Buddy, l’unicorno killer che trasforma Barney in un horror

Cristin Milioti, buddy

Chi avrebbe mai immaginato che uno dei simboli più rassicuranti dell’infanzia potesse trasformarsi nell’ispirazione per un incubo cinematografico? Se Barney, il simpatico dinosauro viola protagonista di Barney & Friends, ha accompagnato un’intera generazione di bambini, Buddy prende quella stessa idea e la trasforma in un film horror decisamente più inquietante.

Al posto del dinosauro viola c’è infatti Buddy, un unicorno arancione omicida che non si fa scrupoli a rapire e uccidere bambini insubordinati. È proprio questa premessa folle e demenziale a essere al centro di Buddy, nuovo horror in arrivo nelle sale il 28 agosto.

Protagonista del film è Cristin Milioti, già apprezzata in The Penguin, che interpreta Grace, una madre che comincia a rendersi conto che qualcosa non torna nella sua realtà e che potrebbe aver dimenticato l’esistenza del suo terzo figlio.

Per Milioti si tratta inoltre di un ritorno al genere horror dopo The Occupants, film del 2014 nel quale interpretava una donna costretta a confrontarsi con fantasmi vendicativi. Nel cast di Buddy figurano anche Topher Grace, nei panni del marito di Grace, Patton Oswalt, che presta la voce a uno zaino parlante e amichevole, e Keegan-Michael Key, interprete di Buddy.

In un’intervista rilasciata a The Direct, Cristin Milioti ha raccontato la particolare esperienza sul set e cosa abbia significato lavorare a un film che sembra trasformare l’immaginario di Barney & Friends in un vero e proprio incubo.

Cristin Milioti torna all’horror con un unicorno assassino

Per l’attrice, lavorare a Buddy è stata un’esperienza decisamente fuori dagli schemi, anche grazie alla scelta di utilizzare numerosi effetti speciali pratici e un vero pupazzo per dare vita a Buddy.

Voglio dire, l’esperienza non poteva essere più particolare, ed è uno dei motivi per cui ero così entusiasta di accettare il ruolo. Ero già una grande fan di Casper [Kelly] per ‘Too Many Cooks’, ed ero molto incuriosita dall’idea di lavorare con effetti speciali pratici, un pupazzo reale e dei bambini in un universo demoniaco e demenziale come quello. E poi c’è anche il dramma quotidiano della vita reale.

Nonostante la natura horror del progetto, Milioti ha spiegato di non aver vissuto ogni giornata sul set pensando costantemente al genere del film.

Non credo di aver pensato in modo specifico al fatto che fosse un film horror o meno. Non so, mi sono buttata a capofitto e ho lasciato che se ne occupassero loro dopo. Voglio dire, mi sono assicurato di dare loro quello che volevano, ma sapevo che era un film horror, solo che non andavo al lavoro ogni giorno pensando “questo è un film horror”. Se capisci cosa intendo.

Un set inquietante, ma costruito con effetti pratici

Uno degli aspetti più particolari di Buddy è proprio il modo in cui la produzione ha scelto di costruire l’universo del film. Molte delle situazioni apparentemente surreali erano infatti realizzate fisicamente sul set, creando un contrasto ancora più forte tra l’atmosfera inizialmente allegra e la deriva horror della storia.

È stato decisamente inquietante, ma in un certo senso mi è piaciuto. L’ho trovato divertente. Cioè, è stato davvero strano. È l’opposto di quello che si prova stando su quel set, perché tutto ciò che vedi era lì, era reale, e c’erano burattinai dentro il divano e dentro le pareti, e le luci cambiavano quando lui diventava malvagio, e all’improvviso c’era la nebbia. Era tutto reale, ed era come sapere che sarebbe successo mentre ti trovavi su quel set così allegro. È stato davvero fantastico.

Il risultato, secondo l’attrice, era quindi particolarmente straniante: un ambiente costruito con elementi apparentemente innocui che potevano trasformarsi improvvisamente in qualcosa di terrificante.

La scena della televisione: Cristin Milioti racconta le riprese

Tra le sequenze più particolari di Buddy c’è anche quella in cui Grace corre con un braccio incastrato nello schermo di un televisore, mentre in alcuni momenti la macchina da presa mostra soltanto la parte inferiore del suo corpo.

Una scena che, oltre all’elemento horror, richiedeva anche una buona dose di comicità fisica.Quella scena è stata fantastica da girare. L’abbiamo filmata verso le tre del mattino e abbiamo fatto solo tre ciak, quindi mi sono semplicemente buttato. Sapevamo più o meno uno schema di base basato sulla posizione della telecamera nella stanza e su dove dovevamo colpire. Ma a parte questo, era tipo: scatenati, fai quello che vuoi.

Milioti ha poi scherzato sul modo in cui è riuscita a portare a termine la sequenza, spiegando di aver avuto una sorta di vuoto di memoria.

Quindi mi portavo dietro una TV con uno schermo verde e ci provavo. Avevo una controfigura fantastica che faceva la grande caduta, e sì, ci siamo buttati dentro facendo una specie di capriola. Cerchi di fare del tuo meglio quando vieni sparato fuori da un cannone in quel modo, quando sai che il tempo stringe e devi ottenere questo risultato estremamente importante. Non so, sapevo che ci sarebbero dovuti essere dei momenti comici, ed era anche nella sceneggiatura. Ho avuto un vuoto di memoria e l’ho fatto.

Con Buddy, dunque, Cristin Milioti si ritrova al centro di un horror che punta proprio sul contrasto tra l’estetica colorata dei programmi per bambini e una storia decisamente più macabra. Un mix di horror, commedia e effetti pratici che trasforma l’innocenza dell’infanzia in qualcosa di molto più inquietante.

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