day, il nuovo film diretto da Steven Spielberg che segna il suo grande ritorno alla regia dopo The Fabelmans. La pellicola non parla solo di alieni, come sappiamo già dai trailer, ma mette a paragone due dei più grandi gruppi di pensiero che si sono sempre scontrati negli anni: scienza e fede. Infatti, molte volte all’interno del film viene sottolineato come queste due linee di pensiero possano combaciare, se non addirittura convivere. Non per questo il significato del film è Il Giorno della Divulgazione, per mettere a conoscenza i cittadini di una verità di cui tutti siamo all’oscuro.

Disclosure Day non è solo un film su un’invasione aliena, ma su cosa porterebbe se si venisse a sapere che gli alieni esistono e che per decenni, i grandi capi del mondo, ci hanno tenuto nascosti segreti indicibili, che porterebbero anche a far dubitare i più fedeli alla religione della propria convinzione. La conoscenza è l’arma più potente che possiamo possedere, e questo viene espresso perfettamente dal personaggio di Emily Blunt, il vero motore del film.

Se vi state chiedendo se ne vale la pena andare a vedere Disclosure Day, la risposta è assolutamente si. Punto primo perché c’è un’icona alla regia come Steven Spielberg; punto secondo perché parla di alieni e di contatti con extraterrestri in un modo che ancora non era stato affrontato.

Disclosure Day: il degno successore de La Guerra dei Mondi ed Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo

Il film inizia in medias-res, con gli eventi principali già in pieno svolgimento. Non ci viene dato sapere cosa stia accadendo e come si è arrivati fino a lì. La prima mezz’ora del film, infatti, potrebbe risultare lenta e poco comprensibile, viste le molte cose che vengono messe in scena, ma quando i puntini iniziano ad unirsi la visione diventa chiara e fluida.

La trama si infittisce e non puoi fare a meno di voler sapere cosa sta per accadere, perché sei sinceramente preso dalla visione e dalle sorti dei personaggi. Disclosure Day fatica a partire, anche per l’impianto molto anni ’90 nella parte iniziale del film. In questo si vede tutta la mano di Steven Spielberg, che ha messo nero su bianco la sua firma personale alla regia solo come lui sa fare.

Disclosure Day è probabilmente il degno erede dei due film precedenti sugli alieni, senza contare E.T, ovvero La Guerra dei Mondi ed Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. In entrambi i casi gli extraterrestri venivano sulla Terra per distruggerla, salvo poi esser sconfitti dagli essere umani. Qui, invece, le carte sono rigirate e la letture di ciò che accade è differente. Il design degli alieni è semplice, come li abbiamo sempre immaginati. Esseri bassi, dinoccolati con grandi occhi verdi.

Quando si arriva al climax del film, tra il secondo ed il terzo atto, sei talmente preso dalla visione che entri nell’azione ed inizi a domandarti cosa effettivamente stia per accadere e cosa potrebbe realmente accadere se questi fatti dovessero avverarsi nella realtà. L’impatto sarebbe devastante o riusciremmo a farcene una ragione?

Religione o scienza? Disclosure Day ci mette di fronte ad una domanda fondamentale

Disclosure Day

Uno dei temi principali di Disclosure Day è sicuramente il paragone tra religione e scienza. Questo perché i protagonisti vogliono svelare un segreto al mondo che potrebbe cambiare le carte in tavola, sia sulle credenze della religione, sia su quello che conosciamo fino ad oggi sulla scienza e sull’esistenza di vita intelligente nell’universo.

Una rivelazione che cambierebbe tutto, e per questo ci si domanda: cosa accadrebbe se qualcosa di così importante venisse rivelato? Cosa cambierebbe nella vita quotidiana e quale sarebbe l’impatto che porterebbe una rivelazione così importante? La conoscenza è potere, chi rimane nell’ombra, invece, non ha mai il quadra generale della situazione. Disclosure Day ci mette sul tavolo le diverse opzioni: giusto o sbagliato? Devo o non devo rivelarlo?

Una scelta difficile, che chiunque farebbe difficoltà a prendere, così come i protagonisti, visto l’impatto mondiale che avrebbe una rivelazione del genere. Un film che arriva in un momento storico ideale, perché recentemente un ex membri della U.S. Navy hanno svelato che gli Stati Uniti hanno spesso raccolto pezzi di astronavi dovuti ad incidenti con aerei militari, rivelando (forse) l’esistenza di qualcosa al di fuori della nostra orbita.

Un cast incredibile, con una Emily Blunt spaziale

Disclosure Day

Gran parte del film è retto sulle spalle di Emily Blunt, che qui, è proprio il caso di dirlo, è stata spaziale. Non contando la realizzazione dei versi gutturali che vediamo anche nel trailer, realizzati dalla stessa Blunt senza aiuto di CGI o altro, l’attrice è stata perfetta.

Ci sono delle cose che fa con un facilità disarmante, lasciando gli spettatori di sasso (sicuramente la visione in lingua originale in questo senso aiuta tantissimo), perché dimostra quanto sia stata brava nel calarsi nel ruolo. Anche Josh O’Connor ha fatto la sua ottima figura, dimostrando ancora una volta, la grande crescita attoriale per un ragazzo che negli ultimi anni sta lavorando tantissimo. Il suo personaggio è quello che da il via alla storia in modo avvincente in pieno stile action-movie.

Disclosure Day

Infine, il villain del film è Colin Firth, un interpretazione magnetica nei panni di Noah, comandante dei servizi segreti che devono cercare, con qualunque mezzo, di proteggere i file criptati che Daniel Kellner (Josh O’Connor) vuole rivelare, insieme al gruppo guidato da Hugo (Colmar Domingo). Un cast d’eccezione che consolida ancora di più un film del quale sentiremo parlare sicuramente nella prossima stagione dei premi e con ogni probabilità anche in ottica Oscar.

La certezza di avere Steven Spielberg alla regia e David Koepp alla sceneggiatura

Disclosure Day

Quando si ha un fuoriclasse alla regia è evidente che la differenza di vede già dalle prime battute del film. Infatti, Disclosure Day, diretto da Steven Spielberg traspira la firma dell’iconico regista di Jurassic Park ad ogni inquadratura. Lo vediamo già dagli inseguimenti iniziali, anche se hanno un impianto molto anni ’90 non annoiano, ed anzi riportano alla memorie dei film cult del passato.

Tutte le scene action sono incredibilmente chiare e la camera segue ogni movimento dei protagonisti molto da vicino, quasi a farci entrare con loro nella furiosa corsa versa la verità. Ci sono alcuni piani sequenza che fanno urlare di piacere, soprattutto all’inizio, quando Emily Blunt arriva agli studi del telegiornale. Li il ritmo è frenetico, perché accadono tante cose insieme, ma al tempo stesso quasi calmo, nitido, fino all’evento che cambia il futuro della protagonista.

Tutto questo, però, non sarebbe stato possibile senza la geniale scrittura alla sceneggiatura di David Koepp, braccio destro di Spielberg per anni e che qui ha fatto vedere il suo meglio con dialoghi sempre interessanti, e spiegando degli argomenti non facili in modo chiaro e senza troppi giri di parole.

Insomma, Disclosure Day è il film perfetto per il ritorno alla regia di Steven Spielberg. Più profondo, più articolato, ma al tempo stesso chiaro e godibile. All’accensione delle luci ne avrei voluto vedere ancora, perché soprattutto dopo quel finale, nel quale possiamo immedesimarci alla perfezione, i dubbi sono tanti, così come la domanda che ci poniamo e ci siamo posti durante Disclosure Day: quanto costerebbe una rivelazione del genere? Ed ancora, quanto ASCOLTIAMO ciò che ci viene detto, e mostrato?

Andate a vedere Disclosure Day, che arriverà domani in sala, e non ve ne pentirete.

Disclosure Day: il significato del finale del film

Disclosure Day, diretto da Steven Spielberg, già dal titolo racchiude quella che è la trama del film. Infatti, in italiano la traduzione sarebbe il Giorno della Divulgazione, perché la rivelazione delle verità è al centro del racconto ed è ciò che inseguono i protagonisti del film. ATTENZIONE, DA ORA IN AVANTI CI SARANNO SPOILER DEL FINALE DELLA PELLICOLA.

Durante gli eventi della pellicola, capiamo che Noah (Colin Firth) vuole evitare la divulgazione di materiali secretati riguardanti gli ultimi 80 anni di storia americana sugli alieni. Questo perché Daniel ha rubato tutti i video e le foto che riprendono incidenti alieni con jet ed aerei statunitensi, UFO schiantati, cadaveri di extraterrestri e, soprattutto esperimenti sugli stessi esseri di un altro pianeta da parte degli umani.

Questo cambia il punto di vista al quale siamo abituati, perché come mostrato, per esempio in La Guerra dei Mondi e Incontri Ravvicinati, gli alieni vogliono studiare e conquistare gli umani, qui avviene il contrario. Siamo noi, la razza che disseziona ed analizza questi esseri e Hugo con la sua agenzia vogliono rendere pubblici tutti i dati ed i video segretati del governo.

Qui abbiamo il primo bivio importante del film, perché la ragazza di Daniel è un ex suora, mette subito sul piatto il dubbio esistenziale: e se rivelando la Loro esistenza la gente perderà la fede e li vedrà come dei? Il primo punto da affrontare è proprio questo, fede e scienza vanno spesso in contrasto per quanto riguarda la questione della creazione, ma c’è una frase che la Madre Superiore, che ha accolto la ragazza di Daniel in convento, dice e che è perfetta per capire al meglio Disclosure Day:

“Quando Dio creò l’uomo, disse che questo fu la sua più grande creazione SULLA TERRA”.

Una frase che porta con sé implicazioni importanti e che avvicina, almeno nel film scienza e fede, due mondi opposti che però Spielberg ha deciso di fare avvicinare in occasione del giorno della Rivelazione, nel quale tutti prenderanno coscienza della verità.

Disclosure Day

Prima della chiusura di Disclosure Day, capiamo che Daniel e Margaret sono stati rapiti da bambini dagli alieni e che li hanno studiati. Però, il tutto viene messo in scena in una maniera opposta ai classici Incontri Ravvicinati, con gli alieni che prendono le sembianze di animali per non spaventare i bambini che portano nella loro astronave. Qui capiamo che vengono inserite delle abilità all’interno dei due giovani che verranno poi attivate in seguito.

Nel caso del personaggio della Blunt, i suoi poteri si attivano quando un uccellino entra nella stanza e la guarda negli occhi, attivando così quel potenziale nascosto che gli alieni avevano messo in lei quando era bambina. Da quel momento in poi la sua vita cambia: parla diverse lingue, sembra leggere nella testa delle persone che incontra e percepisce Daniel Keller in lontananza grazie al loro legame ed all’esperienza vissuta da piccola.

Kellen che è l’unico a capire quando parla nella lingua gutturale aliena, ma in molti però, pensano che lei stia diventando pazza e sviluppando i primi sintomi dell’Alzhaimer. Tutto quello che conosciamo e che conoscono i protagonisti viene messo in discussione nel finale di Disclosure Day, quando i video vengono pubblicati e la reazione delle persone è incredula, il mondo si blocca quando tutti i notiziari mandano a ripetizioni i video che vedono gli alieni protagonisti.

Il finale di Disclosure Day è quanto ti più aperto possibile. Dopo la diffusione dei video, Hugo porta in diretta tv un alieno vivo che bisbiglia nella lingua gutturale aliena qualcosa agli orecchi dei due ragazzi. Margaret così si mette di fronte alla telecamera e sembra voler ripetere ciò che l’alieno le ha detto all’orecchio. La frase inizia con un ASCOLTATE… Che poi viene staccato dai titoli di coda e dalla chiusura del film!

Cosa voleva dire Margaret? Non c’è dato saperlo, ma il messaggio che Steven Spielberg voleva lanciare con Disclosure Day, è probabilmente quello di “Ascoltare”, chi ci sta vicino, chi ci ama, chi ci consiglia. Questo perché troppo spesso sentiamo, ma non ascoltiamo chi ci sta incontro, facendolo, invece, i rapporti si uniscono ed il mondo potrà cambiare. Una deduzione che si può applicare anche alla scelta di accogliere gli alieni vicino alle proprie case.

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Recensione – Pro & Contro

Voto ★★★★☆

PRO

  • Regia e sceneggiatura di alto livello
  • Non solo profondo, ma anche uno sguarda diverso sull'argomento degli alieni
  • Un cast eccezionale, con una Emily Blunt spaziale
  • Domande importanti, in un periodo storico perfetto

CONTRO

  • Impianto iniziale anni 90 che potrebbe far risultare il film lento nelle battute iniziali