Harry Potter: Kit Harington rompe il silenzio sulla serie

Harry Potter

La macchina produttiva targata Warner Bros. e HBO Max dedicata al maestoso reboot televisivo di Harry Potter sembra proseguire la sua marcia a pieno regime. Con il debutto della prima stagione, come sappiamo incentrata su La pietra filosofale, fissato sul calendario per Natale, la dirigenza ha già iniziato a definire la struttura del secondo capitolo, destinato ad adattare La camera dei segreti. In un susseguirsi di annunci, dichiarazioni, riflessioni e speculazioni che hanno rinnovato l’interesse del pubblico globale per il franchise, l’attenzione dei fan di Harry Potter si è catalizzata sull’ingresso nel cast di Kit Harington, il nuovo Gilderoy Allock, e sul modo in cui l’attore sta vivendo su di sé questa cosa.

Nuovi volti e avvicendamenti per la seconda stagione

La pianificazione a lungo termine di HBO, per Harry Potter, prevede la trasposizione fedele di ciascuno dei sette romanzi originali di J.K. Rowling in altrettante stagioni distribuite nell’arco di un decennio. Un’impresa titanica, praticamente. Se per il primo blocco di episodi la produzione ha definito da tempo l’organico dei giovanissimi protagonisti, la pre-produzione del secondo capitolo ha già riservato importanti novità sul piano del casting: Lenny Rush presterà la voce al domestico Dobby, Billy Barratt interpreterà il giovane Tom Riddle, mentre Bonnie Hill subentrerà a Gracie Cochrane nel ruolo di Ginny Weasley.

Harry Potter

Uno dei casting più contesi di Harry Potter riguardava tuttavia l’eccentrico insegnante di Difesa contro le Arti Oscure. Inizialmente accostato a Nicholas Hoult, impegnato sul set di Superman nel ruolo di Lex Luthor, il personaggio di Gilderoy Allock è stato infine affidato a Kit Harington in seguito alla rinuncia di Hoult per sovrapposizioni d’agenda.

Allock, iconico insegnante tragicomico portato con maestria sul grande schermo da Kenneth Branagh nel film del 2002, farà il suo esordio ufficiale nella seconda stagione di Harry Potter, rappresentando un tassello fondamentale per la nuova linea comica e drammatica dello show. Sarà sicuramente interessante vedere Harington in un ruolo così sopra le righe.

L’entusiasmo di Harington tra passione personale e polemiche di rete

Ospite del rinomato podcast Happy, Sad, Confused, condotto da Josh Horowitz, l’ex stella di Game of Thrones ha espresso senza riserve il proprio entusiasmo per l’opportunità professionale con Harry Potter: “Quando ho appreso dell’esistenza di questo progetto, ho pensato immediatamente che fosse un’idea geniale. Il formato seriale permetterà di approfondire dettagli e sfumature narrative che i film cinematografici hanno necessariamente dovuto sacrificare per ragioni di minutaggio. Ero pienamente favorevole alla serie ancora prima di essere contattato; quando poi è arrivata la proposta formale, la mia risposta è stata un immediato e convinto ‘Sì, vi prego!’”.

L’accoglienza calorosa da parte dell’attore si inserisce tuttavia in un contesto mediatico particolarmente complesso e polarizzato. Il reboot televisivo di Harry Potter è stato infatti accompagnato fin dal suo annuncio da accesi e interessanti dibattiti sui social network, relativi a certe posizioni prese dalla scrittrice di Harry Potter, J.K. Rowling.

Una scelta di cast interessante

Parliamoci chiaro: la mossa di buttare nella mischia di Harry Potter un peso massimo come Kit Harington è la classica giocata d’astuzia che potrebbe avere sia il sapore del genio creativo, sia quello della strategia commerciale. Prendete l’eroe malinconico per eccellenza della tv moderna, il Jon Snow che per anni non ha fatto altro che ripetere di “non sapere niente” con la faccia ricoperta di neve, e cucitegli addosso il sorriso smagliante, i boccoli dorati e l’insopportabile vanità di Gilderoy Allock. Potrebbe rivelarsi un casting fantastico, di quelli che fanno impazzire i social prima ancora di aver girato una sola, singola scena.

Harry Potter

Ma al di là della trovata in sé, questa storia ci racconta una verità molto più grande e spietata sul mercato dell’intrattenimento odierno. Siamo davanti al riassunto perfetto di cosa sia diventata la Televisione con la T maiuscola: un campo di battaglia dove l’ansia da prestazione per i numeri e la nostalgia per i marchi storici spingono i giganti dello streaming a rischiare centinaia di milioni di dollari anche a costo di prendersi insulti quotidiani online.

Harington pare non temere troppo le polemiche su J.K. Rowling perché sa benissimo come funziona questo gioco: quando la sigla di Harry Potter farà vibrare le casse dei televisori durante il periodo natalizio, esiste una grande possibilità che l’effetto nostalgia trionferà su qualunque campagna di boicottaggio.

Ricordatevi di seguirci sulla nostra pagina Instagram.